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Da Giakarta a Venezia: Sama importa il primo contenitore di ananas fresco dall’Indonesia

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Sama Spa, azienda veneta attiva da tempo nell’import di frutta e prodotti conservati, mette a punto una prima assoluta per il nostro Paese: la consegna di ananas fresco dall’Indonesia. La scelta rappresenta un unicum sia per l’origine del frutto – che in Italia è sempre di provenienza caraibica o africana – che per il porto di arrivo, Venezia presso il Venice Green Terminal. Alla base, una lunga collaborazione con Great Giant Food, produttore indonesiano attento ai temi ambientali. L’Ambasciatrice indonesiana Esti Andayani saluta con entusiasmo l’iniziativa: “L’Italia potrebbe essere hub ideale per le nostre merci in Europa”. Per Giorgio Masiero, general manager di Sama, qualità del prodotto e relazioni umane sono alla base di un business vincente

 

di Massimiliano Lollis

 

L’ambasciatrice di Indonesia Esti Andayani e il general manager di SAMA Giorgio Masiero assieme a due funzionari diplomatici (Copyright: Fm)

“Oggi inauguriamo la Pineapple Road, la via dell’ananas dall’Estremo Oriente”. Ad affermarlo con orgoglio – parafrasando la celebre Silk Road cinese – è Giorgio Masiero, general manager di SAMA Spa, azienda padovana che opera da 21 anni nell’importazione di prodotti conservati per la GDO e protagonista di un evento senza precedenti per i rapporti tra il nostro Paese e l’Indonesia nel mondo dell’ortofrutta. Lo scorso 8 giugno è infatti giunto al porto di Venezia il primo container di ananas fresco indonesiano: una prima assoluta per il frutto esotico in Europa e nel nostro Paese, dove l’ananas sul mercato è perlopiù coltivato nei Caraibi e, in parte minore, in Africa nord occidentale.

 

Nel corso di una conferenza stampa tenutasi il giorno successivo presso la sede di Porto Marghera (VE) del Venice Green Terminal – la piattaforma logistica di movimentazione e magazzinaggio di prodotti ortofrutticoli che ha gestito il carico – Giorgio Masiero ha presentato l’iniziativa alla presenza dell’ambasciatrice dell’Indonesia Esti Andayani e di Claudio Iccardi, direttore commerciale di Venice Green Terminal. “Siamo davvero felici – ha spiegato Masiero – di constatare la qualità di primo livello dell’ananas fresca, arrivata in ottime condizioni dopo un viaggio di ben quattro settimane, da Giacarta a Venezia. Questo – sottolinea – dimostra che approvvigionarsi di ananas da luoghi di provenienza diversa dai tradizionali, si può”.

 

La nuova operazione commerciale è nata dalla collaborazione, di lunga data, tra SAMA e GGF (Great Giant Food), il produttore indonesiano che coltiva 35.000 ettari di terreni di proprietà con ananas, banane, papaya, guava ed altri frutti tropicali: “Con GGF collaboriamo da molto tempo – sottolinea Masiero – e questa collaborazione mi onora perché si tratta di un’impresa molto attenta all’ambiente e agli aspetti della responsabilità sociale”. Senza però dimenticare gusto e qualità: “Ritengo – continua – che questa tipologia di ananas fresca sia un prodotto meno acido rispetto a quello caraibico, perché in Indonesia viene coltivato ad un’altitudine quasi al livello del mare rispetto alle coltivazioni in quota nei Caraibi e in Africa”.

 

Una delle casse di ananas indonesiane a marchio SunPride stoccate presso il Venice Green Terminal (Copyright: Fm)

Le caratteristiche organolettiche del primo carico di prova verranno analizzate a fondo dai primi destinatari della GDO: Aspiag e la catena discount IN’s (di proprietà del Gruppo PAM), i cui responsabili ortofrutta, secondo Masiero, le avrebbero già apprezzate nel corso di un primissimo assaggio. “Abbiamo assaggiato il prodotto assieme – spiega – e c’è stata soddisfazione piena e condivisa da parte delle due insegne, che testeranno rispettivamente le varietà con calibro 6 – 7 – 8  e 8 – 9. Ora si tratta di proseguire ulteriormente la fase di test e di ricevere il responso da parte dei consumatori”. Per quanto riguarda invece il marchio, l’ananas di Giacarta è stata importata con il marchio SunPride, ma la commercializzazione avverrà sotto il marchio La Fattoria dei Sapori, la nuova linea premium di SAMA che punta sul biologico e che, introdotta recentemente sul mercato, è già presente nel 60 per cento della GDO italiana.

 

La tabella di marcia per le consegne di ananas indonesiana è piuttosto fitta. Dopo la consegna appena avvenuta ne seguirà un’altra a fine luglio, per poi proseguire dal prossimo autunno ad una cadenza di un container a settimana e aumentando il ritmo delle spedizioni in base all’andamento del mercato. “In accordo con il nostro business plan 2018-2020 – spiega Masiero  – pensiamo di movimentare in importazione, solo per il mercato italiano, circa 1.500 refeer container all’anno e prevediamo altri 1.000 container all’anno per la commercializzazione verso i Paesi esteri confinanti, inclusa la Germania meridionale”.

 

La prova dell’assaggio: polpa gialla e succosa (Copyright Fm)

Da parte sua, l’ambasciatrice Esti Andayani si è detta molto soddisfatta dell’iniziativa, auspicando una sempre maggiore collaborazione commerciale tra Italia e Indonesia: “Sono molto orgogliosa – afferma – che Sama abbia avviato questa operazione con GGF, che è un produttore molto popolare in Indonesia. L’Italia, nostro terzo miglior partner commerciale dopo Germania e Francia, può essere hub ideale per i nostri prodotti per tutta l’area europea”. Una prospettiva strategica di questo tipo non può prescindere da un’attenta valutazione logistica, che in questo caso pone non pochi interrogativi: “La vera sfida che abbiamo dovuto accettare – osserva Masiero – è quella della maggiore distanza, perché impieghiamo almeno una settimana in più di trasporto”.

 

Più dei costi maggiori che ne derivano è stato però l’aspetto qualitativo a preoccupare maggiormente l’azienda padovana e i suoi fornitori: “Certamente – spiega – eravamo ansiosi di verificare la buona riuscita dell’impresa. L’ananas in Indonesia si coltiva da 40 anni ma nessuno aveva mai osato prendersi questa sfida. Oggi, avendo verificato l’alta qualità dell’ananas indonesiana, possiamo dire che questa sfida è stata vinta e che ci proponiamo sul mercato come un’alternativa”.

 

Di sfida senza precedenti parla anche Claudio Iccardi, direttore commerciale del Venice Green Terminal: “Diversi nostri clienti hanno spesso accarezzato l’idea di importare ananas indonesiana, ma prima d’ora mai nessuno ci aveva realmente provato. Per noi questa sfida rappresenta un’opportunità commerciale molto interessante: essere partner di una grande azienda come Sama ed essere un hub, un canale di distribuzione dall’Indonesia all’Europa che potrebbe essere un plus per il nuovo anno”. E a fare la differenza è la qualità del servizio: “Quello di VGT – spiega Iccardi -, una piattaforma refrigerata a 360° che ha continuato a crescere negli ultimi anni, è un traffico veloce: noi non puntiamo molto sullo stoccaggio prolungato, ma contiamo sui servizi dalla nave al cliente finale”. Iccardi sottolinea poi come questa novità possa portare beneficio all’intera area adriatica, ancora marginale dal punto di vista dei traffici portuali:  “Stiamo lavorando – spiega – per riportare al porto di Venezia tutti gli attori commerciali del Veneto e per farlo scoprire ad altri. Non è cosa facile, perché l’Adriatico soffre ancora di marginalità e non ha la ricettività dei mari Tirreno e Ligure”. 

 

Tra le novità di questa nuova “Pineapple road” non c’è infatti solo la provenienza della frutta, ma anche il porto di destinazione, inconsueto rispetto alle classiche rotte in porti più frequentati e dai fondali più profondi. “Per il porto di Venezia – spiega Masiero – è un fattore di novità operativa, in quanto fino ad oggi i porti per l’arrivo di ananas in Italia sono quelli del Mar Tirreno. Con la provenienza dal Far East, Venezia si apre anche a questa merceologia”.

 

Il carico di ananas indonesiana in una cella del Venice Green Terminal (Copyright: Fm)

Nel futuro di Sama, già leader nella frutta sciroppata per la GDO e nel private label, c’è anche l’ananas fresca pronta da mangiare, il cosiddetto ready to eat: “Una particolare attenzione – spiega Masiero – sarà posta anche allo sviluppo del prodotto da offrire ai consumatori nel formato IV gamma “ready to eat”, che negli ultimi anni sta mostrando performance di sviluppo a doppia cifra”. Anche per testare questo tipologia, tra i colli del carico stoccato in una cella frigorifera regolata alla temperatura di 8° c’era anche dell’ananas crownless, ovvero senza corona e pronta ad essere sbucciata e confezionata.

 

Ma come è nata l’idea di importare ananas fresco da un Paese così lontano in termini geografici? “L’iniziativa – rivela Giorgio Masiero a Fm – è nata in seguito alla decisione di GGF di investire nel prodotto fresco, che vendeva sul mercato domestico e che esportava in Giappone e in Corea. Lo scorso inverno mi hanno contattato: dopo qualche esperienza in Medio Oriente avevano pensato di puntare sull’Europa e sull’Italia, visto il rapporto di fiducia e collaborazione che ci lega. Ecco, è proprio questo tipo di rapporto, assieme alla qualità del nostro lavoro e al rispetto per l’ambiente, ad essere un valore fondamentale della nostra attività. Il business – conclude – è solo uno dei frutti della relazione di rispetto tra le persone, che deve continuare a rimanere al centro di tutto”.

 

Copyright: Fruitbook Magazine

 

 


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