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Interspar a Bologna. La concorrenza? “Faremo la differenza, per qualità e prezzi”

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Taglio del nastro il 9 novembre in via dell’Industria per il primo punto vendita dell’insegna gestita da Aspiag Service (Despar Nordest) a Bologna. Un superstore ‘green’ di 2.500 metri quadri, con un assortimento di circa 30 mila referenze, di cui 350 sono frutta e verdura. “L’ortofrutta è uno dei reparti più dinamici che abbiamo. – rivela l’Ad del gruppo Francesco Montalvo – L’incidenza sul nostro fatturato è del 13% ed è in crescita”. Stagionalità, freschezza, qualità e made in Italy sono i valori promossi all’interno del reparto, dal layout innovativo, con gli ortaggi esposti nei banchi frigo aperti, così come il biologico, la quarta gamma e le referenze innovative e ad alto contenuto di servizio. La frutta regna sulle isole, sotto i banchi è esposta quella secca e disidratata. “Puntiamo a fare la differenza per il rapporto qualità/prezzo, – rivela il responsabile ortofrutta Nicola Faccio – puntando anche sulla ricchezza e la profondità assortimentale”

 

di Carlotta Benini

 

Gli ortaggi nei banchi frigo aperti hanno garanzia di freschezza e shelf life (copyright: Fm)

Sorge in una zona dove la densità dell’offerta distributiva è alta. È a Bologna, in via dell’Industria 13, a 450 metri dal Lidl di via Larga, 1 km dall’ipermercato Conad del centro commerciale ViaLarga e a 2 km dall’Esselunga di San Vitale. Ha aperto i battenti giovedì 9 novembre, con la promessa di differenziarsi dalla concorrenza per la qualità, l’assortimento, la pulizia, l’assistenza del personale e, non da ultimi, i prezzi.

 

La fila davanti alle porte per l’inaugurazione del primo Interspar a Bologna (copyright: Fm)

Stiamo parlando del nuovo punto vendita di Aspiag Service, la concessionaria Despar per l’Emilia Romagna e il Triveneto, che ha inaugurato il suo primo superstore a insegna Interspar nel capoluogo emiliano. È il trentaseiesimo per l’azienda, che nella propria area operativa gestisce in tutto 228 filiali a insegna Despar, Eurospar e Interspar. Guardando al territorio, è il sedicesimo store in Emilia Romagna e il quinto nella città Bologna, dove il gruppo nei mesi scorsi ha inaugurato anche un punto vendita Despar in stazione centrale, che registra già ottime performance di vendita, specie durante i weekend.

 

L’Ad di Aspiag Service Francesco Montalvo e la responsabile area ER Paola Pavanini (copyright: Fm)

“Da anni progettavamo di aprire un Interspar a Bologna. Volevamo portare in città un format diverso, per venire incontro alle molteplici esigenze di acquisto. – ha esordito al taglio del nastro l’amministratore delegato di Aspiag Service, Francesco Montalvo – Sappiamo di muoverci in una zona storicamente ben presidiata da altre insegne, ma siamo convinti di poter offrire ai bolognesi un’alternativa più che valida per fare la spesa. Noi siamo giovani, e abbiamo voglia di metterci in gioco e di imparare”. E di fare meglio: ecco allora che le parole del Ceo del gruppo fanno breccia fra la folla di persone in fila già dalla prima mattinata, carrello alla mano, in attesa dell’apertura delle porte. “I nostri prezzi saranno i migliori sulla piazza”, è la promessa.

 

Nicola Faccio, area manager vendite frutta e verdura di Aspiag Service (copyright: Fm)

Il nuovo Interspar ha una superficie di vendita di 2.500 metri quadri, servita da dodici casse tradizionali e quattro casse per il self-checkout.  Al suo interno, un assortimento di circa 30 mila referenze – con una particolare attenzione ai prodotti freschi e freschissimi – permette di soddisfare sia le esigenze di chi fa la classica spesa settimanale, più consistente, sia di chi preferisce frazionare i propri acquisti in più momenti, senza perdere troppo tempo all’interno del negozio.

 

Un ampio reparto ortofrutta con angolo fiori e piante accoglie i clienti appena varcato l’ingresso. Da consumatori, a primo impatto visivo, il nostro parere è che non abbia nulla da invidiare al reparto ortofrutta della vicina Esselunga, né tanto meno a quello di Lidl: anzi, la cura dell’esposizione e il layout, pulito e luminoso, la ricchezza dell’assortimento e la sua profondità sono decisamente migliori. Anche i prezzi, a un primo e veloce sguardo, ci appaiono competitivi.

 

L’italianità e la stagionalità sono i due valori cardine del reparto ortofrutta (copyright: Fm)

Stagionalità, freschezza, qualità e made in Italy sono i valori promossi all’interno del reparto, dal layout innovativo, che prevede che gli ortaggi siano esposti nei banchi frigo aperti, in modo da preservare la freschezza e assicurare una maggiore shelf life. Anche il prodotto biologico si trova nei banchi refrigerati (25 sono le referenze di frutta e ortaggi freschi bio, poi in reparto si trovano altri 50 prodotti tra frutta secca, snack secchi e legumi), così come la quarta gamma e i prodotti innovativi e ad alto contenuto di servizio come gli spaghetti vegetali, le macedonie di frutta, le zuppe e i piatti pronti e i piccoli frutti. La frutta fresca è regina sulle isole, progettate in modo da ottimizzare gli spazi sottostanti ai banchi, dove si trova invece la frutta secca a guscio e disidratata.

 

Burger e altri prodotti vegani sono esposti nel reparto latticini, accanto a quello F&V (copyright: Fm)

“L’offerta complessiva del reparto conta 350 referenze, tra prima, quarta e quinta gamma – spiega Nicola Faccio, area manager acquisti ortofrutta di Aspig Service – Oltre alla scala prezzi, puntiamo molto sulla profondità dell’assortimento. Basti pensare che di patate, tubero tipico di Bologna, abbiamo in esposizione nove referenze. Abbiamo anche molte varietà di uva, così come di pere e di clementine, parlando di frutta di stagione”. Anche il prodotto locale trova uno spazio di primo piano sui banchi del nuovo Interspar di via dell’Industria: “Fra i nostri partner ci sono, ad esempio, Agribologna, Apo Conerpo, Salvi e Mazzoni”, spiega.

 

Il personale è una risorsa fondamentale. Il nuovo Interspar dà lavoro a 80 persone (copyright: Fm)

Il responsabile ortofrutta di Aspiag Service mette in evidenza anche la provenienza della proposta ortofrutticola. “Il fatto che il prodotto estero costi di meno, non è per noi un fattore rilevante. Laddove possibile, cerchiamo sempre di valorizzare il made in Italy”. A evidenziarlo è anche la comunicazione in reparto, con le etichette sui banchi che riportano in primo piano l’informazione “Prodotto italiano”.

 

L’ortofrutta è dunque un settore su cui il gruppo punta molto. “Attualmente rappresenta circa il 13% del nostro fatturato, e la sua incidenza è in crescita”, rivela l’Ad Francesco Montalvo – È uno dei reparti più dinamici che abbiamo e su cui vediamo importanti margini di sviluppo”.

 

Ricco l’assortimento di prodotti innovativi e ad alto contenuto di servizio (copyright: Fm)

Gli altri reparti – gastronomia, pescheria, macelleria e panetteria – oltre che per la qualità e la ricchezza dell’offerta, si distinguono per il contatto umano dietro al banco. Il personale sorride e consiglia dai banconi, segno di un’azienda che vuole guardare in faccia i propri clienti, e che investe nella formazione dei propri collaboratori. Collaboratori che sono una risorsa fondamentale per il gruppo, come ha sottolineato durante il taglio del nastro l’area manager vendite Emilia Romagna Paola Pavanini. La nostra forza sono le persone, intese come nostro personale, ma anche come clienti: questo si rispecchia nel senso di gioia, di serenità e di passione per il mestiere che si respira all’interno dei nostri punti vendita”. Nel nuovo Interspar trovano lavoro circa 80 persone, quasi tutte neoassunte.

 

Ricchezza, profondità assortimentale e prezzi competitivi sono il plus del reparto F&V (copyright: Fm)

Infine il nuovo superstore, dotato di un impianto fotovoltaico sul tetto, si distingue per l’attenzione alla sostenibilità, al risparmio energetico e all’efficienza energetica. Nel parcheggio esterno, che mette a disposizione circa 500 posti auto, sono presenti tredici punti di ricarica per veicoli elettrici. E poi c’è un occhio di riguardo per il sociale: tutta la merce non più commercializzabile ma ancora perfettamente utilizzabile sarà infatti donata a tre realtà benefiche “storiche” di Bologna: l’Antoniano, l’Associazione Amici di Piazza Grande e Civibo Onlus – Cucine Popolari di Bologna.

 

Copyright: Fruitbook Magazine


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