Giovanni Capurso Bayer

Bayer ForwardFarm: fare agricoltura sostenibile è possibile. Ora anche in Italia

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Percorrere in primavera le strade immerse nel verde della Valpantena, una delle vallate veronesi votate alla produzione di vini di pregio come Valpolicella, Recioto e Amarone, può essere un’esperienza molto piacevole. A maggior ragione se permette di scoprire una realtà interessante come l’azienda vinicola Moranda, che oggi viene ufficialmente incoronata come prima Bayer ForwardFarm in Italia, parte di un progetto, promosso da Bayer, che mira ad incrementare lo scambio di conoscenze sull’agricoltura sostenibile all’interno dell’intera filiera agroalimentare. All’evento di presentazione dell’iniziativa erano presenti alcuni importanti rappresentanti del gruppo tedesco, oltre a esperti di biodiversità e di agricoltura sostenibile. Per tutti, una solida certezza: “coltivare nel rispetto dell’ambienteè possibile”

 

di Massimiliano Lollis (articolo completo su FM di aprile 2017)

 

Martedì 28 marzo si è tenuta a Nesente in Valpantena (Verona) la presentazione alla stampa dell’azienda vitivinicola Agricola Moranda che, attiva dal 1896 e oggi guidata da Giovanni Capurso assieme alle sue due figlie, è stata appena nominata prima Bayer ForwardFarm in Italia, parte di un progetto globale che vuole coinvolgere il mondo agricolo in un percorso di sostenibilità. Presenti, oltre ai proprietari, alcuni importanti rappresentanti della Bayer, gruppo tedesco che nel solo 2016 ha registrato un fatturato di 46,8 miliardi di euro: Bernd Naaf, responsabile Business Affairs and Communications e membro del comitato esecutivo di Bayer Crop Science e Klaus Kirsch, Global Manager del progetto. La partecipazione all’evento di Paolo Fontana, presidente di Worldwide Biodiversity Association ha offerto alcuni importanti spunti per parlare anche di difesa della biodiversità.

 

Ma è possibile coltivare in modo sostenibile, anche all’interno di un modello di agricoltura di tipo convenzionale? La risposta di Bayer è affermativa, e l’esempio virtuoso della Contrada Moranda dimostrerebbe la bontà del progetto globale Bayer ForwardFarming, la piattaforma di conoscenze che permette agli imprenditori agricoli partecipanti di associare alla propria esperienza quella degli esperti Bayer e di altri partner specializzati, così come le più avanzate tecnologie con l’obiettivo di raggiungere una sostenibilità a tutto tondo: economica, sociale e ambientale.

 

Un momento della presentazione (Giovanni Capurso a sinistra, Bernd Naaf al centro)

Bernd Naaf spiega che il progetto è nato, a livello mondiale, nel 2014 e che si basa su tre pilastri: una produzione integrata che segua l’intero processo agricolo, dalle sementi alla raccolta; la promozione di norme di sicurezza tra gli operatori per un’agricoltura responsabile e rispettosa nei confronti dell’ambiente e delle persone; collaborazioni e iniziative di partnership con aziende, università e stakeholders per portare alla realizzazione di queste buone pratiche. Un obiettivo tanto ambizioso quanto necessario al giorno d’oggi. “Oggi è particolarmente difficile fare agricoltura: per le problematiche climatiche certamente, ma anche perché l’agricoltura in generale vive un momento di sfide e di pressioni sempre più forti da parte delle ONG ” spiega Naaf. “Quello che si riscontra nella società si vede anche nel mondo politico, e nel dialogo con le istituzioni europee è importante far comprendere bene cosa c’è dietro all’attività di un’azienda agricola che coinvolge i nostri prodotti, per far sì che ognuno sia davvero informato e per evitare che si prendano decisioni in modo emotivo a causa di una mancanza di conoscenza. Purtroppo in molti casi la gente sa davvero poco della produzione agricola, per cui Bayer intende portare l’agricoltura più vicina alla società, renderla più accessibile”. 

 

Naaf esclude infine che ci sia un conflitto tra agricoltura convenzionale e biologica“Stiamo avviando un dialogo con queste organizzazioni e stiamo lavorando molto allo sviluppo di soluzioni nell’agricoltura biologica, ma i consumatori devono poter scegliere. L’agricoltura convenzionale”, conclude Naaf, “non va demonizzata e rimane tuttora molto importante e valida poiché fornisce una produzione abbondante a prezzi giusti“.

 

Al centro della giornata la visita alle vigne dell’azienda, che a detta di Paola Sidoti, communication manager di Bayer CropScience, “è stata scelta da Bayer sulla base dell’input lanciato da Giovanni Capurso e della sua voglia di fare sempre meglio”: 17 ettari di cui 15 a vigneto, l’azienda di famiglia dispone oggi di strumenti di agricoltura di precisione nella gestione mirata delle avversità, per una difesa integrata e senza sprechi. Per raggiungere questo scopo, sono diverse le strategie in atto, anche grazie a strumenti e macchinari altamente tecnologici messi a disposizione da aziende partner specializzate, come Braglia, Bulzoni, Mybatec e Pessl: dal monitoraggio delle malattie fungine e degli insetti dannosi (come la tignoletta), al monitoraggio del clima; dal dosaggio sicuro degli agrofarmaci, alla loro distribuzione e biodegradazione; dalle norme di sicurezza del personale alla tutela della biodiversità.

 

La capannina meteo Pessl monitora costantemente il clima presente nelle vigne e permette al coltivatore di compiere scelte ragionate sugli interventi necessari

“È passato un anno dall’inizio di questo progetto con Bayer” ha spiegato il proprietario e imprenditore agricolo Giovanni Capurso, “un anno molto impegnativo, che però è letteralmente volato via. Grazie a Bayer e ai suoi tecnici, ho potuto imparare molto dal punto di vista tecnico, pur avendo già una lunga esperienza nella coltivazione dei vigneti”. Salvaguardare il territorio e la vite per il signor Capurso è essenziale per poter pensare al futuro: “Credo in questa azienda che può investire nella ricerca sulla crop science in Italia. Il territorio è fondamentale, è l’ambiente in cui viviamo, e non bisogna mai dimenticare che, se il vino è certamente importante, sono soprattutto i vigneti che vanno curati, soprattutto in una zona come questa, dove si producono vini unici”.

 

Certo il territorio non è sempre stato valorizzato dalle produzioni agricole nel tempo, anzi. “L’agricoltura ha sbagliato molto in passato, soprattutto sulla coltivazione di ciliegie e grano” ammette Capurso. “La vite però perdona i nostri errori: è necessario tornare al territorio, alla tipicità del territorio, per avere vini autoctoni e usare la scienza in modo intelligente”. Per questo, osserva Capurso, “Produrre bene si può. Le analisi, le certificazioni e la biodiversità lo confermano. La riduzione al minimo della deriva con dosi minime di fitofarmaci utilizzati solo se necessario, la capannina meteo e i sistemi previsionali sono elementi fondamentali per noi. Oggi trattiamo solo se necessario e al momento giusto”. 

 

Paolo Fontana, presidente del Worldwide Biodiversity Association, è convinto che in atto vi sia un certo cambiamento di mentalità nel settore e una maggiore sensibilità alla biodiversità negli operatori agricoli: “Io credo che in Italia l’agricoltura e soprattutto la viticoltura stiano capendo che essere sensibili alla biodiversità non è solo questione di marketing, ma è una questione di benessere del territorio, di riacquistare il dialogo tra agricoltori e cittadini, soprattutto quando esportiamo eccellenze in tutto il mondo. La biodiversità ci guida in questo percorso”.

 

Le Bayer ForwardFarms attive oggi nel mondo sono sei, presenti in Germania, Francia, Belgio, Paesi Bassi e Italia, anche se per il 2018 il gruppo mira a coinvolgere USA, Brasile, Polonia e Costa Rica e a raggiungere, entro il 2020, la totalità dei Paesi nel mondo. Iniziative per la sostenibilità come quelle di Bayer sono certamente lodevoli, anche se si tratta solo del primo passo: se infatti queste realtà rappresentano al momento solo pochi e selezionati progetti, è anche vero che questo può essere l’inizio di un lungo percorso che nel tempo si spera possa coinvolgere il settore nella sua interezza, a tutela di ambiente, produttori e consumatori nel segno di una sempre maggiore qualità e sostenibilità.

 

Copyright: Fruitbook Magazine

 


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