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Mela Val Venosta: “Produrre meno, ma produrre meglio”

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Quella in corso è una delle campagne più difficili per la melicoltura degli ultimi anni. Gelate in primavera e grandinate in estate hanno compromesso parte del raccolto italiano. E sul fronte commerciale, la situazione oltre confine è quanto mai instabile e in continua evoluzione, con nuovi competitor che avanzano sul mercato. Il consorzio delle cooperative frutticole VI.P – Val Venosta però ha le idee chiare: produrre meno, ma produrre meglio, con l’aiuto della natura e della tecnologia. Un esempio? La Texel di Naturno, che abbiamo visitato in ottobre e di cui vi proponiamo il nostro video esclusivo. Abbiamo ripreso il percorso che fanno le mele, dal momento in cui arrivano nello stabilimento fino a quando vengono caricate sui camion per essere portate ai clienti

 

di Eugenio Felice (articolo completo su Fm, edizione di ottobre 2017)

 

 

È il 20 ottobre quando da Verona ci muoviamo verso la Val Venosta. Un ottobre quanto mai mite, con temperature ben al di sopra della media stagionale, almeno nelle prime tre settimane. La Val Venosta inizia sopra Merano e si arrampica fino al passo Resia, famoso per il campanile che emerge dal lago artificiale. Tra i primi comuni che si incontrano nella vallata c’è Naturno, 6 mila abitanti e 500-550 metri di altitudine sul livello del mare. Qui si trova la Texel, una delle sei cooperative del consorzio VI.P, una delle maggiori quanto a volumi lavorati di mele e una delle prime in Italia a installare il magazzino automatico per i bins conferiti in natura e quelli precalibrati. Entrando in paese non si può non notare, pur con la sua sobria discrezione, quel grande e alto parallelepipedo al cui interno ci stanno fino a 16 mila bins.

 

Ma prima di entrare in dettagli tecnici va fatta una piccola premessa: quest’anno il raccolto a causa di gelate in primavera e grandinate in estate sarà il più basso degli ultimi anni. Il raccolto in Italia è stimato in 1,76 milioni di tonnellate, con alcune regioni chiave come il Trentino che registrano flessioni superiori al 60 per cento. E pensare che nel 2014, solo tre anni fa, il raccolto era stato di 2,46 milioni di tonnellate, vale a dire 700 mila tonnellate in più. Se Melinda registra il peggiore raccolto da quando è nata, per la Val Venosta la campagna è stata salvata dai sistemi antigelo che hanno permesso di contenere i danni: il calo rispetto a una annata normale è tra il 30 e il 35 per cento. Vi state chiedendo cosa significa annata normale? Vuol dire che, in assenza di avversità climatiche, il raccolto è di circa 350 mila tonnellate. (…)

 

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Christoph Tappeiner, direttore della Texel di Naturno

Texel, l’imperativo della qualità. Ma torniamo alla nostra visita. A riceverci c’è Christoph Tappeiner, direttore della cooperativa e responsabile commerciale distribuzione organizzata della VI.P. In sostanza, oltre a occuparsi della cooperativa, segue anche le vendite per tutto il consorzio a quei gruppi distributivi che potremmo definire regionali, dall’Alto Adige fino alla Sicilia. La Texel in una annata “normale” lavora 75 mila tonnellate di mele, volume secondo solo alla Mivor di Laces che arriva a 85 mila tonnellate. Come numeriche siamo ai vertici in Europa. “Quest’anno però – precisa Tappeiner – ci fermiamo a 5.200 vagoni, quindi 52 mila tonnellate. Il calo è del 10 per cento superiore allo scorso anno che a sua volta era sotto del 20 per cento rispetto a un’annata normale. Diciamo che, in compenso, la qualità dei frutti è molto alta, così come la pezzatura”.

 

La Texel riunisce 330 melicoltori per 1.000 ettari di superficie. Essendo la prima delle cooperative che si incontrano in valle ha anche un assortimento varietale che potremmo definire atipico. Le Golden rappresentano quest’anno solo il 43 per cento del raccolto. “Il resto sono varietà rosse o bicolore – spiega Tappeiner – Red Delicious con il 21 per cento, Gala con il 15 per cento, Fuji con il 5 per cento, mentre il 16 per cento è costituito da varietà nuove o comunque distintive come Pinova, Ambrosia, Kanzi ed Envy. In tutta la vallata la Golden è ancora predominante rappresentando il 64 per cento del raccolto. Abbiamo anche un’elevata incidenza di produzione biologica, siamo già al 20 per cento del raccolto presso i nostri soci, più o meno il doppio del livello medio raggiunto in Val Venosta”.

 

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La calibratrice Greefa installata alla Texel (Copyright: Fm)

“Diciamo che il trend generale – sottolinea Tappainer – sarà un incremento delle varietà nuove e una maggiore valorizzazione di quelle tradizionali, puntando sempre ai nostri valori che sono la naturalità e la bontà, rappresentati dalle due coccinelle. Questo significa una cosa rilevante: si abbasseranno negli anni a venire i volumi lavorati, sia perché le nuove varietà hanno rese per ettaro più basse e lo stesso vale per la produzione biologica, sia perché, con lo scopo di aumentare le qualità organolettiche ed estetiche dei frutti, abbiamo iniziato ad adottare tecniche colturali che spingono meno le piante. La strategia condivisa della VI.P è chiara: produrre meno ma produrre meglio, che poi è quello che chiede oggi il mercato”.

 

Texel, a tutta tecnologia. Quando siamo arrivati allo stabilimento di Naturno c’erano i lavori in corso: gru, ponteggi esterni, operai indaffarati per ristrutturare gli uffici e ricavare nuovi spazi da dedicare alle attività. In effetti non è che con il magazzino automatico l’innovazione sia terminata. Anzi. C’è una ricerca continua per migliorare ed efficientare i processi. “Negli ultimi anni abbiamo automatizzato tutto quello che potevamo – ci riferisce Tappeiner – solo questa estate abbiamo rinnovato completamente la sala confezionamento, l’unica dove è rimasta forte la presenza della manodopera. I driver sono stati diversi: creare un ambiente confortevole per i nostri lavoratori, avere la massima flessibilità nell’utilizzo degli imballaggi, che oggi sono oltre 100, perfezionare ulteriormente la presentazione delle mele. Più che su nuove automazioni ora stiamo lavorando per ridurre i tempi di evasione degli ordini”.

 

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Il magazzino automatico della Texel può contenere 16 mila bins (Copyright: Fm)

Ma fin dove si è spinta l’automazione alla Texel? Ecco una breve cronologia: dal 2012 dispone di un magazzino automatico da 16 mila bins (vale a dire oltre 5 mila tonnellate) realizzato dalla LTW Intralogistics, dal 2015 di una nuova calibratrice Greefa da 10 linee e 66 canali di uscita collegata in modo automatico allo stesso magazzino automatico. Dal 2016 poi è stata automatizzata anche la fase che va dal magazzino automatico alle 12 linee di confezionamento: in particolare, questa automazione ci risulta essere unica in Europa. Nel 2017, infine, è stata completamente rinnovata anche la sala confezionamento, con tanto di pallettizzatori automatici – 10 linee con una capacità produttiva di 110 palette per ora – e carrelli su rotaia senza conducente di Lorenz Pan che portano i pallet fino all’area di carico dei camion. In sostanza, come potete vedere nel nostro video esclusivo della visita, la manodopera si concentra quasi esclusivamente nella sala confezionamento. (…)

 

VI.P: sfide e riorganizzazione. Il legame tra le cooperative del consorzio è molto forte. Le tecnologie che vengono adottate da una poi vengono adottate anche dalle altre. È così per il magazzino automatico: lo hanno la Mivor, la Texel e la Geos, lo sta facendo la Juval e ha deciso di farlo anche la Oveg. In sostanza lo avranno a breve tutti gli stabilimenti della valle che lavorano grandi quantitativi di mele. A dirigere e coordinare l’orchestra c’è poi la squadra guidata da Josef Wielander, che proprio a partire da questa campagna si è data una nuova organizzazione interna per fornire con maggiore incisività e rapidità ai clienti la progettualità necessaria ad affrontare questo momento di svolta nel mercato delle mele, in cui coesistono le varietà tradizionali e quelle nuove, e molti nuovi Paesi si propongono progressivamente sia come competitors che come acquirenti.

 

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Una fase del confezionamento manuale di mele Ambrosia cerate (Copyright: Fm)

 

Copyright: Fruitbook Magazine

 


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