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Gli snack del futuro? Dopo gli insetti, dal Far East arrivano le chips di medusa


L’animale planctonico in alcuni Paesi asiatici è considerato una vera e propria prelibatezza culinaria: si trova fresco, nei mercati, ma soprattutto essiccato, ed è ricco di proprietà benefiche, come un superfood. Un team di ricercatori dell’Università della Danimarca ha messo a punto una tecnica per essiccare le meduse in poco tempo e renderle croccanti e friabili, come le tradizionali patatine fritte. Le nuove chips, dicono gli studiosi, potrebbero rivelarsi interessanti anche per i palati occidentali. E sono pronte a conquistare – o quanto meno a incuriosire – i clienti della grande distribuzione

 

Dalla Redazione

 

I superfood del futuro? Nell’anno del via libera anche in UE alla produzione e al commercio degli insetti edibili, riconosciuti ufficialmente come nuovi alimenti ricchi di sostanze nutritive e a basso impatto ambientale (leggi qui), una nuova tendenza fa capolino dal Far East. Si tratta delle chips di medusa, piccole sfoglie croccanti e friabili come le patatine fritte, ottenute appunto dall’animale planctonico, che in alcuni Paesi dell’Estremo Oriente è considerato un alimento prelibato, disponibile nei mercati fresco, quindi ancora in forma gelatinosa, ma soprattutto essiccato.

 

Nella cucina asiatica le meduse vengono marinate in sale e allume di potassio per diverse settimane, prima di diventare quasi croccanti, con una consistenza che ricorda quella dei cetriolini sottaceto. Il periodo di essiccazione dura circa 40 giorni. Un nuovo metodo messo a punto dall’Università della Danimarca meridionale di Odense, come riporta un articolo su Repubblica permette di ridurre drasticamente i tempi, consentendo così di pensare a una produzione industriale di queste nuove chips, pronte a conquistare – o quanto meno a incuriosire – i clienti della grande distribuzione, confezionate come le tradizionali patatine o i pop corn.

 

Il processo diessiccazione realizzato dagli studiosi danesi vede la sostituzione del sale, tradizionalmente utilizzato dagli asiatici, con etanolo, che in poche ore sostituisce l’acqua. Attraverso l’evaporazione dell’acqua di mare si ottiene quindi una sfoglia fragrante. “Una prelibatezza gastronomica interessante anche per i palati occidentali”, secondo i ricercatori dell’università della Danimarca, che hanno speso queste parole durante la presentazione del progetto al congresso annuale della Società di biofisica a San Francisco.

 

Se il gradimento da parte dei consumatori non può essere dato per scontato, certo è che queste nuove chips di medusa sarebbero anche dei veri e propri superfood: l’animale planctonico infatti, anche essiccato, è ricco di vitamina B, magnesio, fosforo, ferro e selenio. Inoltre sono uno snack più salutare rispetto rispetto a quello di patate: un sacchetto da 25 grammi contiene soltanto 0,5 grammi di grassi.

 

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