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            L’Ortofruttifero acquista licenza per la vendita del pomodoro nero

            Dal laboratorio al mercato. Il pomodoro nero, dal fortissimo potere antiossidante e capace di aiutare a restare in buon salute, sviluppato da un progetto di ricerca coordinato dalla Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, insieme alle università Tuscia di Viterbo, di Modena e Reggio Emilia e di Pisa, sarà commercializzato dall’azienda pisana l’Ortofruttifero, che ha recentemente firmato il contratto di licenza con la Scuola Sant’Anna

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            Il Sun Black, così i ricercatori hanno chiamato l’ortaggio, ha un alto contenuto di antociani, sostanze dal fortissimo e riconosciuto potere antiossidante, non è però un ogm ed è considerato a tutti gli effetti un alimento nutraceutico: è stato ottenuto da Gian Piero Soressi dell’Università della Tuscia e caratterizzato in maniera approfondita nel corso degli ultimi anni dalla Scuola Superiore Sant’Anna e dall’ateneo laziale. Dopo la registrazione del marchio comunitario “SunBlack”, avvenuta nel 2009, da parte degli atenei che hanno condotto lo studio, ora arriva anche la licenza commerciale che porta ufficialmente fuori dai laboratori il pomodoro ‘benefico’.

            La commercializzazione partirà nei prossimi giorni con la vendita di piantine, grazie ai semi forniti dai ricercatori della Tuscia coordinati da Andrea Mazzucato. Saranno disponibili in due varianti: a frutto medio e a frutto piccolo e saranno reperibili in tantissimi punti vendita italiani specializzati ma anche nei supermercati.

            Il ‘pomodoro nero’, spiega una nota della Scuola sant’Anna, “ha la particolarità di essere ricco di antociani, potentissimi antiossidanti che si ritrovano soprattutto in uva nera, mirtilli, fragole, ciliegie ma non in quantità significative nelle comuni varietà di pomodori”. Da qui la scommessa del ‘Sunblack’, che alle caratteristiche nutrizionali del pomodoro aggiunge le capacità antiossidanti delle frutta ‘a buccia nera’, ma in quantità aumentata.

            Il pomodoro può quindi rientrare nella categoria degli alimenti nutraceutici, in grado di portare benefici per mantenere le persone in uno stato di buona salute e non rientra negli ogm, anche perché i suoi semi sono stati ottenuti attraverso la tradizionale tecnica dell’incrocio. “L’accordo di licenza per la sua commercializzazione – conclude il rettore della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, Pierdomenico Perata – consolida il ruolo del nostro ateneo come motore di sviluppo locale, contribuendo a portare innovazione nelle imprese radicate sul territorio, in un ambito come quello dell’ortovivaismo in cui l’inserimento di elementi innovativi può risultare ancora più difficile”.