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            Non c’è pace per i frutti di bosco: nuovi casi di epatite A a Torino

            nuovi casi epatite A frutti di bosco
            Cinque nuovi casi di frutti di bosco surgelati contaminati dal virus dell’epatite A sono stati scoperti a Torino. Questa volta i prodotti provengono anche dal Canada, oltre che da Polonia e Ucraina e sono commercializzati da ditte di Lombardia e Emilia Romagna. Rinnovato monito da parte del Ministero della Salute a consumare i frutti solo previa cotture e a fare attenzione con le torte.

            di Irene Pasquetto

            nuovi casi epatite A frutti di boscoIl magistrato torinese Raffaele Guariniello aveva già individuato altre 10 aziende con sede in Piemonte, Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna nei cui prodotti era stata rilevata la presenza del virus. Il Ministero della Salute ha recentemente rinnovato l’invito a consumare i frutti di bosco surgelati solo dopo bollitura di almeno due minuti ed è stata chiesta una rogatoria a Polonia, Ucraina e Canada.

            Come avevamo già detto, attenzione quindi ai frutti di bosco surgelati, utilizzati soprattutto per guarnire torte e dolci, perché esiste la possibilità che possano trasmettere l’Hav, il virus dell’epatite A. Stando a contatto con il ghiaccio, che è acqua congelata, mirtilli, fragole e ribes possono essere un veicolo di diffusione del virus, che non teme le basse temperature. Notoriamente il virus Hav viene trasmesso attraverso frutti di mare e molluschi allevati o cresciuti in acque contaminate, un tipico esempio è rappresentato dalle cozze mangiate crude. I frutti di bosco rappresentano una novità, visto che fino allo scoppio di questi casi non si era mai parlato di epatite A trasmessa attraverso questo genere di alimenti.