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            PATATE STRANIERE SPACCIATE PER ITALIANE? L’INCHIESTA DI REPORT

            Ieri sera il programma tv Report (Rai3) ha mandato in onda il servizio “La patata bollente”. “L’Italia consuma più patate di quante ne produce ed è costretta ad importarle dall’estero. Andando nei negozi al dettaglio, però, di prodotti importati se ne vedono ben pochi”, sostengono i giornalisti della trasmissione. Le telecamere di Report “sono andate fino in Francia per capire come le aziende italiane possono con estrema facilità riuscire a raggirare le norme sulla tracciabilità del prodotto, “spacciando” per italiane patate che in realtà provengono dall’estero”.

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            Vediamo insieme la ricostruzione proposta da Report:

            Picardie, 100 chilometri da Parigi. Le patate  della varietà “Agata” partono da un magazzino della Comyn, grande azienda di distribuzione, con bolla francese. Ad acquistarle è Agriveneto, tra i maggiori clienti della Comyn, una società con sede in uno stabilimento nella provincia di Padova. Stabilimento condiviso con La Dorata, di cui Agriveneto è una partecipata, azienda italiana che lavora patate dal 1959. Tra i soci della Dorata c’è la Fratelli Romagnoli, uno delle più grandi ditte confezionatrici dell’area bolognese con molti clienti nella Grande Distribuzione. Giulio Romagnoli fa parte del Consorzio Patata Dop di Bologna e di quello della Patata italiana di qualità. La direzione delle patate Comyn partite da Picardie è Bologna, dove, grazie a un nuovo documento di trasporto inviato dalla Dorata all’azienda di Romagnoli, le patate restano ”Agata” ma diventano di origine veneta attraverso un sistema che coinvolge produttori italiani, i confezionatori e la grande distribuzione.