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Agricola Campidanese, angurie al top. Ora nuovo stabilimento e più bio

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Si è chiusa positivamente la stagione delle angurie della grande O.P. sarda, primo player ortofrutticolo della regione, che con il brand L’Orto di Eleonora commercializza l’anguria sugar baby Eleonora, a buccia scura e senza semi, e Gavina, mini anguria seedless molto apprezzata dai consumatori. Salvatore Lotta, responsabile commerciale dell’azienda, rivela che per il prossimo anno le superfici produttive destinate ad anguria saranno fortemente implementate: “Potremmo arrivare a 300-350 ettari totali”. Meno entusiasmante la stagione dei meloni, ma i risultati sono comunque soddisfacenti. Ora l’azienda guarda al futuro con due importanti progetti che si svilupperanno nei prossimi mesi: l’implementazione della linea dedicata al biologico e l’inaugurazione del nuovo stabilimento di 8 mila mq a Terralba (Or)

 

di Carlotta Benini

 

È stata un’annata da incorniciare, quella 2017, per le angurie di Agricola Campidanese, che – complice anche la stagione particolarmente calda e secca – hanno visto un’interessante incremento dei consumi, tanto che l’offerta non è riuscita in alcuni casi a soddisfare la domanda. La grande Op sarda, primo player ortofrutticolo della regione, ha scommesso in particolare su Eleonora, l’anguria sugar baby senza semi e a buccia scura, di medie dimensioni e dall’elevato grado brix, 100% autoctona: viene infatti coltivata nella pianura del Campidano, in provincia di Oristano.

 

“L’interesse da parte della Gdo è stato ottimo, con ordini in crescendo. – esordisce Salvatore Lotta, responsabile commerciale dell’azienda – È stato un anno di test, per questa anguria, che si è concluso in maniera più che positiva: alla fine molta della richiesta è rimasta infatti inevasa per mancanza di prodotto”. Quest’anno gli ettari a dimora erano circa 50 e il prodotto commercializzato ha raggiunto circa circa 20 mila quintali. “Per il 2018 il piano di sviluppo è importante – continua Lotta – La superficie produttiva sarà triplicata, per arrivare a circa 120-150 ettari di Eleonora”.

 

Salvatore Lotta

Positiva anche la campagna di Gavina, la mini anguria dolcissima, croccante e seedless coltivata sempre nel Campidano, molto apprezzata dai consumatori per il suo piccolo e pratico formato: pesa infatti al massimo due chili. Gli ettari destinati a questo prodotto sono stati 150 quest’anno, e per il prossimo si presume che ci saranno significativi investimenti anche su Gavina. Potremmo arrivare complessivamente a 300-350 ettari totali di angurie”.

 

In generale, dunque, per angurie e mini angurie – commercializzate, come il resto dei prodotti di punta di Agricola Campidanese, con il marchio L’Orto di Eleonora – l’annata ha portato soddisfazioni. Un po’ meno, forse, per i prezzi, leggermente inferiori alle scorse campagne: “Ma sono stati compensati dai volumi ingenti”.

 

Meno entusiasmante, invece, è stata la campagna del melone, che da metà luglio è stata penalizzata dalla sovrapposizione di prodotto sul mercato, con offerta superiore alla domanda e netto abbassamento dei prezzi, per tutte le tipologie. In ogni caso, precisa Salvatore Lotta, il consuntivo non è negativo. “Majores, poi, si e distinto sul mercato. Essendo un prodotto diverso ha sofferto molto meno, in quanto non ha concorrenza e viaggia per conto suo”.

 

Quella estiva è stata anche la stagione del pomodoro Camone, una varietà autoctona che rappresenta uno dei fiori all’occhiello del paniere L’Orto di Eleonora, sviluppata insieme a Syngenta. “È prevista un’implementazione della produzione, ad ora sono stati trapiantati circa 10 ettari in serra”. La campagna commerciale del pomodoro Camone riprende il 15 ottobre, come quella delle patate Preziose, l’oro giallo della Sardegna, novità 2017 che va ad arricchire la vasta produzione di Agricola Campidanese. Venti ettari sono stati messi a regime a maggio e altri 40 quelli trapiantati ad agosto, in proiezione della raccolta di novembre.

 

Ora Agricola Campidanese guarda al futuro con due importanti progetti di sviluppo che prenderanno forma nei prossimi mesi. Uno riguarda il biologico: “Forti della grande richiesta da parte dei clienti, anche esteri, abbiamo messo a punto una linea ad hoc, L’Orto di Eleonora Bio. – spiega il responsabile commerciale – Siamo partiti da qualche mese con alcuni ortaggi e frutti. Il 2017 è un anno di prova, dal 2018 aumenteremo i volumi e inizieremo a programmare con la Gdo, con alcune catene abbiamo già avuto incontri. Il nuovo brand dedicato al biologico sarà sviluppato per asparagi, carciofo, finocchio, melograno, agrumi, meloni, angurie, melanzane, zucchine e sedano”.

 

L’altra novità riguarda il trasferimento, a novembre, nel nuovo stabilimento di Terralba (Oristano): una struttura di 8 mila metri quadrati, con mille metri quadri di celle frigorifere per lo stoccaggio e la conservazione dei prodotti, due linee di lavorazione per meloni e angurie, una per il carciofo, una per patate e carote e un’altra ancora per il pomodoro.

 

Copyright: Fruitbook Magazine


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