Frutta e verdura “5-a-day”? Solo il 14% degli europei ascolta i consigli dell’Oms
Secondo un rapporto pubblicato da Eurostat, una persona su tre, in Europa, non mangia frutta e verdura su base quotidiana. Per non parlare, poi, di quanti non consumano le tanto consigliate cinque porzioni al giorno. Ma le tendenze cambiano significativamente da Paese a Paese. Se guardiamo al dato medio, l’Italia è fra i Paesi più attenti a una dieta sana. Non mangiamo cinque porzioni al giorno (solo l’l’11,9% degli italiani over 15), questo è vero, ma comunque il 65% di noi ogni giorno consuma da una a quattro porzioni di ortofrutta
Dalla Redazione
Una mela al giorno toglie il medico di torno? Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità l’ideale, per una dieta sana ed equilibrata, sarebbe consumare cinque porzioni giornaliere di frutta e verdura. Peccato che, queste buone abitudini alimentari, non ce le abbia quasi nessuno. Una persona su tre, in Europa, disattende infatti tanto i consigli dell’Oms quanto quelli dei vecchi proverbi. È quanto emerge da un rapporto pubblicato da Eurostat, secondo cui ben il 34,4% dei cittadini over 15 non mangia verdura o frutta su base quotidiana. Un numero che fa riflettere sulle abitudini che hanno a tavola i consumatori europei, ma che tuttavia rappresenta dinamiche molto differenti da Paese a Paese. Anche la percentuale dei virtuosi che, al contrario, consumano le famose cinque porzioni ogni giorno (pari a 400 grammi circa), non è eccellente: solo il 14,1% degli europei rispetta le linee guida dell’Oms fatte proprie dall’UE nella sua campagna “5-a-day”.
Il consumo di frutta e verdura varia in misura drastica all’interno dei Paesi membri dell’UE: se a mangiare le canoniche cinque porzioni al giorno sono un buon 33,1% nel Regno Unito, seguito sul podio della dieta più virtuosa dalla Danimarca (25,9%) e dall’Olanda (25%) le cose cambiano radicalmente in realtà come la Turchia, Romania o la Bulgaria, che chiudono la classifica rispettivamente con il 3, il 3,5 e il 4,4%. Ma anche i Paesi dell’area balcanica come Croazia (7%), Slovenia (7,5%) e Grecia (7,8%), oppure la Norvegia (6%) non sembbrano motlo attenti ai consigli dell’Oms.
E l’Italia? Sotto il profilo della qualità dell’alimentazione, il nostro Paese risulta in una posizione mediana: è sotto la media UE per quanto riguarda i più “virtuosi”, solo l’11,9% degli abitanti sopra i 15 anni, infatti, mangiano cinque porzioni quotidiane di frutta e verdura. Ma – in senso positivo – è anche sotto la media europea per quanto riguarda la categoria di chi non ha un consumo quotidiano (il 23% di italiani non consuma tutti i giorni frutta e verdura, contro il 34,4% della media UE). E con il 65,2% di popolazione che, sebbene non sia perfettamente ligia ai consigli dell’Oms, comunque consuma da una a quattro porzioni di frutta e verdura al giorno, saliamo in vetta alle classifiche. Siamo il quarto Paese con la dieta migliore, dopo il Belgio (71,2%), la Croazia e la Slovenia (65,5%).
Dai numeri Eurostat emerge un’altra conferma interessante: a mangiare in modo più sano sono, in tutti i Paesi europei senza esclusione, le persone con un maggior livello d’istruzione. La differenza fra le abitudini alimentari concernenti il consumo di frutta e verdura fra diversi livelli di studio è particolarmente alta nel Regno Unito: qui, ove il livello medio è sempre molto alto, il 40,5% della popolazione più istruita consuma cinque porzioni di frutta e verdura ogni giorno, mentre ai livelli più bassi la percentuale si trova oltre 15 punti più in basso (al 24,9%). In Italia, per fare un confronto, tale “spread” fra popolazione colta e meno colta è più contenuto: si parla di 4,2 punti (il 15,3% della popolazione più istruita consuma la dose consigliata dall’Oms).
Copyright: Fruitbook Magazine



