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                      Jack Ma: dopo Alibaba punta sui ready-meals. Varata (in segreto) la nuova società

                      Jack Ma
                      Jack Ma, il fondatore milionario del colosso dell’e-commerce cinese Alibaba punta sui ready meals. Stando ai registri delle imprese cinesi, Ma – che da alcuni anni ha scelto di mantenere un “basso profilo” dopo alcune divergenze di vedute con il governo di Pechino – avrebbe costituito una nuova società per la vendita di alimenti preconfezionati e l’import-export di prodotti agricoli. Un’operazione condotta nel massimo riserbo e che per molti è il tentativo dell’imprenditore di sfruttare il boom dei piatti pronti: un mercato che oggi in Cina vale quasi 10 miliardi di dollari e che dal 2018 a oggi è cresciuto del 28%, complici la pandemia e un’economia cinese “stanca”. Ma ad incuriosire è anche l’interesse crescente, di Ma, per agrotecnica e sostenibilità

                      Di Massimiliano Lollis

                      Jack Ma

                      Jack Ma, fondatore del colosso cinese dell’e-commerce Alibaba, punta sui ready-meals. Come riportato dalla stampa – CNN Business tra gli altri -, il miliardario tech più famoso d’Oriente ha appena dato il via a una attività commerciale che in inglese potrebbe essere tradotta come “Hangzhou Ma’s Kitchen Food”. La società sarebbe stata costituita mercoledì scorso a Hangzhou, città natale di Jack Ma nella Cina orientale, dove peraltro risiede anche la sede principale di Alibaba.

                      Secondo quanto appreso dalla CNN dal National Enterprise Credit Information Publicity System, un registro delle imprese gestito dal governo cinese, la nuova attività commerciale vedrà al centro del suo business la vendita di alimenti preconfezionati, ma anche l’import-export e la vendita di prodotti alimentari agricoli. L’azienda, che dispone di un capitale sociale di 10 milioni di yuan (circa 1,4 milioni di dollari), risulta essere interamente di proprietà di un’impresa chiamata Hangzhou Dajingtou No. 22 Arts and Culture, di cui Jack Ma possiede il 99,9%, secondo Qichacha, business data provider cinese.

                      È certo che l’operazione sia stata avviata nel massimo riserbo. Al momento, infatti, non si sa nulla di più sul modello di business dell’azienda o sulle referenze specifiche che venderà, ma sono bastate queste prime indiscrezioni a far scattare l’attenzione dei curiosi e degli addetti ai lavori nei confronti della nuova impresa di Jack Ma. Nonostante la scarsità di dettagli, l’operazione ha dato adito a speculazioni sul fatto che Ma stia cercando di sfruttare il successo dei ready-meals: un mercato che in Cina oggi vale circa 71,1 miliardi di yuan (9,9 miliardi di dollari), in crescita del 28% sul 2018 (dati Euromonitor International).

                      Il segmento dei ready-meals non è l’unico a crescere sul mercato cinese: sempre secondo i dati di Euromonitor, anche la domanda di meal kit – le scatole di ingredienti pronti per essere “assemblati” e cucinati – è quasi triplicata: da 10,6 miliardi di yuan (1,5 miliardi di dollari) nel 2018 a 29,1 miliardi di yuan (4 miliardi di dollari) nel 2022. Un vero e proprio boom, favorito dalle nuove abitudini di consumo introdotte dal periodo pandemico e dal concomitante rallentamento dell’economia cinese. Si mangia di più a casa, spendendo meno.

                      La nuova avventura di Jack Ma appare tanto più curiosa alla luce del crescente interesse di Ma per i temi dell’agricoltura e della sostenibilità: un interesse che, come si legge su Business Insider, sembra essere “sbocciato” nell’imprenditore tech nel 2020 sulla spinta di reazioni tutt’altro che entusiastiche da parte del governo cinese in merito allo stesso Jack Ma, dopo alcuni suoi commenti critici sul sistema di regolamentazione finanziaria del Paese. Da allora le apparizioni di Ma – che si era comunque dimesso dalla presidenza di Alibaba nel 2019 – si sono fatte sempre più rare, con ingenti perdite nel fatturato delle sue principali attività.

                      Jack Ma, però, sembra aver fatto tesoro di questi anni di “basso profilo” per studiare l’agrotecnica girando il mondo: avvistato nell’ottobre 2021 in Spagna, lo si è visto poi nei Paesi Bassi, così come in Giappone e Thailandia, dove peraltro sembra aver incontrato – sempre come riportato da Business Insider – Supakit Chearavanont, a capo del Charoen Pokphand Group, importante impresa di produzione di mangimi.

                      Una passione che dell’hobby, oramai ha ben poco: come riporta il Japan Times, perfino il Tokyo College, lo scorso maggio ha annunciato l’assegnazione dell’incarico a Ma di docente e ricercatore nell’ambito dell’agricoltura sostenibile e della produzione alimentare. Che la nuova vita di Jack Ma sia nel solco dell’agricoltura?

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