Intossicazioni a scuola: “Nei pomodorini niente tossine o contaminanti chimici”
I primi risultati delle analisi effettuate sui pomodorini che presumibilmente hanno causato malori in 130 persone tra bambini e insegnanti delle scuole primarie dell’Emilia Romagna, con casi anche fuori regione, non hanno evidenziato tossine di origine batterica nel prodotto e nemmeno contaminanti chimici quali metalli, zolfo, istamina o fitofarmaci. Ora sono in corso nuovi test per la ricerca di sostanze naturalmente presenti nelle piante e nei frutti di pomodoro
Dalla Redazione

Mal di pancia, nausea, in alcuni casi vomito. I sintomi – comunque lievi, fortunatamente – si sono manifestati rapidamente, anche dopo 15 minuti dal consumo. Tuttavia i primi risultati delle analisi non hanno evidenziato tossine di origine batterica o contaminanti chimici. Sui pomodorini che la scorsa settimana hanno causato malori in oltre 130 fra bambini e insegnanti della Romagna e del Modenese, con casi poi segnalati anche a Udine e Civitanova, sono ora in corso nuovi esami per la ricerca di sostanze naturalmente presenti nei frutti.
I pomodori ciliegini sotto esame sono stati somministrati a merenda ai bambini delle elementari nell’ambito del progetto ministeriale Frutta nelle Scuole, che ora è stato sospeso. Si presume appunto che siano stati i pomodorini la causa degli episodi di tossinfezione alimentare, ma ancora sul caso non c’è alcuna certezza.
I competenti servizi dei dipartimenti di sanità pubblica delle Ausl interessate – tra cui quella di Modena, che ha comunicato i primi risultati – hanno effettuato i giorni scorsi gli opportuni controlli, comprensivi di campionamento dei pomodorini.
I primi risultati delle analisi
I campioni sono stati consegnati all’Istituto Zooprofilattico della Lombardia ed Emilia-Romagna e al laboratorio Arpae di Ferrara, come riporta Il Resto del Carlino di Cesena, per la effettuazione di un ampio spettro di ricerche. Dai risultati delle analisi di laboratorio è emerso però che “nei pomodorini non erano presenti tossine di origine batterica”, riferisce la Ausl di Modena. Inoltre sono risultati “nella norma i valori riferiti ad altri possibili contaminanti chimici quali rame ed altri metalli, zolfo, istamina e prodotti fitosanitari”.
Ora sono in corso altre analisi finalizzate alla ricerca di sostanze naturalmente presenti nelle piante e nei frutti di pomodoro che potrebbero essere correlate agli episodi che si sono verificati.
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