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                      Pesche e nettarine, Naturitalia: “previsioni positive per la campagna 2024”

                      Gabriele Ferri, direttore generale della cooperativa Naturitalia, svela come stanno andando le prime fasi della campagna peschicola recentemente avviata. Se non si può trascurare l’impatto ormai evidente del cambiamento climatico, si registrano, tuttavia, segnali incoraggianti per quel che riguarda la qualità dei frutti e i volumi produttivi. Sullo scenario europeo, a preoccupare è soprattutto la concorrenza turca

                      di Maddalena De Franchis

                      Naturitalia pesche nettarine

                      L’intervista è appena cominciata quando una violenta grandinata si abbatte su buona parte della Romagna – da Rimini a Gambettola, da Budrio di Longiano a Meldola – provocando, per l’ennesima volta in questa primavera particolarmente perturbata, danni ingenti alle coltivazioni locali. Il punto sulla campagna 2024 di pesche e nettarine, ora agli esordi, non può non prevedere, dunque, un focus sul cambiamento climatico: a spiegare l’impatto di tali fenomeni sulle drupacee -– e, più in generale, sulla frutta estiva – è Gabriele Ferri, direttore generale di Naturitalia e coordinatore del comitato interprofessionale pesche e nettarine di Ortofrutta Italia.

                      Naturitalia Ferri

                      Gabriele Ferri

                      L’impatto degli eventi atmosferici avversi

                      “Quest’anno, l’andamento meteo ha influito soprattutto dal punto di vista della precocità: siamo in anticipo di almeno 8 giorni rispetto a un’annata ‘normale’ – esordisce Ferri -. Per quanto riguarda, in particolare, le pesche e nettarine, nel weekend del 15-16 giugno effettueremo i primi stacchi delle Big Top: nelle campagne scorse, per questa varietà eravamo soliti attendere il 25 giugno. Le temperature alte, che hanno contrassegnato l’inverno e almeno la prima parte della primavera, hanno favorito una maturazione precoce dei frutti”. Quest’ultimo fattore – la persistenza di valori mediamente più elevati – ha condizionato, inevitabilmente, anche il calibro: “i primi stacchi hanno visto calibri sensibilmente ridotti – dichiara -, è passato troppo poco tempo tra la fioritura e la maturazione, dunque i frutti non hanno avuto tempo a sufficienza per raggiungere le dimensioni standard”. L’aspettativa, tuttavia, è di un miglioramento progressivo di calibri e volumi al proseguire della campagna.

                      L’investimento sull’innovazione varietale

                      “Stiamo investendo molto sulle nettarine piatte e sull’aumento delle quote di frutti a polpa bianca, richieste da un segmento crescente di consumatori – prosegue il numero uno di Naturitalia -. Se, in passato, le pesche a polpa gialla erano in cima alle preferenze del mercato, oggi assistiamo a una netta risalita di quelle a polpa bianca, trainata da varietà decisamente migliori rispetto a qualche anno fa, sia per sapore, sia per una migliore gestione della fase post-raccolta”.
                      E la pesca e nettarina Igp di Romagna, considerata un’eccellenza della frutticoltura regionale, è ancora un prodotto strategico sul quale puntare? “Certo -replica Ferri – ma dobbiamo sforzarci di comunicarlo meglio, sensibilizzando i canali della Gdo per realizzare una distribuzione soddisfacente e remunerativa in tutta Italia e non solo a livello locale”.

                      Le caratteristiche del prodotto e le aree di coltivazione

                      “Quest’anno il prodotto presenta ottime caratteristiche gustative – continua Ferri -. Se c’è un frangente in cui il clima ci ha aiutato, è nel perdurare di una spiccata escursione termica fra giorno e notte: è proprio questo fattore ad assicurare ai frutti una concentrazione zuccherina molto elevata. Al momento, il grado rifrattometrico brix è pari a 12,5: un parametro ottimale, considerato che il livello medio non va oltre l’11,5”.
                      Per quanto riguarda le aree di coltivazione, a fronte di un declino del Nord Italia (che Ferri attribuisce, in particolare, agli effetti del cambiamento climatico e alla difficoltà nel reperimento di manodopera qualificata), è sempre più evidente la “meridionalizzazione” della frutticoltura, con il progressivo incremento delle aree coltivate in regioni come Puglia, Calabria, Campania e Sicilia.

                      Naturitalia Ondine

                      Dal 2023 anche Naturitalia fa parte del club Ondine

                      Quotazioni e mercati di riferimento

                      Capitolo prezzi: “l’esordio della campagna peschicola si è rivelato meno brillante di quanto ci aspettassimo, sia per l’assenza di calibri medio-grandi (più attraenti per il consumatore medio), sia per la scarsa richiesta di frutta estiva nei Paesi del Nord Europa, che stanno tuttora risentendo di un clima freddo e perturbato – ammette Ferri -. A ciò si aggiunge un’ulteriore complessità: complice il cambiamento climatico, i costi di produzione sono aumentati in maniera esponenziale nelle ultime annate, impedendoci di attivare, soprattutto nella Gdo, quelle promozioni pensate proprio per incentivare i consumi. Per i prossimi mesi, tuttavia, ci aspettiamo un miglioramento delle performance, dovuto principalmente all’aumento dei calibri”.

                      I mercati di riferimento sono, oltre all’Italia, la Germania (“il primo e più grande mercato per l’ortofrutta italiana”, precisa Ferri), la Svizzera, il Belgio e i paesi del Nord Europa (tra cui Svezia e Danimarca). Malgrado le tante complicazioni dovute alla Brexit, si cerca di mantenere una quota importante anche nel Regno Unito, un mercato storicamente rilevante per l’ortofrutta nostrana. “Si sarà accorta che non ho citato i Paesi dell’Est Europa – conclude Ferri – perché sono ormai appannaggio, ahinoi, del prodotto greco e turco. Proprio l’aumento vertiginoso dei costi di produzione (che riguarda, oltre alle pesche e nettarine, anche albicocche e ciliegie) ci impedisce di competere ad armi pari con questi Paesi. Per questo motivo assume un ruolo ancor più cruciale, oggi, la nostra capacità di attrarre e fidelizzare i consumatori puntando su qualità, gusto e territorio”.

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