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                      Fragole a Wimbledon: oltre 140 mila cestini serviti ogni anno

                      Fragole Wimbledon

                      Fragole Wimbledon

                      Il torneo di Wimbledon, una delle competizioni di tennis più celebri al mondo e vera e propria icona della vecchia Inghilterra da 147 anni a questa parte, si è appena concluso con la vittoria di Carlos Alcaraz. La ragione per cui ne scriviamo su Fm sono però le fragole con panna che vengono tradizionalmente servite tra gli spalti. A fornirle, da oltre 30 anni, è l’azienda agricola a conduzione familiare Hugh Lowe Farms situata nel Kent, a soli 31 miglia di distanza dal campo di gioco. Una fornitura non banale: nel corso dei quindici giorni di gare vengono consumati ogni anno in media 34,8 tons di fragole, ovvero 1,92 milioni di fragole, per un totale di oltre 140 mila cestini

                      Di Massimiliano Lollis

                      Fragole Wimbledon

                      Si è concluso da qualche giorno – con la vittoria di Carlos Alcaraz – il torneo di Wimbledon, uno degli eventi più prestigiosi e famosi nel mondo del tennis, di certo il più celebre per quanto riguarda il tennis giocato sull’erba. L’evento sportivo si tiene annualmente tra giugno e luglio nel quartiere di Wimbledon a Londra: una tradizione londinese che, nei suoi 147 anni di storia, non si è praticamente mai interrotta, con le uniche eccezioni del secondo conflitto mondiale e della pandemia di coronavirus, nel 2020.

                      Come però sapranno gli appassionati e chi ha avuto la fortuna di seguire questa competizione dal vivo, uno degli aspetti più caratteristici e tradizionali di Wimbledon sono le fragole: dal colore rosso acceso e doverosamente accompagnate dalla panna, servite in appositi cestini di cartone.

                      Come scrive la rivista specializzata in tennis Courts Magazine, che al tema dedica un lungo e accurato articolo di approfondimento, non è chiaro quali siano le origini di questa usanza, anche se si ritiene che fragole e panna facciano rima con Wimbledon sin dai primi anni del 1900. Alcuni ipotizzano, senza però che ci siano prove certe, che le fragole siano state servite già nel corso dei primi campionati di Wimbledon nel 1877.

                      Di certo c’è che all’epoca le fragole erano considerate un lusso, poiché i frutti di bosco avevano una stagionalità molto corta non esistendo i moderni metodi di coltivazione fuori suolo e in serra. Le preziose bacche rosse si potevano quindi reperire, per coloro che se le potevano permettere, si intende, per poche settimane all’anno, il che coincideva perfettamente con il breve periodo del torneo. L’esclusività del frutto e il suo aspetto invitante hanno fatto sì che la fragola diventasse ben presto la scelta preferita di rampolli ed esponenti dell’alta società inglese tra gli spalti nei campi di gioco di Wimbledon.

                      Le fragole servite al torneo, si legge sul sito ufficiale del campionato, sono di una varietà chiamata Malling Centenary: a fornirle, da oltre 30 anni, è l’azienda agricola a conduzione familiare Hugh Lowe Farms situata nel Kent, a soli 31 miglia di distanza dal campo di gioco. Una realtà di eccellenza guidata da Marion Regan, insignita da Bucking Palace nel 2014 con il titolo onorifico di Member of the Order of the British Empire per i suoi meriti commerciali.

                      In occasione dei campionati di Wimbledon, nel corso dei quindici giorni di gare, vengono consumati ogni anno in media 34,8 tonnellate di fragole, che corrispondono in linea di massima a 1,92 milioni di fragole, per un totale di oltre 140.000 cestini. Per assicurarsi che ci siano abbastanza fragole per l’evento, ben 100.000 piantine di fragola vengono messe a dimore verso la fine di marzo.

                      Su Instagram l’azienda ha pubblicato un breve video in cui le fragole di Hugh Lowe Farms servite nel packaging iconico in cartone sono le protagoniste assolute, sullo sfondo dei campi di tennis in erba di Wimbledon.

                      Per garantire che le fragole arrivino fresche tra gli spalti, ogni mattina dalle cinque a mezzogiorno una squadra di 25 persone raccoglie le fragole e le confeziona per consegnarle allo stadio il giorno stesso o al massimo entro 24 ore dalla raccolta. Le fragole che non vengono consumate vengono congelate e utilizzate per preparare la marmellata di fragole per gli scones e per la torta di pan di Spagna Victoria sponge, serviti all’All England Club Wingfield Café, aperto tutto l’anno.

                      Un impegno non da poco, che attira, comprensibilmente, le attenzioni invidiose dei competitor. A spiegarlo, in una lunga intervista al Telegraph, è la stessa Marion Regan: “Il nostro obiettivo finale – spiega – è fornire qualità e assicurarci che ci sia sempre la disponibilità di prodotto. Nel nostro piccolo mondo delle fragole, servire i nostri prodotti a Wimbledon è semplicemente la cosa più importante che si possa fare. Siamo sotto gli occhi di tutti: non solo di chi parteciperà all’evento, ma anche di tutti gli altri coltivatori di fragole a livello nazionale, che ci stanno addosso per vedere se facciamo le cose bene. Abbiamo un ruolo importante – sottolinea – grazie a un legame oramai storico, e vogliamo che tutto questo continui”.

                      Come si apprende dal sito di Hugh Lowe Farms, l’azienda è stata fondata nel 1893, quando Bernard Champion arrivò a Mereworth con l’ambizione di diventare un importante produttore di frutta. Le fragole prosperavano nei boschi locali, così quell’anno piantò il suo primo raccolto. Aveva bisogno di frutta per la bancarella di famiglia al mercato di Covent Garden, gestito dai suoi fratelli maggiori. Dopo Bernard Champion, l’azienda è passata nel 1955 al nipote Hugh Lowe e poi a sua figlia, Marion Regan, che oggi gestisce l’attività assieme al marito Jon Regan. “L’azienda – si legge – è radicata nella storia, ma non siamo mai rimasti fermi: il nostro passato di successo ci spinge ad andare avanti”.

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