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                      Dagli hot dog vegani a un fondo per la ricerca. Jeff Bezos investe 60 milioni sulle proteine alternative

                      Il fondatore e Ceo di Amazon, Jeff Bezos

                      Dalla start up NotCo che produce hot dog e salsicce vegetali fino al “Bezos Earth Fund”, il fondo per finanziare la ricerca sulle proteine alternative e non animali. Oltre 60 milioni di investimento per le attività di studio e ricerca presso due centri, uno presso l’Imperial College di Londra e  l’altro presso l’Università della Carolina del Nord

                      Di Matteo Sambugaro

                      Uno dei temi più in voga negli ultimi anni è sicuramente quello inerente alla sostenibilità alimentare. Ovvero, come farà un mondo, in cui la popolazione mondiale è inevitabilmente in aumento, a sostenere l’odierno sfruttamento di risorse ed energia per produrre beni alimentari?

                      Partendo da questa ed altre domande, il patron di Amazon Jeff Bezos sta facendo propria, la mission di investire e di fare ricerca sulle proteine vegetali alternative. Una precisazione: i prodotti plant-based non hanno nulla a che vedere con la carne artificiale cosiddetta “sintetica” o “coltivata”. Sono prodotti vegetali che somigliano nella forma e nel gusto alla carne, ma sono a base totalmente green.

                      Da qui l’investimento di Jeff Bezos sugli hot dog vegetali e similari con la start up NotCo. Un settore, quello dei prodotti plant based, che ha avuto un vero e proprio boom nel 2020, ma che nel corso degli ultimi anni ha riscontrato un deciso calo, con una diminuzione delle vendite nel mercato statunitense del 23%  Nonostante questo aspetto, per Bezos rimane salda e promettente l’idea che i cibi preferiti dagli americani possano essere prodotti senza danneggiare gli animali, il pianeta o la salute.

                      Non è finita qui, però, perché Bezos investirà oltre 60 milioni di dollari per migliorare le carni a base vegetale. Come? Attraverso il suo “Bezos Earth Fund”, finanzierà la creazione di un centro per lo studio delle proteine alternative presso due centri dedicati: l’Imperial College di Londra e presso l’Università della Carolina del Nord. Quest’ultimo dedicato anche, in modo specifico, alla riduzione delle emissioni degli allevamenti e dell’agricoltura attuale.

                      Come riportato da Il Fatto Alimentare, il preside dell’Imperial College di Londra, Hugh Brady, si è così espresso du questo progetto: “La sicurezza alimentare è una delle sfide più grandi che l’umanità deve affrontare. Se vogliamo un futuro sostenibile, dobbiamo assicurare a tutti, in tutto il mondo, cibo nutriente e sufficiente, ottenuto senza conseguenze sulla biodiversità, il clima e l’ambiente”. Un tema sensibile ma che tocca materialmente aspetti di carattere tangibile, come spiegato da Andrew Steer, presidente e  ceo del Bezos Earth Fund: “Entro il 2050 saremo dieci miliardi, e dobbiamo ripensare il modo in cui produciamo e consumiamo il cibo”.

                      Dove andrà a parare la ricerca finanziata da Bezos? Saranno ad esempio tre i filoni principali su cui si articoleranno gli studi nella sede londinese: la fermentazione di precisione, le carni coltivate e le proteine vegetali. Per giungere a prodotti finali, però, non basta occuparsi delle proteine, perchè è necessario pensare anche ai grassi e agli zuccheri, che dovranno essere sani, e poi agli additivi come i coloranti, gli aromatizzanti e gli insaporitori, che dovranno essere a loro volta sicuri, e alle vitamine.

                      Un settore e un tema che ci tocca da vicino e su cui, nei prossimi anni, vi sarà ulteriore discussione ma al contempo curiosità, nell’ottica di vedere come la scienza riuscirà a coniugare sostenibilità e domanda da parte dell’utente finale.

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