Aldi Süd condannata dalla Corte di giustizia UE per falsi prezzi promozionali
A seguito di una causa intentata dal Centro di consulenza per i consumatori del Baden-Württemberg, la Corte di giustizia europea ha condannato Aldi Süd, catena operativa nella Germania meridionale, per avere promosso falsi sconti su prodotti alimentari di largo consumo come le banane e l’ananas. In pratica aumentando i prezzi di alcune referenze, per poi tagliarli di nuovo
Dalla Redazione
“Un supermercato non può fingere di offrire uno sconto se aumenta i prezzi prima di ridurli”: con questa sentenza la Corte di giustizia Europea ha condannato Aldi Süd per promozioni ingannevoli, sottolineando che il retailer tedesco avrebbe dichiarato falsi sconti su alcuni prodotti alimentari di largo consumo.
La catena, che opera nella Germania meridionale, è stata accusata di aver aumentato i prezzi di alcune referenze di largo consumo come le banane, o l’ananas, solo per poi tagliarli di nuovo, sostenendo nei suoi volantini promozionali di offrire una riduzione del “prezzo shock”. In questo modo, secondo la Corte, si violano i diritti dei consumatori. Le riduzioni percentuali di prezzo indicate nei volantini promozionali, infatti, “devono essere determinate sulla base del prezzo più basso applicato dal commerciante durante un periodo non inferiore a 30 giorni prima di applicarlo”, ha affermato la Corte, come riporta Spiegel.de.
“Un trucco per aggirare la legislazione europea”
La causa contro Aldi Süd è stata intentata dall’organizzazione di consumatori del Baden-Württemberg, in Germania, che fa luce su alcuni meccanismi messi in atto dai retailer per cercare di eludere la legislazione europea in materia di prezzi e promozioni. Da maggio 2022, infatti, in base alla relativa direttiva UE, le catene della Gdo sono tenute a indicare anche la quotazione più bassa degli ultimi 30 giorni per la merce pubblicizzata, quando annunciano offerte promozionali che si riferiscono a un prezzo più alto o precedente. L’obiettivo è evitare che i rivenditori ingannino i consumatori prima aumentando i prezzi e poi riducendoli nuovamente, “e quindi annunciando false riduzioni di prezzo”. Tuttavia, nella pratica, alcune catene della Gdo mettono in atto dei “trucchi” per aggirare la normativa, come si legge in una nota del Centro di consulenza per i consumatori del Baden-Württemberg.
Falsi sconti su banane e ananas
È il caso di Aldi Süd, appunto, nel mirino per avere pubblicizzato falsi tagli di prezzo su prodotti come banane e ananas. Secondo la Corte di giustizia europea si è parlato di un “prezzo massimo” di 1,49 euro al pezzo per gli ananas. Accanto era barrato il prezzo di 1,69 euro. Tuttavia, le scritte in piccolo nel volantino mostravano che il prezzo più basso degli ultimi 30 giorni era stato di 1,39 euro – e quindi inferiore al cosiddetto prezzo “shock”. Stessa cosa per le banane: oltre al prezzo di 1,29 euro al chilo, nel volantino era indicato uno sconto del 23% e un prezzo barrato di 1,69 euro. Nel volantino del discount, tuttavia, era appunto anche indicato in caratteri piccoli il prezzo più basso degli ultimi 30 giorni, pari sempre a 1,29 euro.
Cornelia Tausch, presidente dell’associazione dei consumatori del Baden-Württemberg che ha intentato la causa, ha affermato che Aldi Süd aveva utilizzato un “trucco” per aggirare la legislazione europea, “violando così le norme di Bruxelles sull’indicazione dei prezzi e sulle pratiche commerciali sleali”.
Aldi ha sostenuto che tali leggi richiedono semplicemente di mostrare i prezzi precedenti, piuttosto che dettare i dettagli di come presentare gli annunci. La catena di supermercati tedesca non ha risposto immediatamente alla richiesta di commento. Ora il tribunale di Düsseldorf deve decidere sul caso specifico, tenendo conto della giurisprudenza della Corte di giustizia europea.
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