Mioorto nel vertical farming con le insalate Più Natura, No Pesticidi
Mioorto, le due nuove referenze da vertical farming (copyright: Fm)
Mioorto, tra le aziende leader in Italia e in Europa nelle insalate pronte al consumo, nei piatti pronti freschi a base vegetale e nelle zuppe fresche, ha presentato alla fiera Fruit Attraction di Madrid dell’8-10 ottobre la nuova linea di insalate da vertical farming “Più Natura, No Pesticidi”, con due referenze: il Lattughino e il Lattughino Mix. Altamente distintiva la confezione in plastica multicolore con una coccinella in bella evidenza. Sul fronte del pack le diciture “95% di acqua in meno” e “lavato pronto al consumo”. Marco Bertoli: “Non prevedo in futuro una conversione totale al vertical farming”
di Eugenio Felice
Mioorto mette un piede nel vertical farming. L’azienda di Carobbio degli Angeli, in provincia di Bergamo, tra i leader in Italia e in Europa nelle insalate pronte al consumo, nei piatti pronti freschi a base vegetale e nelle zuppe fresche, ha presentato infatti alla fiera Fruit Attraction (Madrid, 8-10 ottobre) la nuova linea “Più Natura, No Pesticidi”, con due referenze: il Lattughino e il Lattughino Mix, in busta di polipropilene 100% riciclabile da 80 grammi. La busta si distingue nettamente dagli altri prodotti Mioorto per grafica e cromie. Tra gli elementi che saltano all’occhio ci sono la coccinella, le diciture “95% di acqua in meno” e “lavato pronto al consumo”, e il qr code che rimanda al sito web dedicato. La shelf-life è di 8 giorni. La linea viene prodotta in collaborazione con Pezzoli Soc. Agricola, la vertical farm si trova a Cene, a 20 chilometri dalla sede di Mioorto.
L’insalata, una volta sfalciata, viene portata nello stabilimento di Carobbio degli Angeli (Bg) per essere lavata e confezionata. “Rispetto ad altri prodotti da vertical farm, abbiamo scelto di lavare le insalate, per dare ai consumatori finali un prodotto garantito al 100% in termini di salubrità”, ci spiega in fiera Marco Bertoli, presidente di Mioorto. “Le qualità organolettiche sono le stesse della coltivazione tradizionale, a cambiare è il metodo di produzione, in ambiente totalmente protetto, senza uso di pesticidi, e con controllo di tutti i parametri vitali delle piante, così da non essere più soggetti ai fattori climatici. La luce è artificiale, con lampade led, e avviene in un capannone che era in disuso, senza quindi consumo di nuovo suolo. Partiamo con due referenze, l’interesse dei clienti è alto”.

Giovanni Marcassoli, Laura Pedrini, Marco Bertoli, Carlo Mazzoleni e Simone Pirola di Mioorto a Fruit Attraction 2024 (copyright: Fm)
“Ma attenzione – sottolinea Marco Bertoli – non prevedo in futuro una conversione totale al vertical farming, vanno considerati i costi e il fatto che certe colture come la rucola difficilmente puoi produrle all’interno di una vertical farm. L’agricoltura tradizionale, o meglio naturale come preferisco chiamarla, ha poi raggiunto livelli di eccellenza, non impoverisce i terreni e usa la chimica solo quando strettamente necessario”. Entro fine anno sarà portato a termine intanto il processo di aggregazione con SAB Ortofrutta, con un sito completamente rinnovato con quattro linee dedicate al biologico e dove si faranno ciotole arricchite e piatti pronti freschi. Anche lo stabilimento delle zuppe è in fase di messa a punto. È infine al vaglio del Ministero delle Imprese un progetto di filiera da 50 milioni di euro che permetterebbe di raddoppiare il sito di Mioorto a Carobbio degli Angeli (Bg) e di aumentare notevolmente i volumi.
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