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                      Ortocal, il punto sulla campagna clementine. Marinella al fianco di Telethon

                      Sono in vendita dall’11 novembre, nei canali principali della Gdo in tutta Italia, le confezioni di clementine Marinella con cui l’Op Ortocal di Corigliano-Rossano (Cs) intende sostenere – devolvendo 10 centesimi per ciascuna confezione venduta – la Fondazione Telethon per la ricerca sulle malattie genetiche rare. L’avvio della campagna solidale è l’occasione per fare il punto sulla campagna 2024/2025 della clementina, entrata nel vivo all’inizio di ottobre

                      di Maddalena De Franchis

                      Dolce, bella e, da oggi, anche “buona”: Clementina Marinella – “la clementina dolce e bella”, brand premium della Op Ortocal di Corigliano-Rossano (Cs) – sosterrà Fondazione Telethon, la nota organizzazione senza scopo di lucro che, dal 1990, finanzia la ricerca sulle malattie genetiche rare che colpiscono i bambini.

                      L’iniziativa nei punti vendita della Gdo in tutta Italia

                      “Ogni confezione di clementine Marinella riporterà anche il logo Telethon e, per ogni cestino venduto, Ortocal donerà 10 centesimi di euro alla ricerca“, ha annunciato, ieri, il presidente della Op Franco Nicola Cumino. “Destineremo 250mila confezioni delle nostre clementine a questo progetto. I frutti sono confezionati in cestini da 1,5 kg e casse da 9 kg, ciascuna contenente 6 cestini da 1,5 kg. Le confezioni con il logo Telethon saranno in vendita fino alla fine del mese di dicembre”.

                      Come sta andando la campagna di quest’anno?

                      Il lancio dell’iniziativa benefica legata alle clementine Marinella è l’occasione per tracciare – assieme al direttore commerciale di Op Ortocal, Giacomo Russo – un primo bilancio sulla campagna 2024/2025, entrata nel vivo all’inizio di ottobre. Secondo Russo, fino a questo momento si può parlare di una stagione “a luci e ombre”. “Il lato positivo è rappresentato dalla dolcezza dei frutti, già molto spiccata – commenta -, siamo attorno ai 12 gradi brix. La pezzatura, però, è assai inferiore alle aspettative, a causa delle avversità atmosferiche che hanno interessato, nei mesi scorsi, anche la Piana di Sibari, areale vocato da cui proviene la totalità della nostra produzione di clementine”.

                      Ortocal Giacomo Russo clementine

                      Il direttore commerciale di Op Ortocal Giacomo Russo

                      I fattori che hanno inciso su maturazione e colorazione dei frutti

                      “In primavera abbiamo registrato tre fioriture sulla pianta – spiega Russo – ma quella verificatasi a fine maggio è andata subito incontro a un caldo eccessivo per il periodo; dunque, i frutti non hanno avuto la possibilità di maturare correttamente. La mancanza degli sbalzi termici tipici del periodo e la persistenza di temperature alte durante la notte – siamo sui 16-17 °C – incidono pesantemente sulla maturazione delle clementine e sulla loro colorazione. Siamo un po’ in ritardo sulla tabella di marcia, abbiamo iniziato a vedere una colorazione più accentuata solo da qualche giorno. I calibri piccoli e la colorazione impattano negativamente sulle vendite: il consumatore, purtroppo, è poco incentivato a comprare e la Gdo, dal canto suo, è costretta a avviare vendite promozionali e abbassare i prezzi”.

                      Il prosieguo della campagna

                      “Con la clementina comune contiamo di andare avanti fino al 20 gennaio – prevede Russo -, successivamente, grazie alla varietà tardiva Hernandina, proseguiremo ancora per circa venti giorni. Infine, passeremo al mandarino tardivo di Ciaculli, prodotto pregiato e assai ricercato dal mercato, su cui si concentrano ottime aspettative”.

                      La necessità di investire in ricerca e sviluppo

                      Da direttore commerciale di una Op che ha sempre puntato su innovazione, ricerca e sviluppo, Giacomo Russo non risparmia una stoccata nei confronti delle istituzioni calabresi, colpevoli – a suo dire – di “lasciare soli” i produttori. “Hanno disincentivato gli investimenti in ricerca sulle clementine tardive: le uniche varietà, secondo la comunità scientifica, attualmente in grado di resistere al cambiamento climatico – dichiara -. I calibri piccoli di quest’annata sono anche una conseguenza dei costi elevati che gli agricoltori sono costretti a sopportare: si tende, infatti, a potare meno le piante, perché un potatore costa 60 euro al giorno e riesce a lavorare soltanto su 12 alberi, in un’intera giornata. Se continuiamo di questo passo, le spese ci strozzeranno e saremo costretti a chiudere”.

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