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                      La Gdo italiana? “Barriere all’ingresso, logiche di acquisto misteriose”

                      Supermercato_GDO_2024

                      Il reparto ortofrutta di un supermercato italiano

                      Riceviamo e pubblichiamo una e-mail ricevuta da un operatore ortofrutticolo italiano, che si occupa di produzione e confezionamento da oltre 50 anni. L’operatore lamenta la grande difficoltà non solo nel diventare fornitore della Gdo ma anche nel riuscire ad avere udienza dai buyer, nonostante il buon prodotto, il buon servizio e il buon prezzo. La riportiamo di seguito nella sua integralità

                      Dalla Redazione

                      Supermercato_GDO_2024

                      Il reparto ortofrutta di un supermercato italiano

                      “Ringrazio per avermi coinvolto nell’indagine sulla grande distribuzione italiana – esordisce l’operatore -. Purtroppo, però, non posso partecipare, non avendo in corso rapporti, e se lo facessi lo farei solo per dare uno zero assoluto a tutte le catene italiane. Catene che mi hanno sempre sbattuto le porte in faccia, quasi tutte senza degnarmi nemmeno di un incontro e di un colloquio”.

                      “La risposta, ovvia, che mi sono dato, di fronte a questi comportamenti – osserva l’operatore – è che alla Gdo italiana non interessano né il buon prodotto, né il buon servizio, né il buon prezzo. Per loro puoi avere i migliori articoli ortofrutticoli sulla piazza, al prezzo più competitivo e con la migliore e veloce logistica, tutto il corredo di costose certificazioni, ma a loro non interessa. Evidentemente perché le logiche di acquisto dei buyer sono diverse e misteriose, almeno per me”.

                      “Quel poco di Gdo italiana che facciamo – continua l’opertatore – ci vede passare attraverso porte secondarie, perché non sia mai che arrivi un nuovo e serio fornitore. Certo è un peccato che il consumatore non sappia che non viene fatto nulla a suo favore“.

                      “La nostra azienda, che è sul mercato da oltre 50 anni – sottolinea l’operatore – lavora e prospera grazie alla clientela estera, per fortuna, che apprezza la nostra professionalità, serietà, competenza e qualità – quella vera, non quella sbandierata – dei prodotti. Avere un buon prodotto al giusto prezzo e con un buon servizio, evidentemente all’estero sono considerati valori positivi. In Italia no“.

                      “Mi viene solo da dire… povera Italia. Perde colpi ogni anno su più di un fronte – conclude l’operatore – se guardo al comparto ortofrutticolo, ma pare interessi a nessuno, o a pochi”.

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