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                      Private label, il fatturato sale a 26 miliardi (+2,4%). Ortofrutta dinamica

                      Con una crescita del 2,4% rispetto all’anno precedente, la private label oggi copre ormai quasi un terzo del mercato e vale oltre 26 miliardi. I prodotti a marca del distributore hanno permesso alle famiglie italiane di risparmiare quasi 20 miliardi di euro in 5 anni e alle aziende co-packer della Gdo di aumentare ogni anno dell’8,5% il proprio fatturato. Ecco alcuni trend della MDD nel 2024 presentati in anteprima oggi a Milano: l’analisi completa realizzata da The European House – Ambrosetti sarà presentata il 15 gennaio al convegno inaugurale di Marca by BolognaFiere 2025. Fra i trend emersi: l’ortofrutta a marca del distributore, grazie anche all’attività promozionale, nel 2024 segna un + 2,1% nelle vendite

                      Dalla Redazione

                      supermercato private label

                      Se i prodotti fossero tutti realizzati da un’unica azienda, sarebbe la quarta per fatturato in Italia. La marca del distributore (MDD) nel 2024 segna un nuovo record di fatturato, raggiungendo i 26 miliardi di euro (DMO+discount), con una crescita del 2,4% rispetto al 2023 e +35,4% sul 2019. I dati emergono dalla nuova analisi annuale realizzata da TEHA (The European House – Ambrosetti in occasione di Marca by BolognaFiere 2025, in programma il 15 e 16 gennaio: tutti i dati della nuova ricerca dal titolo “Il ruolo guida della Distribuzione Moderna e della Marca del Distributore per la transizione sostenibile della filiera agroalimentare”, saranno integralmente consultabili il 15 gennaio 2025, durante il convegno di apertura della kermesse bolognese dedicata alla private label.

                      In anteprima oggi a Milano sono stati presentati i trend principali che hanno caratterizzato l’andamento della MDD nell’anno appena trascorso e i suoi impatti economici, sociali e ambientali nel Paese, laddove la private label, oggi, si dimostra sempre più guida e riferimento negli standard di sostenibilità per interi comparti e per le aziende della filiera che producono e collaborano con il settore. “La transizione sostenibile non è più una scelta, ma una responsabilità – ha dichiarato Mauro Lusetti, presidente di ADM – Associazione Distribuzione Moderna -. Il nostro settore sta dimostrando con i fatti come crescita economica, sociale e tutela ambientale possano andare di pari passo. Investiamo in innovazione, creiamo lavoro, riduciamo gli sprechi e sosteniamo il risparmio delle famiglie italiane garantendo prodotti di qualità accessibili a tutti. Questo impegno è e continuerà a essere la nostra priorità strategica per il futuro del Paese”.

                      Oltre 8 italiani su 10 fanno acquisti in Gdo

                      Più di 8 italiani su 10 fanno riferimento oggi alla distribuzione moderna per la propria spesa alimentare: il 65% tra supermercati e ipermercati, mentre il 16% preferisce il discount. Il restante 20% circa di consumatori frequenta mercati rionali (6,2%), si reca direttamente dal produttore (4,8%) o fa i propri acquisti in gastronomia (4,7%). “La Distribuzione Moderna – ha commentato Valerio De Molli, managing partner e Ceo di TEHA – genera in Italia 208 miliardi di euro di valore aggiunto, il 10% del PIL tra il valore diretto (oltre 27 miliardi) e la filiera indiretta (181 miliardi). Un settore chiave che da anni coniuga la sostenibilità nella sua accezione più ampia alla crescita ascoltando le esigenze del mercato: secondo una nostra ricerca recente tre quarti degli italiani intervistati sono stati disposti a spendere fino al 20% in più per un prodotto sostenibile”.

                      Lusetti ADM private label

                      Il presidente di ADM Mauro Lusetti oggi all’evento a Milano

                      +8,5%/anno di fatturato per i co-packer della Gdo

                      Secondo l’analisi TEHA per ADM, le aziende il cui giro d’affari deriva per oltre l’80% dai prodotti a marchio del distributore, tra 2015 e 2023, hanno avuto un incremento medio annuo di fatturato dell’8,5%, meglio della media dell’industria alimentare (+3,9%). Analogamente chi aumenta l’offerta in MDD ha creato più occupati (+5,5% all’anno tra il 2015 e il 2023 per chi ha un’offerta di MDD oltre l’80%) e valore aggiunto (+9,3%). “La marca del distributore – ha commentato Lusetti, che è anche presidente di Conad, ndr – si dimostra, nel contesto della distribuzione moderna, una leva di crescita per il tessuto economico del Paese: è un acceleratore per i ricavi e per gli investimenti delle piccole imprese che contemporaneamente stimola le scelte sostenibili”.

                      Private label baluardo contro l’inflazione: 20 miliardi di risparmi per le famiglie in 5 anni

                      La distribuzione moderna impiega direttamente 447 mila persone e considerando la filiera sostiene oltre 2,9 milioni di posti di lavoro. Secondo i dati TEHA i contratti a tempo indeterminato rappresentano l’89% dei rapporti di lavoro con un’alta incidenza di donne (65%) e under 30 (20%). Negli ultimi anni l’inflazione alimentare ha raggiunto picchi del 13,5% mettendo in sofferenza i bilanci familiari soprattutto delle famiglie a basso reddito. Grazie ai prodotti a Marca del Distributore, però, sono stati generati quasi 20 miliardi (19,8) di euro di risparmi complessivi per le famiglie dal 2020 al 2024, grazie a prezzi rimasti mediamente più bassi rispetto ai prodotti di marca, consentendo un accesso più democratico a stili alimentari sani e sostenibili.

                      Ortofrutta MDD + 2,1% nelle vendite

                      Gli ultimi dati Circana, partner di BolognaFiere anche per il 2025, registrano nei primi 11 mesi del 2024 un incremento a valore per la MDD del 2.4% a totale Omnichannel con circa 26,6 miliardi di euro di ricavi complessivi e 30 punti di quota. Aumento confermato nei volumi, che segnano un importante +3,3%.

                      Dando uno sguardo alle merceologie, migliora il posizionamento competitivo della MDD tra i reparti merceologici con un particolare guadagno di punti quota nelle carni (+0,6%), nel cura casa (+0,5%) e nei reparti fresco (+0,4%) e drogheria alimentare (+0,3%). Tra le linee di offerta della MDD, la più dinamica risulta essere quella dei prodotti di primo prezzo, buone performance anche per le linee di alta gamma nei segmenti premium e funzionale, mentre rallenta la crescita delle linee bio/eco.

                      La crescita della MDD risulta inoltre andare di pari passo con la crescita dell’offerta, raggiungendo a novembre 2024 la quota assortimentale del 17,1%, in aumento di 0,5 punti rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

                      E l’ortofrutta MDD, nello specifico, come performa? Come riporta un articolo uscito lunedì 12 gennaio sul Corriere Economia, in cui presidente di ADM Lusetti anticipa questi trend della MDD, anche l’attività promozionale ha registrato un incremento, con una quota del 17,1% in rialzo dello 0,6%, in particolare nei reparti freddo e ortofrutta che registrano rispettivamente un aumento dell’1,6% e del 2,1%delle vendite.

                      “Crescono i prodotti che raccontano le nuove tendenze”

                      Quali sono i prodotti che interessano maggiormente al mercato in questo momento? “Cresce l’interesse per prodotti che raccontano le nuove tendenze, come ad esempio gli articoli ‘free from’, vale a dire senza zuccheri, senza sali, senza additivi – dice Lusetti al Corriere Economia -. C’è più attenzione alla qualità sia per quanto riguarda le materie prime sia per il packaging, che deve garantire sempre maggiore sostenibilità e aderenza alle pratiche Esg: ogni insegna investe parecchio per garantire che i prodotti con il proprio brand siano eccellenti”.

                      La MDD è anche sostenibilità e lotta allo spreco

                      La MDD, si è detto sopra, consente un accesso più democratico a stili alimentari sani e sostenibili. “Sempre nell’ottica della sostenibilità, nel 2024 – ha sottolineato il presidente di ADM all’evento di oggi a Milano – sono state recuperate 14 mila tonnellate di cibo nel 2024 solo grazie alla collaborazione con Banco Alimentare (pari al fabbisogno annuo di 18 mila persone in difficoltà)”.

                      L’impatto positivo della MDD si traduce anche un una riduzione delle emissioni: dal 2013 alla fine del 2022 si è passati da 8,7 kg di CO2 per euro generato dalla distribuzione moderna a 6,2 kg, una diminuzione del 30%. All’aumentare del fatturato le emissioni sono calate, un obiettivo e uno stimolo per tutti gli operatori della filiera. “Secondo un sondaggio che abbiamo realizzato insieme ad ADM in questi ultimi mesi – ha dichiarato De Molli – oltre il 46% delle imprese dell’industria alimentare migliorerà l’efficienza dei processi produttivi, ma è la Distribuzione Moderna che assume il ruolo di guida per il 58% delle imprese alimentari coinvolte: oltre la metà di loro ha dovuto introdurre cambiamenti per soddisfare i requisiti di sostenibilità della Distribuzione Moderna con un impatto molto o abbastanza significativo”.

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