L’Insalata dell’Orto: dall’Igp al residuo zero, l’innovazione per la Gdo ha un’impronta green
L’Insalata dell’Orto a Marca Fresh ha presentato le ultime soluzioni offerte per la private label e i progetti innovativi portati avanti con successo con alcune catene. È il caso ad esempio della valorizzazione del prodotto Igp in IV gamma, o di una esclusiva linea MDD a residuo zero. Ogni progetto ha una forte impronta green, così come tutto l’operato dell’azienda di Mira (Ve), che quest’anno presenterà il suo secondo bilancio di sostenibilità. E che ha importanti novità in serbo per i prossimi mesi: ce ne parla la product development manager Sara Menin
di Carlotta Benini
La scorsa settimana, nell’ambito dell’evento Protagonisti dell’Ortofrutta Italiana, si è aggiudicata il Premio “BPER Green Innovation 2025” per l’impegno nella sostenibilità ambientale. Un nuovo riconoscimento per un’azienda fortemente improntata a uno sviluppo green, che di recente ha investito 1,5 milioni di euro per dotarsi di nuove e più efficienti strutture e potenziare l’autoproduzione di energia rinnovabile, nel solco di una visione al femminile coraggiosa e innovativa. Stiamo parlando de L’Insalata dell’Orto, specialista nelle verdure per la IV gamma e primo produttore europeo di fiori commestibili, che per la prima volta nel 2024 ha esportato anche in America. L’azienda guidata dalle sorelle Cinzia e Raffaella Busana ha partecipato per il secondo anno consecutivo a Marca Fresh, per presentare le ultime soluzioni offerte per la private label: MDD che ad oggi rappresenta il 67% del business, con una forte vocazione all’export.
Promuovere la conoscenza dei prodotti Igp
“Abbiamo portato a Marca tutto quello che facciamo per la marca del distributore, per dimostrare che le catene che hanno creduto nella nostra proposta hanno portato a segno progetti molto importanti e con risultati di successo”, ci racconta Sara Menin, product development manager de L’Insalata dell’Orto.
Un impegno di cui l’azienda veneziana va molto fiera riguarda la valorizzazione dei prodotti Igp negli scaffali della IV gamma, nello specifico radicchio e rucola. “Ad oggi due catene, Despar e Selex, hanno scelto di lavorare con i nostri prodotti Igp per la loro marca premium – continua -, con un’insegna che addirittura ha messo la nostra rucola come unica opzione di assortimento per quella determinata referenza: una scommessa che ha dato molta soddisfazione, alla catena in primis e a noi come fornitori”.
“Residuo zero”, un messaggio chiaro e impattante
Parlando di progetti ah hoc per la marca del distributore, c’è poi un percorso speciale che l’Insalata dell’Orto ha fatto insieme a Todis, che per prima in Gdo ha scelto di accompagnare il proprio marchio al prodotto certificato zero residui, con riferimento in questo caso alle insalate (prima gamma evoluta). “Parliamo di un metodo di produzione in cui la sostenibilità viene in più punti soddisfatta – sottolinea Menin -. Basti pensare che, su 17 requisiti che prevede l’agenda Onu 2030, il prodotto a residuo zero ne soddisfa 13, quindi veramente tanti dal punto di vista ambientale, sociale, e delle risorse”.
Ad oggi L’Insalata dell’Orto ha sette prodotti certificati residuo zero e le insegne della Gdo “stanno iniziando a chiederlo a marchio”. È un messaggio – quello contenuto in questi prodotti – estremamente chiaro e impattante, capace di incidere positivamente sulla propensione all’acquisto. “Con Todis lavoriamo su volumi importanti e con risultati molto soddisfacenti – rivela la product development manager de L’Insalata dell’Orto -. Ci sono referenze come il lattughino, particolarmente amato dalle mamme per l’alimentazione dei più piccoli, che hanno avuto performance perfino superiori al prodotto biologico”.
Biologico che, comunque, rappresenta un business importante per l’azienda veneziana, con la maggior parte dei volumi (66%) rappresentato dalla produzione bio, mentre il residuo zero resta ancora una nicchia, con un’incidenza del 15% circa sui volumi.
Secondo bilancio di sostenibilità
Quest’anno L’Insalata dell’Orto presenterà il suo secondo bilancio di sostenibilità. “Siamo state tra le prime realtà in ortofrutta a redigere un documento in cui vengono illustrati gli investimenti e l’impegno per uno sviluppo green – dice Menin -. Impegno che andremo a rafforzare rivedendo le performance del triennio appena passato con l’intenzione di migliorare ancora di più sotto alcuni aspetti, a partire dal territorio e dal sociale”.
Le prossime novità
In attesa di scoprire come l’azienda di Mira intenderà distinguersi alla prossima fiera di settore – che sarà Fruit Logistica, dove, anticipa Sara Menin, “si rivoluzionerà il mondo di fare comunicazione in ortofrutta” – la prossima novità svelata riguarda il periodo pasquale e i fiori edibili, sempre più di tendenza nel mondo della pasticceria. L’Insalata dell’Orto – che è leader indiscussa di questa nicchia e che ha anche investito sul prodotto disidratato, essendo ad oggi l’unica azienda in Europa che disidrata fiore italiano – ha stretto una partnership con Flamigni, storica azienda pasticcera che ha portato i suoi prodotti dolciari in tutto il mondo. “I nostri fiori disidratati polverizzati saranno l’ingrediente esclusivo di una nuova linea di colombe pasquali”, rivela in conclusione la product development manager.
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