Aldi, approvvigionamento etico e sostenibile. Dopo banane e ananas, spazio agli avocado
Aldi persegue da anni politiche di approvvigionamento etico e responsabile delle materie prime. Un processo che avviene in stretta collaborazione con i propri fornitori e a garanzia dei propri clienti. Un modello che vede come protagonista un ampio raggio di frutta e verdura. Da ultimo, dopo il modello virtuoso sperimentato con la fornitura di banane e ananas, è arrivato il turno degli avocado
Dalla Redazione
Approvvigionamento sostenibile ed etico delle materie prime? Per Aldi si può fare.
Sostenibilità ed etica del lavoro sono temi, volente o nolente, al centro delle politiche aziendali di molti dei colossi della Gdo.
Tra questi, l’esempio di Aldi balza all’occhio, in quanto i principi di corporate responsability trainano da anni l’approvvigionamento etico di molte materie prime.
Come viene riportato dallo stesso sito web del marchio tedesco: “Aldi si relaziona in modo responsabile con l’ambiente e la società nel processo di approvvigionamento delle materie prime e persegue i propri obiettivi collaborando a stretto contatto con i fornitori”.
In quest’ottica, tra le varie certificazioni offerte ai propri clienti, spicca Fairtrade. Il sistema di certificazione internazionale ha l’obiettivo migliorare le condizioni di vita degli agricoltori e dei lavoratori nei Paesi in via di sviluppo. L’acquisto di prodotti certificati Fairtrade consente all’organizzazione di rinnovare i propri sforzi in materia di: reddito dignitoso, parità di genere, lotta al lavoro minorile e adattamento ai cambiamenti climatici.
Date le premesse e lo storico che contraddistingue il Gruppo ormai da anni, Aldi Süd ha ampliato il proprio modello etico di approvvigionamento, dapprima focalizzato su banane e ananas, agli avocado.
Questo approccio si basa su principi di trasparenza, comunicazione costante e collaborazioni solide con coltivatori e fornitori, mirando a una produzione sostenibile ed equa.
A differenza di altre materie prime, la complessità dell’approvvigionamento di avocado, a causa delle diverse origini geografiche e delle fluttuazioni stagionali, richiede un approccio più flessibile, con contratti adattabili e una chiara suddivisione delle responsabilità nella catena di fornitura. L’obiettivo finale è costruire partnership a lungo termine con i fornitori locali, garantire profitti stabili ai coltivatori e promuovere pratiche di acquisto sostenibili all’interno dell’intero settore.
Franka Rodriguez, director of global sourcing, intervistata da Fruitnet: “Il nostro obiettivo è quello di costruire solide partnership a lungo termine con i nostri partner chiave per ridurre la dipendenza di approvvigionamento dagli sviluppi a breve termine del mercato aperto. Aldi si impegna, quindi, a coprire i costi di produzione sostenibile, cosa che riteniamo fondamentale affinché i coltivatori investano e pianifichino per il futuro. E, pur dovendo rimanere competitivi, abbiamo ora la possibilità di discutere apertamente la redditività con i nostri partner e di garantire loro un profitto stabile nel quadro del nostro modello, impegnandoci in partnership a lungo termine”.
Com’è oggi la mappa dell’approvvigionamento di avocado di Aldi? La risposta arriva sempre da Franca Rodriguez: “Per poter vendere avocado tutto l’anno abbiamo bisogno di lavorare con diversi paesi di origine in tutto il mondo. Durante l’estate con paesi come il Perù, il Sudafrica e il Kenya, mentre paesi come il Cile, la Colombia e la Spagna svolgono un ruolo molto importante in inverno. È anche assolutamente fondamentale gestire in modo proattivo le transizioni stagionali, che si verificano in primavera e in autunno, quando passiamo tra il periodo chiave invernale ed estivo. Per farlo abbiamo anche ammesso paesi di origine più piccoli ed emergenti per la fornitura ad Aldi, il che ci sta dando l’opportunità di testare il potenziale per un ulteriore sviluppo”.
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