Kiwi verde, Catenaro: “Quando c’è la qualità, il mondo lo richiede”
Un moderno impianto di kiwi in Abruzzo
La produzione di kiwi verde in Italia negli ultimi dieci anni ha subito un drastico calo, a causa da una parte di malattie come la batteriosi e la moria, dall’altra della concorrenza sempre più agguerrita della Grecia. Ci sono però alcune zone d’Italia dove il kiwi verde cresce ancora sano e con eccellenti qualità organolettiche. È il caso della fascia costiera dell’Abruzzo, un’area collinare protetta dalla Maiella, dove ha sede l’azienda Catenaro Italo Srl, che esporta questi frutti verso destinazioni lontane come Taiwan e Corea del Sud, ma anche Messico ed Ecuador, per citarne alcuni, oltre a varie nazioni europee con focus sull’Inghilterra Il mercato? È partito lento, ma ci sono grandi aspettative per la seconda parte della campagna
di Eugenio Felice
In Abruzzo cresce un kiwi verde sano e dalle eccellenti qualità organolettiche. Qui fortunatamente la batteriosi non si è vista e nemmeno la moria, due malattie che hanno falcidiato le produzioni in buona parte delle regioni italiane più vocate per questo frutto. Siamo in zona collinare, tra la Maiella, il secondo massiccio montuoso più alto degli Appennini, e il mare Adriatico. La realtà produttiva più importante è la Catenaro Italo Srl, un’azienda con oltre 70 anni di esperienza essendo stata costituita nel 1952, l’unica della regione ad essere accreditata per esportare i kiwi in Corea del Sud e in Cina.
UNA REALTÀ DEL CENTRO ITALIA MEDIO-PICCOLA MA ECCELLENTE
L’azienda, con tutto il suo corredo di certificazioni, anche etiche, produce e commercializza kiwi verde in inverno, pesche e nettarine in estate. Ha inoltre avviato da alcuni anni un progetto sperimentale sugli avocado. La compagine produttiva, composta da circa 90 soci, abruzzesi e di fuori regione, è riunita nella cooperativa Rimfruit, che vende attraverso la commerciale Catenaro, che ha lo stabilimento per la conservazione, la selezione e il confezionamento a San Vito Chietino, con impianti di ultima generazione e pannelli fotovoltaici per un totale di 500 kilowatt che coprono il 90% del fabbisogno energetico.
“Per dare qualche numero – dichiara il direttore commerciale Italo Catenaro – abbiamo, come Cooperativa, una produzione di circa 4.000 tonnellate di kiwi verde Hayward di cui 1000 bio, 3.000 tonnellate di nettarine, 1.000 di pesche e 500 di susine Angeleno e Stanley. Nello stabilimento la capacità di conservazione è di 5.000 tonnellate con celle frigo di ultima generazione collegate in telegestione e telecontrollo da remoto, con assorbitori di etilene catalitici di ultima generazione ed umidificatori a controllo elettronico. Siamo una realtà medio-piccola, quindi, se paragonati ad alcuni nostri competitor, ma negli ultimi anni abbiamo investito molto in tutte le fasi della filiera, dai frutteti, alla centrale ortofrutticola fino all’immagine aziendale: da poco, infatti, abbiamo presentato il nostro nuovo logo ed il nuovo sito web catenarofruit.it”.
IL KIWI ROSSO E GIALLO POSSONO ATTENDERE
“Abbiamo acquisito da alcuni anni una licenza per produrre kiwi rosso – ci spiega Italo Catenaro – e abbiamo numerosi impianti già predisposti e strutturati per passare velocemente dalla produzione di kiwi verde alla produzione di kiwi giallo o rosso, ma la verità è che in questa parte dell’Abruzzo cresce un eccellente kiwi verde, che ci viene richiesto da diverse parti del mondo, per cui non abbiamo alcun motivo, al momento, per fare questo passaggio, anche se stiamo studiando il mercato, le varietà di giallo disponibili ed i consorzi esistenti. Riusciamo a produrre kiwi a polpa verde e lavorarlo in modo tale da reggere senza problemi transit-time anche di 50-60 giorni per le destinazioni più lontane come Taiwan”. Inoltre, i nostri kiwi sono esenti da molecole di cui è vietato l’utilizzo per alcuni determinati mercati come l’etofenprox. E non effettuiamo trattamenti in post-raccolta”.
Sono circa 30 gli ettari di kiwi che fanno capo direttamente all’Azienda Agricola Catenaro Italo e, tra i progetti più ambiziosi, c’è la neonata società agricola “Fattore K”, dove Fattore è la località in Val di Sangro dove si trovano gli impianti di kiwi di ultima generazione, mentre la K sta per kiwi. La resa è di circa 250 quintali per ettaro, le ore di freddo che permettono al kiwi di maturare al meglio non mancano, per cui la qualità, anche in termini di sostanza secca, grado Brix e pezzatura, è eccellente e tale da poter conservare i frutti fino a maggio, grazie anche all’expertise acquisita dall’azienda nei decenni. L’obiettivo è portare l’agricola Fattore K dagli attuali 10 ettari a 30 ettari nei prossimi 5 anni, approfittando delle ottimali caratteristiche pedoclimatiche di questa particolare zona a pochi km dal mare adriatico in Val di Sangro (Ch).
DA FEBBRAIO IL KIWI ITALIANO TORNA PROTAGONISTA
“Nella prima parte della campagna – commenta Italo Catenaro – il mercato ormai lo fa la Grecia. Nei primi mesi c’erano ancora delle giacenze di kiwi dell’Emisfero Sud. Il kiwi italiano si vende solo se si sono fatti dei programmi seri con i retailer oppure se hai prodotto di eccellente qualità che può essere esportato oltremare. Ritengo che la situazione dovrebbe cambiare nella seconda metà della campagna, tra febbraio e maggio, quando sul mercato tornerà protagonista il kiwi italiano. Quindi, alla fine, mi aspetto una campagna commerciale positiva”.
“L’unico rammarico – conclude Italo Catenaro – è quello di non poter servire maggiormente l’Italia: purtroppo devo dire che riscontriamo una certa resistenza e diffidenza da parte dei principali supermercati italiani nel voler conoscere la nostra Organizzazione e capirne le capacità, l’efficienza, le competenze e la bontà dei frutti, d’altronde come si dice nemo profeta in patria. Inoltre, quando vedo che a dicembre, in molti supermercati anche della nostra regione e del resto d’Italia, c’è in vendita kiwi greco mentre potrebbe esserci quello italiano, con un grado brix già ottimale e una produzione locale a kilometro quasi zero, rimango molto perplesso”.
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