Gioia Tauro, cocaina nascosta fra le banane e in un’azienda agricola: doppio sequestro
Le forze dell’ordine di Reggio Calabria negli ultimi giorni hanno eseguito due sequestri a Gioia Tauro: al porto è stato intercettato un carico da 27 kg di cocaina purissima, nascosta in un container che trasportava banane, proveniente dall’Ecuador, mentre in un terreno agricolo è stato scoperto un arsenale sepolto insieme ad altri sei chili di droga
Dalla Redazione
Doppia operazione anti droga a Gioia Tauro, in provincia di Reggio Calabria: nel giro di due giorni le forze dell’ordine hanno intercettato due traffici criminali del valore di diversi milioni di euro, in entrambi i casi celati dietro attività ortofrutticole. L’ultimo sequestro, il più ingente, è avvenuto nelle ultime ore al Porto di Gioia Tauro, da sempre snodo cruciale per il traffico globale delle merci, ma anche frequente bersaglio di traffici criminali: le Fiamme Gialle hanno intercettato e sequestrato un ingente carico di cocaina nascosto in un container che trasportava banane, che sarebbe fruttato oltre 4 milioni di euro ai narcotrafficanti. Solo due giorni prima i Carabinieri della Compagnia di Gioia Tauro avevano scoperto un ingente arsenale e un carico di cocaina nascosti sotto terra, in un’azienda agricola della Piana di Gioia Tauro.
27 chili di cocaina fra le banane
L’ultimo maxi sequestro in ordine cronologico è quello avvenuto al Porto di Gioia Tauro, dove il comando provinciale della Guardia di finanza di Reggio Calabria, in collaborazione con l’Agenzia delle dogane e dei monopoli (Adm), ha intercettato e sequestrato un ingente carico di cocaina nascosto in un container che trasportava banane, come riporta Reggio Today.
Le Fiamme Gialle, con il supporto dei funzionari dell’Ufficio delle dogane, hanno sottoposto a controllo il container proveniente dall’Ecuador: il carico, formalmente destinato a un porto della regione caucasica, trasportava migliaia di scatole di banane, ma tra la frutta si celavano ben 27 chili di cocaina purissima. La droga, sebbene abilmente nascosta in mezzo alla frutta nel tentativo di eludere i controlli che vengono effettuati tramite le sofisticate apparecchiature scanner in dotazione all’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, è stato comunque scoperta, anche grazie all’ausilio delle unità cinofile in forza al Gruppo di Gioia Tauro. Sul mercato nero sarebbe valsa alle organizzazioni criminali destinatarie oltre 4 milioni di euro.
Droga e armi sotterrati nell’azienda agricola
Solo due giorni prima i Carabinieri della Compagnia di Gioia Tauro, con il supporto dello Squadrone Eliportato Cacciatori Calabria, avevano scoperto un altro carico di cocaina in un’azienda agricola della Piana di Gioia Tauro: la droga era nascosta sotto terra, in un’area difficile da raggiungere, insieme a un ingente arsenale, come riporta La Repubblica. Scavando nel terreno con l’ausilio di un’escavatrice, sono emerse oltre venti armi da fuoco, tra cui fucili M4 e AK-47, pistole di vario calibro e circa duemila munizioni. Le armi erano nascoste in bidoni metallici sigillati e sotterrati a più di due metri di profondità.
Oltre all’arsenale, i militari hanno trovato sotterrati nel terreno anche sei panetti di cocaina, per un totale di circa 6,5 chili: se immessa sul mercato nero la droga avrebbe potuto fruttare circa mezzo milione di euro.
Il proprietario dell’azienda agricola, dove armi e cocaina erano interrate, è stato denunciato per la sua presunta implicazione nel traffico di armi e droga. Gli inquirenti stanno ora lavorando per ricostruire le modalità con cui il materiale è stato occultato e per verificare eventuali collegamenti con organizzazioni criminali attive nel territorio.
Porto di Gioia Tauro, crocevia di traffici illeciti
Il porto di Gioia Tauro conferma purtroppo di essere anche un importante crocevia di traffici illeciti. Per arginarli è stato da tempo predisposto un efficace dispositivo di controllo da parte della Guardia di finanza e ADM che, sotto il coordinamento dell’Autorità Giudiziaria, sviluppano sistematicamente la loro attività di contrasto al traffico internazionale di stupefacenti. A tutela della legalità, della salute e della sicurezza del Paese e dell’Unione Europea.
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