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                      Tea, atto vandalico al vigneto sperimentale in Valpolicella

                      Un gruppo di vandali ha colpito il vigneto sperimentale dell’Università di Verona a San Floriano, in Valpolicella, dove sono state distrutte cinque piante di vite in fase di sperimentazione con Tecniche di Evoluzione Assistita per testare la resistenza alla peronospora. “Questo atto dimostra che purtroppo che c’è ancora troppa ignoranza sulle Tea e sulla loro importanza per il futuro dell’agricoltura italiana, soprattutto da parte di chi continua ad accomunarle immotivatamente agli Ogm” è la replica di Coldiretti. Dure anche le parole del ministro Lollobrigida

                      Dalla Redazione

                      Tea vigneto sperimentale

                      Nelle foto il vigneto sperimentale vandalizzato

                      Nella notte tra il 12 e il 13 febbraio un gruppo di vandali ha distrutto cinque viti sperimentali messa a dimora dall’Università di Verona a San Floriano Valpolicella. Le piante facevano parte di un gruppo di dieci vigne realizzate con Tecnologie di evoluzione assistita (Tea), piantate in un campo di 250 metri quadri e inserite nel vigneto sperimentale della Facoltà di viticoltura dell’Università di Verona, nella sede in Valpolicella a villa Lebrecht.

                      Si tratta di piante di chardonnay realizzate con tecnologie di evoluzione assistita: è la prima messa a dimora di viti “speciali” in Europa, a conferma dell’avanguardia internazionale della ricerca in campo vitivinicola svolta dal dipartimento Biotecnologie dell’ateneo scaligero insieme alla società spin off Edivite. L’obiettivo è migliorare geneticamente la pianta per renderla più competitiva sotto il profilo della resistenza e della produttività. In particolare quella messa a dimora in Valpolicella sarebbe la prima una pianta di vite in Europa resistente alla peronospora, che minaccia molti viticoltori italiani.

                      Ma gli oppositori delle Tea, che trovano pericolose queste tecniche genomiche, temendo anche l’aumento della dipendenza degli agricoltori dalle multinazionali e la perdita di biodiversità, hanno detto no e come segno di protesta hanno danneggiato i cinque impianti viticoli.

                      La condanna del ministro

                      Alla piantumazione dei vigneti sperimentali aveva partecipato mesi fa anche il ministro dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste Francesco Lollobrigida, che, appresa la notizia, lancia parole di condanna. “Si tratta di un vile atto vandalico che danneggia tutto il mondo agricolo – scrive Lollobrigida in una nota diffusa dal ministero -. La nostra solidarietà ai ricercatori, certo che continueranno con passione e competenza il loro lavoro. Se qualcuno teme l’innovazione, noi proseguiremo su questa strada per dare alla nostra agricoltura sempre più forza e strumenti per affrontare ogni criticità”.

                      Coldiretti: “Le Tea non sono Ogm”

                      “Questo atto dimostra che purtroppo che c’è ancora troppa ignoranza sulle Tecniche di Evoluzione Assistita e sulla loro importanza per il futuro dell’agricoltura italiana”: è quanto afferma la Coldiretti  a proposito dei danni al vigneto sperimentale in Valpolicella, curato dal team di genetica agraria coordinato dai professori Mario Pezzotti e Sara Zenoni, ai quali va la solidarietà dell’organizzazione. “Le Tecniche di Evoluzione Assistita sono soluzioni per il miglioramento genetico che permetteranno di selezionare nuove varietà vegetali, con maggiore sostenibilità ambientale, minor utilizzo di input chimici, ma anche resilienza e adattamento dei cambiamenti climatici, nel rispetto della biodiversità e della distintività dell’agricoltura italiana ed europea – puntualizza Coldiretti -. Non hanno nulla a che fare con i vecchi Ogm poiché non implicano l’inserimento di Dna estraneo alla pianta e permettono di riprodurre in maniera precisa e mirata i risultati dei meccanismi alla base dell’evoluzione biologica naturale. Nel campo del vino potrebbero contribuire, ad esempio, a ridurre gli attacchi della peronospora che negli ultimi hanno falcidiato la produzione tricolore”.

                      Tea, “un percorso virtuoso che tutta la filiera agroalimentare sostiene con forza”

                      Sugli atti vandalici in Valpolicella interviene anche Cibo per la Mente, il coordinamento di 18 associazioni della filiera agroalimentare italiana per l’innovazione in agricoltura. “L’Italia ha scelto di investire nelle sperimentazioni in campo, ponendosi all’avanguardia a livello europeo per recuperare il terreno perso nell’innovazione agricola – dichiara Clara Fossato, portavoce di Cibo per la Mente -. Si tratta un percorso virtuoso che tutta la filiera agroalimentare sostiene con forza e che non può in alcun modo essere scoraggiato da questo ennesimo gesto criminale e antiscientifico. Ci aspettiamo dunque che anche le istituzioni possano continuare a difendere e a sostenere la ricerca Made in Italy in agricoltura”.

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