Ortofrutta, “Occhio al prezzo”: Verona monitora i rincari dal campo alla Gdo
Il Comune di Verona aiuta i consumatori a orientarsi fra rincari e speculazioni indicando per alcuni prodotti ortofrutticoli il prezzo medio rilevato da Verona Mercato e confrontandolo con quello riscontrato nei punti vendita della grande distribuzione. Si tratta di un’evoluzione del progetto Occhio al Prezzo, già attivo dal 2022: i listini saranno comunicati via Telegram, totem e con un appuntamento mensile sulla stampa
Dalla Redazione
Da ottobre 2022 il Comune di Verona con il progetto “Occhio al Prezzo” cerca di tutelare i cittadini contro l’inflazione fornendo informazioni mensili sui listini dei prodotti alimentari, al fine di educare i consumatori a una spesa più consapevole ed evitare d’altro lato eventuali comportamenti speculativi ingiustificati. Il progetto si basa sull’indagine mensile Istat sui prezzi al consumo e fornisce ogni mese la top ten dei ribassi e dei rincari a tavola.
Oggi il focus si concentra sui prodotti ortofrutticoli, laddove la forbice tra i prezzi pagati ai produttori e quelli che i consumatori si trovano sugli scaffali della grande distribuzione spazia – dicono le rilevazioni – dal 40 al 70%. Il Comune di Verona infatti, attraverso il canale Telegram, i totem e con un appuntamento mensile di diffusione dei dati a mezzo stampa, ora indicherà per alcuni prodotti ortofrutticoli il prezzo medio rilevato da Verona Mercato, tramite Coldiretti Verona, e lo confronterà con quello finale della Gdo, non specificando ovviamente i singoli punti vendita ma fornendo il prezzo medio, e i valori più alto e più basso, come riporta L’Arena. Si tratta di un progetto unico a livello nazionale, introdotto attraverso la Commissione comunale di controllo prezzi Istat, che procede alle rilevazioni quindicinali di tutti i beni e servizi del paniere in minimo sette punti vendita per ogni voce, e in collaborazione con Coldiretti appunto.
Nell’ambito dell’indagine mensile Istat sui prezzi al consumo, l’ulteriore focus sui livelli di prezzo potrà orientare le scelte di acquisto di frutta e verdura.
L’evoluzione del progetto “Occhio al prezzo”
Si tratta in sostanza di un’evoluzione del progetto “Occhio al prezzo”, “che capita al momento giusto”, spiega l’assessore alla Statistica del Comune di Verona, Federico Benini: dall’introduzione dei dazi sulle importazioni negli Stati Uniti, infatti, “sono già iniziate le speculazioni sui prodotti alimentari, utilizzati come bene rifugio”.
“Del resto, i numeri indicano già differenze rilevanti – dice l’assessore a L’Arena -. Nel luglio 2024 l’insalata lattuga veniva pagata al mercato ortofrutticolo al produttore 1,48 euro e si trovava sugli scaffali a 2,67 euro (+45%), i cetrioli andavano da 0,55 euro al produttore a 2,06 euro al supermercato (+ 73%), mentre per i pomodori da insalata la differenza era 0,80 euro contro i 2,11 euro (+62%).
Maggiore consapevolezza sui prezzi al consumo dell’ortofrutta
“Andremo a pubblicare il prezzo dei prodotti ortofrutticoli di Verona Mercato e la differenza con il prezzo medio rilevata dall’Istat nel campione di punti vendita al consumo – continua Benini, come si legge in una nota del Comune -. La differenza tra prezzi all’ingrosso e al consumatore finale suggerisce un paio di riflessioni. Da un lato, quale sia la struttura di costi della distribuzione nelle diverse fasi della filiera che sappiamo essere abbastanza frammentata per le produzioni agricole. Dall’altro, quale sia il peso di eventuali speculazioni che si possono verificare, soprattutto nei periodi di stagionalità delle produzioni locali”.
“La pubblicazione periodica dei prezzi al consumo rilevati dall’Istat per i beni alimentari con ‘Occhio al prezzo’ ha inciso in modo sensibile sul ribasso del carrello della spesa in città – conclude l’assessore -. Riteniamo che questo ulteriore passaggio, con la creazione di un osservatorio, possa indurre a calmierare ulteriormente i prezzi di prodotti che sono alla base della dieta della popolazione che è il nostro obiettivo. Siamo consapevoli che si tratta di un tema delicato, per questo siamo aperti al confronto con tutte le categorie soprattutto con quelle della grande distribuzione organizzata”.
Copyright: Fruitbook Magazine




