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                      Mele, “potatura solidale”: dalla Val di Non una bella storia di cooperazione

                      A Casez, in Trentino, 50 melicoltori si sono uniti per la “potatura solidale”, aiutando un collega impossibilitato a curare il proprio meleto per motivi di salute. Insieme a loro i vigili del fuoco volontari. Un esempio autentico di cooperazione agricola, dove passione e impegno collettivo rafforzano il territorio e i suoi valori

                      Dalla Redazione

                      Mele potatura solidale

                      La potatura solidale nel meleto di Sarcletti (foto: Distretto della Mela della Val di Non e Val di Sole)

                      Mele, quella della potatura è un’attività cruciale per lo sviluppo delle piante: se non viene effettuata al momento giusto può causare problematiche al raccolto nei mesi successivi. In agricoltura, si sa, non sono concesse lunghe pause, nemmeno per motivi di salute. Ma se la malattia coglie di sprovvista, per un piccolo produttore possono essere problemi seri: è il caso di Arturo Sarcletti, melicoltore di Casez (Trento) colpito nelle scorse settimane da una brutta forma di broncopolmonite, che lo ha costretto a una degenza in ospedale e a una lunga convalescenza una volta tornato a casa.

                      Ecco allora che, dai meleti della Val di Non, in suo soccorso, sono arrivati altri 50 melicoltori, che si sono adoperati per prendersi cura del frutteto in assenza del suo padrone. Con loro anche i vigili del fuoco volontari di Casez: tutti insieme hanno dato vita alla “potatura solidale”.

                      La delicata fase della potatura dei meli

                      D’inverno, spesso sfidando le rigide temperature montane, i melicoltori della Val di Non – e di tutto il Trentino Alto Adige – sono impegnati nella potatura, operazione colturale irrinunciabile che consiste nel tagliare i rami delle piante in modo da privarle delle parti secche, incoraggiando al tempo stesso la crescita di nuovi rami sani e produttivi. Se non si effettua tale attività al momento giusto, i raccolti dei mesi successivi saranno insoddisfacenti, per qualità e quantità, con un inevitabile danno economico. Ecco perché, appena hanno saputo del problema del proprio “vicino di campo”, i 50 melicoltori hanno deciso di organizzarsi e di prendersi cura delle sue piante.

                      Mele potatura solidale gruppo

                      Il gruppo di volontari (foto Distretto della Mela della Val di Non e Val di Sole)

                      “Quello che facciamo può suonare strano a chi non vive in montagna e a diretto contatto con le piante. Ma per noi è diverso e assolutamente normale – raccontano i volontari, come si legge in un post su LinkedIn del Distretto della Mela della Val di Non e Val di Sole -. Noi conosciamo benissimo il valore e i vantaggi anche pratici della cooperazione. Per noi è la normalità. Se tutti reimparassero a pensare che il problema di uno è affare di tutti, probabilmente il mondo sarebbe migliore”.

                      Il commento di Melinda

                      Il Consorzio Melinda, postando su LinkedIn il servizio del TGcom24 dedicato alla “potatura solidale” commenta: “In queste immagini si racconta una bellissima storia di solidarietà nel nostro Distretto della mela della Val di Non e Val di Sole. Qui, ogni giorno, i nostri agricoltori lavorano fianco a fianco unendo amicizia, passione per la propria terra e impegno verso la comunità. È questa la vera forza della cooperazione: un valore che ci lega e ci rende più forti, giorno dopo giorno.

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