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                      Il Consiglio Ue ha dato il via libera al mandato negoziale sulle nuove tecniche di evoluzione assistita (Tea), riconoscendo il valore dell’innovazione per un’agricoltura più sostenibile e competitiva. La decisione consente ora di procedere verso una normativa chiara che distingue le piante Tea in due categorie: quelle assimilabili alla selezione naturale e quelle soggette a norme più stringenti. Lungi dall’avere a che fare con i vecchi Ogm, le Tea permettono di riprodurre in modo mirato i meccanismi della selezione naturale per rispondere alle crescenti sfide ambientali e produttive, come fanno notare le istituzioni e le associazioni del settore

                      Dalla Redazione

                      TEA - tecniche di evoluzione assistita

                       

                      Il 14 marzo i rappresentanti degli Stati membri hanno approvato il mandato negoziale del Consiglio UE sulla regolamentazione relativa alle colture ottenute mediante “Tecniche di Evoluzione Assistita” (Tea) e ai loro alimenti e mangimi. “La proposta – si legge in una nota del Consiglio Europeo – mira a promuovere l’innovazione e la sostenibilità nel settore agroalimentare, contribuendo nel contempo alla sicurezza alimentare e riducendo le dipendenze esterne. Il regolamento garantirebbe una solida protezione per la salute umana, animale e ambientale, garantendo al contempo che il settore della selezione vegetale sia sicuro, trasparente e competitivo”.

                      Le Tea, dette anche in inglese NGT (New Genomic Techniques) rappresentano strumenti biotecnologici avanzati che consentono di sviluppare varietà vegetali più resistenti e sostenibili. Tuttavia, la normativa UE vigente risale al 2001 e tratta le colture ottenute tramite NGT come Ogm. L’obiettivo della nuova regolamentazione è garantire la sicurezza di queste colture, distinguendole dagli Ogm e facilitandone l’uso per rispondere alle sfide climatiche e ridurre la dipendenza da fertilizzanti e pesticidi.

                      Elementi principali della proposta

                      La nuova legislazione mira ad adattare le norme dell’UE agli sviluppi tecnologici degli ultimi decenni. La proposta crea due percorsi distinti per l’immissione sul mercato degli impianti NGT:

                      • Piante NGT di categoria 1: Piante che potrebbero verificarsi naturalmente o tramite metodi convenzionali, esentate dalle regole sugli Ogm e non etichettate; i semi prodotti attraverso tali tecniche dovrebbero invece essere etichettati.
                      • Piante NGT di categoria 2: tutte le altre piante NGT, soggette alla legislazione sugli Ogm, con valutazione del rischio e obbligo di etichettatura.
                      • La proposta esclude inoltre l’uso delle Tea nella produzione biologica.

                      Principali modifiche approvate dal Consiglio

                       Il Consiglio UE ha confermato gli elementi chiave della proposta, introducendo modifiche in ambito ambientale, sanitario e brevettuale:

                      • Divieto di coltivazione: Gli Stati membri possono vietare la coltivazione di piante NGT di categoria 2 nel loro territorio.
                      • Misure facoltative di coesistenza: gli Stati membri possono adottare misure per evitare la presenza involontaria di impianti NGT di categoria 2 in altri prodotti e dovranno adottare misure per prevenire la contaminazione transfrontaliera.
                      • La posizione del Consiglio chiarisce inoltre che gli Stati membri possono adottare misure specifiche per evitare la presenza indesideratadi impianti NGT di categoria 1 nell’agricoltura biologica sui loro territori, in particolare nelle aree con condizioni geografiche specifiche, come alcuni paesi insulari del Mediterraneo e regioni insulari.

                      TEA - tecniche di evoluzione assistita

                      Brevetti ed etichettatura

                       In base alla nuova legislazione sarà costituito un gruppo di esperti per valutare l’impatto dei brevetti sulle piante NGT, con la partecipazione di esperti provenienti da tutti gli Stati membri e dall’Ufficio europeo dei brevetti. Verrà anche effettuato uno studio sull’impatto – focalizzato in particolare su come i breeder possono avere accesso alle piante NGT brevettate – e dopo un anno dall’entrata in vigore del regolamento, la Commissione Ue pubblicherà un’analisi sugli effetti della brevettazione, con possibile revisione normativa.

                      Le piante NGT di categoria 2 devono essere etichettate. Le etichette dovranno indicare tutte le caratteristiche rilevanti delle piante modificate. Non sarà permesso includere la tolleranza agli erbicidi tra le caratteristiche delle piante NGT 1, mantenendo i controlli previsti per la categoria 2.

                      Prossimi passi

                      Il mandato negoziale consente ora di avviare i negoziati con il Parlamento UE per definire il regolamento finale, che dovrà essere formalmente adottato prima di entrare in vigore. Durante la fase di trilogo, che si aprirà a metà aprile, il ruolo dei negoziatori di Consiglio e Parlamento Ue sarà cruciale. In particolare, due temi chiave per gli agricoltori saranno al centro dei negoziati: la non brevettabilità delle Tea di tipo 1, e l’etichettatura.

                      I commenti del ministro e delle associazioni di categoria

                       “Grazie al lavoro del Governo italiano e l’accordo tra gli Stati membri, parte finalmente il negoziato con il Parlamento europeo per regolamentare le Tea – commenta sui social il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida -. Grazie a queste tecniche potremo ottenere colture più forti, resistenti ai cambiamenti climatici e alle malattie, con più qualità e meno impatto ambientale. L’Italia ha fatto da apripista a livello internazionale su questo tema e continuerà a farlo”.

                      Soddisfazione per questo passo avanti anche da parte delle principali associazioni del settore. “La decisione consente di procedere ora verso una normativa chiara che distingue le piante Tea in due categorie: quelle assimilabili alla selezione naturale e quelle soggette a norme più stringenti – sottolineano Coldiretti e Filiera Italia, che per prime hanno sostenuto la diffusione delle Tea per tutelare la biodiversità dell’agricoltura italiana -. Le nuove tecniche genomiche non hanno nulla a che fare con i vecchi Ogm, ma permettono di riprodurre in modo mirato i meccanismi della selezione naturale per rispondere alle crescenti sfide ambientali e produttive.

                      “Un passo avanti decisivo per selezionare nuove varietà vegetali che permetteranno agli agricoltori di essere sempre più sostenibili e resilienti, nel rispetto della biodiversità e della distintività della nostra agricoltura. L’obiettivo è ora arrivare presto all’approvazione definitiva” aggiunge il presidente di Coldiretti, Ettore Prandini.

                      Anche il presidente di Cia-Agricoltori Italiani, Cristiano Fini, ricorda come le Tea siano cruciali per affrontare le grandi sfide della transizione green e rappresentino per l’agricoltura uno strumento indispensabile contro le malattie delle piante e i cambiamenti climatici che, già oggi, da soli spiegano tra il 20% e il 49% delle fluttuazioni del rendimento agricolo. Il presidente Fini spera, inoltre, che l’Italia possa diventare presto capofila in Europa del percorso di sperimentazione in campo delle tecniche genomiche, con un forte protagonismo del mondo agricolo, per un futuro in cui sia garantita sia la produttività che la qualità e la sostenibilità del settore.

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