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                      Il Tar del Lazio ha accolto il ricorso del Consorzio di Tutela del Bergamotto di Reggio Calabria contro l’inattività del Masaf sull’istanza per estendere la Dop al frutto fresco. Il Comitato promotore dell’Igp replica: “Nessun iter bloccato o approvato”. Intanto il comparto è in crisi: prezzi crollati, frutti invenduti e produttori in difficoltà. Resta quindi aperta la querelle tra chi punta alla Dop e chi invece vede nell’Igp la vera tutela per il territorio

                      Dalla Redazione

                      Bergamotto di Reggio Calabria

                      Bergamotto di Reggio Calabria, è ancora in corso la querelle fra i sostenitori della Dop e chi invece sostiene la Igp. Ieri il fronte sostenitore della Dop, rappresentato dal Consorzio di Tutela del Bergamotto di Reggio Calabria, presieduto da Ezio Pizzi della Op Unionberg, ha comunicato che il Tar del Lazio avrebbe accolto il ricorso del Consorzio stesso contro l’inattività del Ministero dell’Agricoltura sull’istanza presentata ad agosto 2023 per estendere la Dop – oggi valida solo per l’olio essenziale – anche al frutto fresco.

                      Il Tribunale ha ordinato al Ministero di riavviare il procedimento entro 90 giorni. La sentenza, secondo quanto sottolineato dal Consorzio di Tutela del Bergamotto di Reggio Calabria in una nota, rappresenta un primo passo per il riconoscimento ufficiale del bergamotto fresco di Reggio Calabria come prodotto Dop, rafforzando la tutela dell’intera filiera, composta da 527 produttori e oltre 1100 ettari certificati. In questi anni, il Consorzio ha stretto accordi commerciali stabili con realtà come Esselunga, Coop, Conad e Orsero, mercati generali, riuscendo a valorizzare il frutto fresco con un prezzo fisso di 100 euro/quintale.

                      Dop, iter sospeso a causa della pratica per l’Igp

                      Il Ministero aveva sospeso l’iter della Dop a causa della contemporanea richiesta di ottenimento della Indicazione Geografica Protetta da parte del Comitato promotore per il “Bergamotto di Reggio Calabria IGP”, comitato spontaneo che raggruppa solo in parte i produttori della provincia essendo la maggior parte degli associati trasformatori/utilizzatori finali del frutto stesso. Secondo il Consorzio, però, la Dop garantirebbe maggiore tutela ai produttori del territorio vocato, da Villa San Giovanni a Monasterace.

                      Il legale del consorzio, Natale Carbone, ha evidenziato come la normativa preveda la possibilità di conciliazione tra istanze concorrenti, e non la sospensione automatica. Il presidente del consorzio Ezio Pizzi denuncia anche pressioni politiche che avrebbero favorito l’iter Igp a discapito della Dop. Il riconoscimento Dop del frutto, invece, rappresenterebbe secondo il consorzio un passo strategico per la valorizzazione del bergamotto come simbolo identitario e motore economico della costa reggina.

                      La replica del Comitato promotore dell’Igp

                      Il Comitato promotore per il “Bergamotto di Reggio Calabria Igp” è l’ATS (l’Associazione Temporanea di Scopo) costituita da aziende agricole, aziende di trasformazione, enti vari che ha presentato domanda per l’ottenimento dell’IGP. Il comitato, presieduto da Rosario Previtera, replica alle dichiarazioni del fronte Dop sottolineando come la crisi del comparto stia mettendo in ginocchio il territorio, aggravata dal mancato riconoscimento di ristori promessi e da un mercato in forte difficoltà. Secondo il Comitato, i ricorsi al TAR avrebbero rallentato l’iter IGP, ostacolando una soluzione concreta alla crisi.

                      Durante il convegno “Il bergamotto di Reggio Calabria è davvero oro verde?”, tenutosi ieri a Bova Marina (Rc), è emerso il malcontento dei produttori: circa 50 mila quintali di frutti sono ancora invenduti, mentre il prezzo di mercato è crollato fino a 30 euro al quintale. A ciò si aggiunge la concorrenza di prodotto proveniente da altre zone del Sud Italia venduto a prezzi stracciati, che ha innescato una crisi senza precedenti. Alcune cooperative avrebbero già comunicato ai conferitori la necessità di emettere note di credito e accettare dimezzamenti dei prezzi pattuiti.

                      Nessun iter è stato ancora bloccato o approvato

                      Il Comitato evidenzia che, contrariamente a quanto sostenuto dal Consorzio Dop, la sentenza del Tar non blocca l’iter dell’Igp né approva automaticamente la Dop, ma obbliga il Ministero a rispondere formalmente all’istanza. Secondo Previtera, la Dop non avrebbe i requisiti di rappresentatività, già contestati in sede ministeriale, e la riunione di Pubblico Accertamento del 28 febbraio scorso rappresenterebbe l’ultimo passo prima della pubblicazione del Disciplinare Igp in Gazzetta Ufficiale.

                      Per il Comitato, l’Igp è lo strumento più efficace per tutelare la filiera e aprire nuove opportunità nel mercato del fresco europeo, affrancandosi dalla dipendenza dall’industria e valorizzando davvero il territorio. “Il vero rischio – affermano – è che, tra opposizioni e rallentamenti, tutto resti com’è, con il frutto reggino sempre più penalizzato”.

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