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                      Frodi agroalimentari, via libera alla legge Caselli: nuove sanzioni e reati

                      Il Consiglio dei Ministri ha approvato il disegno di legge per il contrasto alle frodi nella filiera agroalimentare, a tutela dei produttori e dei consumatori. Il Ddl, noto come legge Caselli, è composto da 18 articoli e introduce nuove sanzioni e nuovi reati, come l’agropirateria. Coldiretti: “Riforma storica a tutela di qualità, legalità e made in Italy”. Il ministro Lollobrigida commenta: “Tolleranza zero”

                      Dalla Redazione

                      Il Consiglio dei Ministri ha approvato in via definitiva il disegno di legge per il contrasto ai reati nel settore agroalimentare, noto come legge Caselli, dal nome del magistrato Gian Carlo Caselli che ha presieduto la Commissione incaricata di redigere il testo. Il provvedimento interviene per colmare un vuoto normativo nel contrasto alle frodi agroalimentari, aggiornando un impianto sanzionatorio considerato da anni inadeguato rispetto alla complessità attuale delle filiere.

                      Il Ddl è composto da 18 articoli è introduce nuove sanzioni sia penali che amministrative per chi viola le normative in ambito agroalimentare: fra le principali novità, l’introduzione del reato di “agropirateria”, che colpisce chi, con più operazioni e con modalità organizzate e continuative, commette frodi ai danni degli acquirenti di prodotti alimentari. O ancora il reato di “Commercio di alimenti con segni mendaci”, per contrastare le pratiche ingannevoli relative all’etichettatura e alle indicazioni sui prodotti. Viene inoltre ampliata la responsabilità amministrativa delle imprese, nei casi in cui traggano vantaggio da reati commessi da rappresentanti o dirigenti, e vengono inasprite le pene per chi commercializza prodotti alimentari non conformi, contraffatti o potenzialmente pericolosi per la salute pubblica.

                      L’obiettivo è tutelare un settore strategico per il Paese e rafforzare gli strumenti repressivi contro frodi sempre più sofisticate, che non solo mettono a rischio la salute dei cittadini, ma danneggiano anche il lavoro degli operatori onesti della filiera. Il Ministro della Giustizia, Carlo Nordio, ha definito il provvedimento “una riforma di civiltà giuridica che colma un ritardo storico”, come riporta Wine News.

                      Netto anche il commento del Ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida, che ha parlato di “tolleranza zero per chi abusa del valore delle nostre produzioni per arricchirsi anche alle spalle di chi rispetta le regole”. Lollobrigida ha sottolineato come la legge Caselli rappresenti uno strumento concreto per rafforzare il sistema agroalimentare italiano, colpendo con maggiore efficacia le filiere illegali e proteggendo il lavoro delle imprese oneste, ma anche tutelando il consumatore. “Garantiamo la tutela dei nostri prodotti e dei nostri cittadini – sottolinea il ministro in una nota -. Giro di vite contro l’Italian Sounding e le frodi nel settore agroalimentare. Trasparenza nella concorrenza e nelle regole. Vita più semplice e meno burocrazia”.

                      Coldiretti, “passaggio epocale”

                      Accolta con favore dalle organizzazioni agricole, la nuova legge viene considerata un passaggio strategico per la valorizzazione e la protezione del made in Italy. Coldiretti esprime profonda soddisfazione e definisce il disegno di legge “una riforma storica a tutela della qualità, della legalità e della salute”. L’organizzazione ricorda di aver sempre sostenuto la proposta avanzata già nel 2015 da Gian Carlo Caselli, nell’ambito dell’Osservatorio Agromafie promosso da Coldiretti.

                      È un passaggio epocale che consente di colpire con maggiore efficacia tutte le frodi a danno della filiera alimentare – dichiara il presidente di Coldiretti Ettore Prandini -, a partire dalla contraffazione delle denominazioni di origine DOP e IGP, fino all’utilizzo di segni ingannevoli per trarre in inganno i consumatori che pensano di mangiare un prodotto italiano quando in realtà non lo è. Ci auguriamo ora che il disegno di legge sia in tempi ristretti approvato dal Parlamento anche con eventuali modifiche che vadano nel senso di ulteriore valorizzazione e tutela del made in Italy agroalimentare”. “Con l’introduzione del reato di agropirateria – aggiunge il segretario generale Vincenzo Gesmundo – si riconosce finalmente la pericolosità criminale delle attività fraudolente organizzate e reiterate. Era dieci anni che aspettavamo una legge che riprendesse quella proposta da Caselli che ancora nessuno aveva avuto il coraggio di fare”.

                      Coldiretti esprime apprezzamento anche per le nuove norme che rafforzano le sanzioni amministrative in tema di etichettatura, origine, ingredienti e denominazioni. “Una battaglia – ricorda Gesmundo – che vede da sempre Coldiretti schierata in prima fila per il riconoscimento dell’origine su tutti i prodotti europei e a contrasto di un italian sounding oggi consentito dal codice doganale sull’origine dei cibi che permette attraverso l’ultima trasformazione di far diventare un prodotto straniero magicamente made in italy”. In questo senso bene l’inasprimento per l’utilizzo abusivo delle parole “latte” e “formaggio” su prodotti vegetali a tutela della trasparenza verso i cittadini consumatori.

                      Coldiretti valuta infine positivamente anche l’introduzione di misure interdittive e accessorie per chi viola le regole, insieme alla previsione della possibilità di destinare i prodotti sequestrati, ma idonei al consumo umano, ad enti caritatevoli, oppure, se adatti solo all’uso animale, a circuiti tracciati di redistribuzione.

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