Sant’Orsola, nel 2024 il fatturato dei piccoli frutti cresce a 71 milioni (+9,4%)
Un dettaglio dello stabilimento (copyright: Fm)
Sant’Orsola, leader italiana dei piccoli frutti, si lascia alle spalle un’annata record, “la migliore di sempre” nelle parole del presidente Bertoldi, riconfermato alla guida della cooperativa. Il fatturato supera i 71 milioni di euro (+9,4%) e anche la liquidazione ai soci è aumentata del 13% e oltre, attestandosi a 32,9 milioni. Obiettivo imminente: aumentare superfici e volumi produttivi, in Italia e all’estero. Fra le novità, la mora residuo zero e il rilancio della fragola
Dalla Redazione
Un’ottima annata il 2024 per la cooperativa Sant’Orsola. La migliore di sempre secondo il presidente della cooperativa Silvio Bertoldi, riconfermato dai soci in assemblea annuale nella serata di sabato 12 aprile per altri tre anni. È in sella dal 2008. Oltre che i positivi dati di bilancio, il presidente ha segnalato l’importanza dei brevetti ottenuti dalla cooperativa, i primi nel settore dei piccoli frutti in Italia, il lancio della mora residuo zero, il Credit Reputation Award, prestigioso premio nazionale assegnato di recente alla Sant’Orsola, riconosciuta come azienda che ha saputo distinguersi per puntualità e trasparenza con gli istituti di credito.
Due brevetti, a difesa del patrimonio societario
La Sant’Orsola ha deciso di tutelare la propria conoscenza con due brevetti industriali riconosciuti a livello nazionale, unici del genere in campo agricolo. Il primo riguarda la selezione dei piccoli frutti, si serve di algoritmi evoluti di intelligenza artificiale implementando ed allenando reti neuronali profonde. I frutti vengono fotografati per capirne i difetti, il grado di maturazione, il colore, il calibro ed altri parametri, eliminando così il rischio umano durante il processo di selezione. L’altro riguarda l’impianto e il processo per la conservazione della frutta in atmosfera controllata e refrigerata, in modo da garantire la salubrità dei frutti.
Crescono fatturato e liquidazione ai soci
Il fatturato caratteristico 2024 (piccoli frutti, fragole ciliegie) è aumentato di 9,44 punti percentuali, passato dai 65 milioni del 2023 ad oltre 71 milioni dello scorso anno. Il consumatore ha riconosciuto la qualità dei frutti della Sant’Orsola remunerandola meglio che in passato. L’incremento del fatturato ha fatto da traino al liquidato distribuito ai soci, cresciuto nel medesimo periodo da 28 milioni 890 mila euro a 32 milioni 897 mila euro, con un incremento pari al 13,85 per cento.
“L’aumento delle liquidazioni, dopo due anni di pesanti incrementi dei costi di produzione, consente ai soci di tornare ad investire in campagna – ha sottolineato Bertoldi -. La cooperativa intende sostenere i nuovi impianti realizzati secondo il modello della serra trentina presentato nello scorso novembre per aumentare produzione e qualità”. “Inoltre, mediante l’accordo raggiunto di recente con il gruppo Cassa Centrale Banca – ha aggiunto – possiamo sostenere gli investimenti partecipando alla copertura degli interessi bancari gravanti sui soci”.
Obiettivo: “aumentare i volumi”
Tempi nuovi richiedono metodi nuovi e la volontà di cambiare. Ha argomentato a lungo in tema il direttore di Sant’Orsola Matteo Bortolini. “È necessario incrementare la produzione, in quanto la domanda supera di molto l’offerta, dunque noi rispondiamo estendendo le superfici coltivate anche fuori casa – ha detto ai soci in assemblea -. La nostra natura di produttori ci spinge a cercare relazioni esterne ai confini nazionali, andando oltre i rapporti già esistenti con paesi del Centro e Sud America e del Nord Africa”. “Aumentare i volumi è comunque possibile anche in Italia. Ora produciamo lampone 12 mesi l’anno, anche la fragola va su 12 mesi, ma possiamo ancora migliorare”.
Le novità
Nel corso dell’assemblea, ai soci sono state illustrate alcune novità aziendali. Tra le più rilevanti, il rilancio della fragola per estendere il suo ciclo produttivo, con le prime fragole Sant’Orsola prodotte in Sicilia da gennaio scorso. L’allargamento della famiglia dei piccoli frutti a residuo zero con la mora, da pochi giorni in vendita, dopo il lampone ed il mirtillo residuo zero prodotti negli anni scorsi. Il Rubus and Ribes Symposium, congresso internazionale che la Sant’Orsola ospiterà nel 2027, una settimana con oltre 200 ricercatori di tutto il mondo dedicata al lampone, alla mora ed al ribes.
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