Iperal: confermato il sequestro da 16,5 milioni per frode fiscale e sfruttamento del lavoro
Il Tribunale di Milano ha confermato il sequestro da 16,5 milioni di euro a carico di Iperal, nell’ambito di un’indagine per frode fiscale e sfruttamento del lavoro. La catena è accusata di aver utilizzato cooperative e società “filtro” per contenere i costi della manodopera, nonché di sfruttamento dei lavoratori
Dalla Redazione
Il Tribunale di Milano ha confermato il sequestro preventivo di oltre 16,5 milioni di euro nei confronti di Iperal – catena della Gdo con 55 punti vendita, tra ipermercati e supermercati, in 8 province lombarde – coinvolta in un’indagine per frode fiscale e sfruttamento illecito della manodopera. Il provvedimento, emesso dal giudice per le indagini preliminari Luca Milani, convalidando quanto disposto il 2 aprile scorso dai pm Paolo Storari e Valentina Mondovì, arriva al culmine di un’inchiesta coordinata dalla Procura di Milano e condotta dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza, che delinea uno scenario critico nella gestione del personale.
Il meccanismo sarebbe sempre quello ormai tristemente noto nel panorama logistico e distributivo italiano dei cosiddetti “serbatoi di manodopera”: un sistema fraudolento attraverso il quale grandi aziende si garantiscono tariffe altamente competitive sul mercato appaltando manodopera in modo irregolare a cooperative e a società “filtro”, ossia i cosiddetti serbatoi di lavoratori. Con un conseguente “sfruttamento”, oltre a “pratiche di concorrenza sleale”, come riporta Ansa.
Prima di questo, gli ultimi casi in Gdo hanno riguardato Esselunga, GS (Carrefour) e Aspiag Service; nell’ambito della logistica Amazon e Dhl (solo per segnalare alcuni player di spicco).
Frode fiscale e sfruttamento del lavoro
Secondo gli inquirenti, il sistema fraudolento avrebbe permesso a Iperal di abbattere i costi del lavoro ricorrendo a contratti precari, turnazioni spinte e salari non proporzionati alle mansioni svolte, il tutto a vantaggio di una competitività ritenuta “alterata”.
Le testimonianze raccolte nel corso delle indagini parlano anche di turni massacranti, personale ridotto all’osso, pressioni costanti sui ritmi di lavoro e strumentazioni inadeguate. In particolare, gli operatori impiegati nelle attività logistiche – dalla scaffalatura alla spesa online – avrebbero lamentato situazioni lavorative considerate “non dignitose” né conformi agli standard di sicurezza e tutela.
Il filone investigativo nazionale
Il sequestro a carico di Iperal si inserisce, come detto, in un’azione più ampia della Procura di Milano contro i fenomeni di frode fiscale e dumping contrattuale nella logistica e nella Gdo. L’operazione si aggiunge a un filone investigativo che ha già portato, a livello nazionale, a recuperi fiscali superiori a 550 milioni di euro – dato sempre in aggiornamento – e alla regolarizzazione di oltre 49 mila lavoratori, che prima erano “in balia della società serbatoio”.
La replica di Iperal
L’inchiesta che ha portato al sequestro milionario nei confronti di Iperal si inserisce in un’indagine più ampia che ha coinvolto anche Kuehne+Nagel, multinazionale svizzera leader nel settore della logistica, sottoposta anch’essa a un sequestro preventivo di oltre 16 milioni di euro. Il presidente di Iperal, Antonio Tirelli, ha respinto le accuse definendo l’azienda “seria e rispettosa delle norme”, come riporta Lecco Today. In una nota diffusa dal gruppo in seguito allo scoppio del caso, Tirelli ha spiegato che l’appalto per la logistica notturna rispondeva a esigenze operative e che l’azienda ha sempre vigilato sul rispetto dei contratti. Le responsabilità fiscali, ha precisato, ricadrebbero sugli appaltatori. Dal 1° maggio, tutte le attività logistiche in provincia saranno gestite con personale diretto.
Copyright: Fruitbook Magazine




