PPWR, Conip: “Siamo già oltre gli obiettivi, grazie a un sistema virtuoso e trasparente”
Conip, il Consorzio Nazionale Imballaggi in Plastica, si conferma esempio virtuoso di economia circolare con un sistema di riciclo a circuito chiuso che supera già i target Ue del PPWR. A Macfrut la direttrice Fabiola Mosca ha illustrato le performance ambientali del consorzio: imballaggi 100% riciclati e riciclabili, tasso di riciclo stabile al 75%, attenzione alle nuove regole sul riutilizzo
di Carlotta Benini
PPWR: è ufficialmente entrato in vigore l’11 febbraio scorso il nuovo Regolamento imballaggi e rifiuti da imballaggi, anche se la maggior parte delle sue disposizioni diventerà applicabile solo a partire dal 12 agosto 2026, al termine di un periodo transitorio di 18 mesi. Tra gli operatori del settore che osservano da vicino le novità normative c’è Conip, il Consorzio Nazionale Imballaggi in Plastica, che da anni promuove un sistema di riciclo a circuito chiuso – il cosiddetto “closed loop” – capace di restituire nuova vita alle casse “Usa e Recupera” (UER), utilizzate con successo anche in ortofrutta. Un modello riconosciuto a livello europeo come caso virtuoso di economia circolare, per trasparenza e tracciabilità. Ne abbiamo parlato a Macfrut con Fabiola Mosca, direttrice generale di Conip, che ha fatto il punto sulle performance ambientali del consorzio alla luce della nuova normativa.
“Per quanto riguarda le nostre casse Usa e Recupera, le caratteristiche di sostenibilità le abbiamo più volte dimostrate – ha esordito Mosca -. Parliamo di imballaggi che sono prodotti con materiale riciclato al 100% e sono a loro volta riciclabili nella loro totalità. Rispondono quindi appieno ai requisiti di sostenibilità ambientale e ai vincoli introdotti dal PPWR, entrato in vigore nei mesi scorsi”.
Riciclo: obiettivi già ampiamente superati
“Per quanto riguarda gli obiettivi sul contenuto di materiale riciclato fissati dal nuovo regolamento, noi siamo di gran lunga superiori – ha aggiunto Mosca -. Il PPWR prevede infatti, entro il 2030, che imballaggi come i nostri contengano almeno il 30% di materiale riciclato. Noi siamo già al 100%. Siamo quindi non solo pienamente conformi, ma addirittura più virtuosi: è una prova concreta della sostenibilità, dell’efficienza e dell’efficacia del nostro sistema di closed loop”.
Riutilizzo, studi in corso
“Nel nuovo regolamento sugli imballaggi e i rifiuti da imballaggi c’è poi il tema del riutilizzo – ha spiegato la direttrice di Conip -. Per quanto concerne gli imballaggi da trasporto, categoria in cui rientrano anche le casse in plastica rigida, siamo in fase di studio e approfondimento per verificare se le nuove disposizioni impattino anche sui nostri imballaggi”. Le casse Usa e Recupera Conip, infatti, non si limitano a svolgere una funzione di trasporto: esse sono utilizzate anche per la protezione, l’esposizione, la distribuzione, lo stoccaggio dei prodotti ortofrutticoli nel punto vendita, assumendo così il ruolo di imballaggio secondario o a volte anche primario. Il Consorzio, con il supporto dei propri uffici legali, sta quindi analizzando nel dettaglio l’applicabilità degli obblighi di riutilizzo fissati dal PPWR al 2030, al fine di comprendere se tali imballaggi possano rientrare nelle esenzioni previste per i sistemi di riciclo consolidati, efficienti e ad alte prestazioni ambientali, valutati secondo parametri oggettivi come quelli dell’analisi LCA.
Conip, un sistema virtuoso che continua a crescere
“Attualmente, come detto, siamo in fase di approfondimento per capire le effettive implicazioni del PPWR sul nostro sistema, ma continuiamo a sostenere con forza il nostro modello, che riteniamo virtuoso – ha sottolineato Mosca -. Lavoriamo per farlo conoscere e rappresentarlo in ogni sede opportuna, per dimostrarne la validità e il valore. Si tratta di un modello circolare che ricicla le cassette immesse sul mercato e, con la stessa materia prima seconda, produce nuove cassette: riducendo l’utilizzo di materia vergine, risparmiando acqua ed emissioni di CO₂”.
Riciclo al 75%, cresce l’immesso al consumo
Per quanto riguarda i numeri di Conip, a fine 2024 il tasso di riciclo resta stabile attorno al 75%, in linea con i risultati dell’anno precedente. È cresciuta invece la produzione: la crescita dell’immesso al consumo ha quindi comportato anche un incremento assoluto delle cassette avviate a riciclo. “L’immesso al consumo nel 2024 ha subito un incremento di circa il 3% rispetto al 2023 – ha concluso la direttrice di Conip -. Il 2024 ha rappresentato, per l’immesso al consumo delle cassette in plastica, il primo anno, dopo cinque di continua decrescita, in cui l’andamento del settore è tornato ad avere segno positivo”. Numeri che confermano, in definitiva, l’andamento virtuoso del consorzio, nonostante un contesto generale in cui il comparto della plastica continua a vivere una fase complessa.
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