L’INFORMAZIONE INDIPENDENTE PER PROFESSIONISTI E APPASSIONATI DI ORTOFRUTTA
                      L'INFORMAZIONE PROFESSIONALE PER IL TRADE ORTOFRUTTICOLO
                      L’INFORMAZIONE INDIPENDENTE PER PROFESSIONISTI E APPASSIONATI DI ORTOFRUTTA

                      PAC 2028-2034: meno fondi, più incertezze per l’agricoltura europea

                      La Commissione europea ha presentato la nuova proposta di bilancio Ue 2028-2034, con un taglio netto ai fondi della PAC: da 386 a 300 miliardi di euro. La riforma prevede l’accorpamento in un fondo unico da 865 miliardi. Dura la reazione del mondo agricolo e ortofrutticolo

                      Di Matteo Sambugaro

                      PAC agricolturaIl 16 luglio 2025, come riportato anche dalla nota di Italia Ortofrutta, sarà ribattezzata da molti osservatori come il “mercoledì nero dell’agricoltura europea”. E mentre a Bruxelles gli agricoltori erano in piazza a protestare contro i tagli, la Commissione europea presentava la nuova proposta di bilancio a lungo termine dell’Unione Europea per il periodo 2028-2034. Al centro del dibattito: la Politica Agricola Comune (PAC), che subisce quindi un taglio significativo rispetto agli attuali stanziamenti, sollevando forti preoccupazioni tra gli operatori del settore agroalimentare.

                      Meno risorse, in un unico fondo. Un taglio alla spesa

                      Pur mantenendo una base giuridica separata, la PAC confluirà nel più ampio fondo unico europeo da 865 miliardi di euro, che accorperà diverse voci di spesa, tra cui gli attuali due pilastri della PAC: i pagamenti diretti agli agricoltori e i fondi per lo sviluppo rurale. La quota destinata specificamente alla PAC sarà di 300 miliardi di euro, secondo quanto annunciato dal commissario europeo al Bilancio, Piotr Serafin, e dalla presidente Ursula von der Leyen. Una cifra che rappresenta un “minimo garantito”, intoccabile da eventuali riassegnazioni all’interno del fondo comune.

                      Ma i numeri parlano chiaro: oggi la PAC vale 386 miliardi di euro. La nuova dotazione comporta dunque un taglio di almeno 86 miliardi, superiore anche alle previsioni più pessimistiche. E se si tiene conto dell’inflazione, il calo reale si attesta tra il 20 e il 30% rispetto all’attuale periodo di programmazione.

                      Un taglio netto che coinvolge sia i pagamenti diretti, oggi pilastro portante del sostegno al reddito per gli agricoltori, sia le misure di sviluppo rurale, che verranno progressivamente ridotte e integrate in progetti cofinanziati meno strutturati. Secondo la Commissione, i 300 miliardi rappresenterebbero comunque circa l’80% della futura spesa agricola complessiva.

                      Le reazioni del mondo agricolo

                      “Questa proposta – commenta Andrea Badursi, presidente di Italia Ortofrutta Unione Nazionale, che rappresenta 156 OP ortofrutticole del nostro Paese per un fatturato espresso di 2,7 miliardi – ci lascia contrari e contrariati e sembra predisposta da chi non sa cosa sia l’agricoltura, quale valore rappresenti non solo per i produttori agricoli ma per i cittadini e i territori dell’Europa. Se tale proposta non verrà modificata profondamente nel dibattito dei prossimi mesi,  avremo conseguenze drammatiche con l’Unione che si aprirà ulteriormente ai prodotti agricoli di importazione. Non riusciamo a capire che logica ci sia in una strategia che mette in discussione dalle fondamenta l’Organizzazione Comune di Mercato (OCM) arrivando a smantellare l’agricoltura europea”.

                      “Ha vinto la linea politica della presidente Von der Leyen che ha imposto ai Commissari tagli draconiani – dichiara il presidente di Coldiretti Cuneo, Enrico Nada -. Sono imbarazzanti in particolare le parole del Commissario all’Agricoltura Hansen che dichiara di aver salvato l’80% del budget PAC. Sarebbe stato più dignitoso dimettersi, ammettendo una sconfitta clamorosa con un taglio di un quinto delle risorse precedenti che ha votato anche lui, garantendo l’unanimità. Ora tocca ai capi di Stato e di governo che dovranno interrompere il loro silenzio e fermare questa pericolosa deriva autocratica – prosegueNada –, ulteriormente dimostrata da questo bilancio folle. Paradossalmente dobbiamo fare appello alla regola dell’unanimità per salvare la democrazia europea. Se i governi non si opporranno, avranno anche loro la corresponsabilità di aver ucciso la politica agricola in Europa”.

                      “Affidare agli Stati membri il potere di decidere quanto investire nelle misure verdi e chi beneficia degli aiuti è estremamente preoccupante e mette a rischio l’obiettivo stesso della PAC», dichiara Marco Contiero, direttore della Politica agricola di Greenpeace Europa. «La discrezionalità mette a rischio non solo il finanziamento di azioni concrete contro l’impatto ambientale insostenibile dell’agricoltura industriale, ma rischia di favorire il perpetuarsi di una distribuzione scandalosamente diseguale dei sussidi, premiando le aziende più ricche e inquinanti. Senza regole chiare, controlli severi e una supervisione rigorosa, l’Unione Europea rischia di accelerare sia la chiusura delle piccole aziende agricole, sia il deterioramento degli ecosistemi a cui tutti teniamo”.

                      Copyright: Fruitbook Magazine