Ondine, l’unione fa la forza. “Coltiviamo insieme il futuro della nettarina”
Durante l’Ondine Day a Bagnacavallo, i partner del progetto Ondine – Frutaria Innovation, Alegra, C.I.C.O‑Mazzoni, Greenyard e Naturitalia – hanno raccontato strategia, obiettivi e potenziale della nettarina piatta premium. Un’iniziativa collettiva che unisce innovazione varietale, coordinamento di filiera e visione di marca per creare valore per produttori, distribuzione e consumatore, in Italia e all’estero
di Carlotta Benini

I partner di Ondine: da sinistra Joaquin Berges, Matteo Mazzoni, Maicol Galeati, Augusto Renella ed Enrico Bucchi
Un progetto collettivo e ad alto contenuto di innovazione, dietro cui c’è “una strategia che parte dai campi, arriva negli stabilimenti e poi si traduce in valore da offrire ai clienti della moderna distribuzione, fino ad arrivare alle tavole degli italiani”. C’è una visione e una – anzi due – grandi ambizioni: “la prima mira a colmare una lacuna nell’offerta, rispondendo a esigenze specifiche del mercato anche alla luce di fattori esogeni come eventi climatici e contingenze economiche. La seconda ambizione è quella di trasformarsi in una piattaforma di riferimento, in grado di offrire servizi e opportunità aggiuntive ai suoi aderenti e al mercato stesso”.
Con queste parole Salvo Garipoli, business director di SG Marketing, ha introdotto il progetto Ondine – la nettarina piatta di qualità premium, che oggi mira a diventare la vera protagonista dell’estate – durante l’evento che si è svolto il 17 luglio nello stabilimento di Agrintesa di Bagnacavallo nell’ambito dell’Ondine Day. Il direttore di SG Marketing – società incaricata per la promo comunicazione del brand in Italia – ha moderato un incontro con stakeholder, giornalisti e operatori del settore che ha visto protagonisti i cinque grandi player coinvolti: Frutaria Innovation (Gruppo Samca), azienda breeder spagnola focalizzata sullo sviluppo e l’innovazione varietale, che coordina il progetto a livello internazionale, e poi Alegra (azienda che commercializza la produzione di Agrintesa), C.I.C.O., Greenyard e Naturitalia, le quattro aziende italiane che fanno parte del club.
Dal confronto tra le aziende protagoniste è emerso un racconto corale che ha ripercorso gli inizi del progetto, le sfide affrontate e gli obiettivi futuri. Un filo conduttore ha unito tutti gli interventi: il valore generato da questa nettarina innovativa. Un valore concreto per la filiera, che lavora su un prodotto distintivo e di qualità; per l’insegna, che può contare su un’offerta capace di differenziarsi sullo scaffale; e per il consumatore, che trova coerenza, gusto e una promessa mantenuta.
L’origine: un’intuizione varietale e di consumo
A introdurre la visione strategica del progetto è stato Joaquin Berges, marketing manager di Frutaria Innovation (Gruppo Samca) azienda breeder spagnola focalizzata sullo sviluppo e l’innovazione varietale, che coordina il progetto a livello internazionale. Berges ha raccontato la nascita di Ondine e l’intuizione da cui tutto è iniziato: “L’idea di creare una nettarina piatta nasce da un’esigenza di praticità. Ondine, grazie al suo piccolo formato, alla buccia sottile e polpa soda, è più comoda da mangiare rispetto alla nettarina tradizionale, rappresentando un comodo snack on the go”. Un po’ come il “macellaio creativo” – è la metafora originale che ha coniato Berges – che ha inventato l’hamburger, schiacciando la carne per poterla mangiare dentro un panino.
La ricerca varietale, iniziata nel 2018 ha portato alla creazione di una drupacea dalle caratteristiche uniche e dalla qualità costante: un colore rosso intenso da carminio a cremisi, un gusto dolce-acidulo con un livello brix +14, sentori di prugna, nettarina e miele. Polpa croccante, fresca e fondente, nocciolo piccolo, perfetta chiusura pistillare.
Un prodotto che ha riscontrato un immediato interesse del settore e oggi coinvolge 5 continenti, 4 Paesi produttori in Europa e che nel 2025 raggiunge 8.500 tonnellate di prodotto commercializzato, di cui 2.200 in Italia, con previsionale di crescita del 75% per il 2026.
L’esperienza italiana: creare valore lungo la filiera
Il confronto tra i partner italiani ha evidenziato il valore generato da Ondine per l’intera filiera. Enrico Bucchi, direttore commerciale di Alegra, ha sottolineato come il progetto rappresenti “la volontà del gruppo di generare valore per i soci, con proposte premium capaci di garantire soddisfazione e redditività”. Bucchi ha descritto Ondine come una sfida “entusiasmante e al tempo stesso energivora”, sia sul piano agronomico, sia su quello commerciale e di costruzione del brand.
“Ci abbiamo creduto da subito, e ci siamo impegnati a fondo – ha affermato – su tre direttrici: agronomica, commerciale e comunicativa. Il prodotto è complesso, con esigenze specifiche, e richiede un monitoraggio quotidiano. Anche sul piano commerciale abbiamo dovuto lavorare per posizionarlo correttamente. E infine, il lavoro di squadra, con SG Marketing e i partner italiani, ha portato a un risultato in termini di fiducia, trasparenza e collaborazione che, all’inizio, non avremmo immaginato”.
Una doppia valenza economica
Per Augusto Renella, export coordinator marketing R&D manager di Naturitalia, il valore del progetto Ondine si esprime su due livelli: “Genera valore per i consumatori, offrendo un prodotto con elevate qualità organolettiche e un gusto superiore, e per le aziende agricole, grazie a una produzione che sviluppa reddito e garantisce sostenibilità economica”. Renella ha poi evidenziato un aspetto cruciale per il comparto: “Nel nostro settore le marche faticano a emergere, ce ne sono poche e non sempre funzionano. Questo accade perché dietro una marca deve esserci un prodotto che non delude. Nel caso di Ondine, abbiamo riscontrato tutti gli elementi necessari e questo ci ha spinti ad aderire al progetto”.
“Dal punto di vista commerciale – ha continuato – siamo solo all’inizio del percorso, ma abbiamo già registrato segnali incoraggianti. Abbiamo riscontrato un interesse molto buono, sia sul mercato nazionale che su quello internazionale. Le premesse sono positive. Ondine è un progetto da presidiare e curare, in cui tutte le fasi della filiera – dalla produzione al confezionamento, dalla distribuzione al marketing – devono essere allineate con una visione di marca condivisa”.
Una scelta strategica per il mercato europeo
Anche per Greenyard, Ondine rappresenta un passaggio strategico rilevante. “Abbiamo scelto Ondine – ha dichiarato Maicol Galeati, amministratore delegato – perché ben si adatta alla nostra struttura aziendale e agli obiettivi commerciali. È un progetto ambizioso che siamo sicuri avrà uno sviluppo commerciale notevole nei prossimi anni”.
Galeati ha motivato la scelta anche con un’analisi di mercato: “Nel mercato nord europeo la pesca piatta ha già superato la pesca comune e rappresenta oltre il 50% del consumo. La nettarina piatta, invece, è ancora ferma sotto il 10% – ha detto -. Questo indica uno spazio di crescita enorme, finora rimasto inesplorato per mancanza di un prodotto capace di colmare quel vuoto. Ondine ha tutti gli ingredienti per farlo: qualità organolettica, struttura di marketing, controllo di produzione e coordinamento”.

“Snack the Summer” è lo slogan della campagna 2025 di Ondine: l’accostamento è con il gelato, eccellenza italiana e snack per antonomasia (copyright: Fm)
Innovazione varietale e risposta al consumatore
Matteo Mazzoni, direttore commerciale di Cico-Mazzoni, ha ribadito la portata differenziante di Ondine, evidenziando l’equilibrio tra esigenze della produzione e aspettative del consumo. “Quando abbiamo valutato l’ingresso nel progetto – ha spiegato – abbiamo visto che rispondeva pienamente alle richieste del mercato e del consumatore. Per i produttori italiani, oggi in difficoltà per vari fattori, dagli eventi climatici all’instabilità geopolitica, Ondine offre un prodotto ad alta produttività, con elevata colorazione, buona tenuta in post-raccolta e varietà protette”.
Dal lato consumer, Mazzoni ha sottolineato la forza del formato piatto, del sapore eccellente e della riconoscibilità visiva del prodotto. “È un frutto che si acquista con l’occhio e si riacquista con il gusto. Questo porta valore aggiunto alla categoria e ai punti vendita. I partner del gruppo hanno creduto nel progetto, e oggi i risultati di mercato ci stanno dando ragione”.
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