Lidl, sciopero del 18 luglio per l’integrativo aziendale, adesioni all’80%?
Il Lidl di Corso Venezia a Verona (copyright: Fm)
Il 18 luglio si è svolto lo sciopero nazionale dei dipendeti di Lidl Italia. Il motivo è il mancato accordo tra le parti per il contratto integrativo aziendale, un negoziato che va avanti da più di due anni. Lo sciopero del 18 luglio è seguito a quello del 24 maggio. I dipendenti di Lidl Italia, tra sede centrale, sedi secondarie, centri logistici e negozi, sono circa 23 mila. Il tavolo di confronto tra i sindacati nazionali di categoria Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs e la direzione di Lidl Italia si è tenuto il 10 luglio e si è concluso con esito negativo e per questo è stato indetto lo sciopero del 18 luglio.
Secondo il sindacato Uiltucs, l’adesione allo sciopero sarebbe stata dell’80% (leggi il comunicato) con decine di punti vendita chiusi su tutto il territorio nazionale e importanti disagi nei magazzini. In realtà, in attesa di contro-dati da parte di Lidl Italia, se mai li darà, noi siamo stati il 18 luglio in due negozi di Verona e provincia ed erano regolarmente aperti e senza alcun segno dello sciopero. Il personale di cassa ci ha riferito che loro non avevano aderito allo sciopero. Inoltre alcuni fornitori ortofrutta di Lidl Italia ci hanno detto di aver regolarmente scaricato nelle piattaforme il 18 luglio.
Per Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs la partecipazione alla mobilitazione rafforza il mandato alle rappresentanze sindacali: “Dopo oltre due anni di trattativa e i vari tentativi fatti, tutti insufficienti, la dirigenza di Lidl ora deve tornare al tavolo fornendo risposte adeguate, che ridistribuiscano maggiori risorse alle lavoratrici e ai lavoratori, che migliorino l’organizzazione del lavoro e le condizioni di salute e sicurezza. I redditi sono scarsi e c’è una forte difficoltà a gestire i tempi di vita e lavoro da parte di molti. Per le lavoratrici e i lavoratori è pressoché impensabile organizzare e gestire la propria vita”.
LA REPLICA DI LIDL ITALIA
Nella giornata di giovedì 17 luglio Lidl ha risposto alla nota dei sindacati segnalando che la catena “è l’unica realtà del settore discount – e una delle poche nella Gdo italiana – ad essersi dotata volontariamente di un contratto integrativo aziendale“. Il comunicato continua ricordando che, “in occasione delle trattative per il rinnovo, ancora una volta, abbiamo confermato il nostro impegno proponendo un pacchetto di misure significativamente migliorativo per uno sforzo economico complessivo pari a 20 milioni aggiuntivi, corrispondente a un aumento superiore al 50% rispetto al contratto in essere”.
“Parte dell’attenzione costantemente dedicata ai dipendenti – continua la nota – si evince anche dal fatto che Lidl Italia retribuisce il lavoro al minuto e prevede importi di superminimo in busta paga superiori a quelli del settore, oltre a riconoscere una maggiorazione domenicale del 135%, rispetto a quella prevista dal CCNL che è pari al 30%”.
“In aggiunta – conclude la nota – parallelamente alla proposta economica, ci siamo impegnati per proseguire sulla strada già intrapresa di istituire le 25 ore settimanali come monte ore minimo contrattuale, rispetto alle 18/20 ore previste dal CCNL di settore; prevedere il passaggio da 5° a 4° livello per i collaboratori impiegati nei centri logistici; introdurre la sperimentazione per migliorare la pianificazione degli orari settimanali e delle domeniche. Restiamo convinti della validità della nostra proposta, costruita in base al fondamentale criterio della sostenibilità economica di lungo periodo, e auspichiamo che i sindacati ne comprendano il valore”.
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