Il Gigante, blocco sindacale a Bascapè: tonnellate di ortofrutta e freschi buttati
Dal 5 settembre il presidio di una decina di lavoratori ha bloccato l’hub logistico del gruppo Il Gigante a Bascapè (PV). L’azienda denuncia gravi danni economici e sprechi alimentari, con banchi frigo vuoti e merce deperita: 250mila buste di insalata, 165mila chili di frutta e verdura, oltre a carne, pesce e prodotti da forno
Dalla Redazione
La catena di supermercati Il Gigante, storico player della grande distribuzione organizzata italiana, si trova da alcuni giorni in una situazione di forte difficoltà a causa di un blocco sindacale. Il 5 settembre, infatti, un presidio di una decina di lavoratori ha paralizzato l’attività del centro logistico di Bascapè (Pavia), l’unico hub distributivo dell’azienda, impedendo la normale uscita dei camion diretti verso i punti vendita. Il risultato – secondo l’azienda – sono danni economici ingenti, merci deperibili buttate e ripercussioni occupazionali, con la cassa integrazione attivata per i dipendenti. A denunciarlo è Giorgio Panizza, consigliere d’amministrazione della Rialto, la società proprietaria del marchio, in un articlolo su Il Giornale.
Una rete distributiva sotto pressione
Il Gigante è presente sul mercato con circa 80 punti vendita tra diretti e indiretti, impiega 5 mila addetti e serve ogni settimana circa 800 mila clienti, anche con prodotti a marchio proprio. Negli ultimi anni, per ridurre i costi, l’azienda ha concentrato la distribuzione in un unico centro di 92 mila metri quadri a Bascapè. Da qui partono camion multitemperatura destinati a rifornire tutta la rete. Secondo Panizza, il blocco sindacale avrebbe compromesso gravemente l’operatività, riducendo drasticamente il numero di camion in uscita dall’hub.
Le ragioni della protesta
Alla base del presidio c’è la mancata trasformazione in tempo indeterminato di un contratto a termine, scaduto a fine agosto, riguardante un lavoratore di una ditta appaltatrice. “Non si trattava di un nostro dipendente diretto – ha sottolineato Panizza – e si tratta di una questione che dovrebbe essere affrontata davanti a un giudice del lavoro, non certo con modalità che bloccano un intero sito produttivo”.
Ortofrutta e freschi sprecati
Le conseguenze del blocco si sono tradotte, secondo l’azienda, in danni rilevanti per la filiera agroalimentare. Nei supermercati, molti clienti hanno trovato banchi frigo vuoti, mentre nel magazzino di Bascapè sono rimasti fermi oltre 80 automezzi con i relativi autisti.
Tra i prodotti deperiti e destinati allo smaltimento ci sono prodotti da forno, carne e pesce e anche 250 mila buste di insalata e 165 mila chili di frutta e verdura, come denunciato da Panizza.
“Un ricatto che mette a rischio tutti”
Panizza ha denunciato un atteggiamento “sempre più aggressivo” da parte delle sigle sindacali autonome. Ha parlato di “ricatto” e di “situazione assurda e paradossale”, ricordando che Il Gigante è stato riconosciuto servizio essenziale durante la pandemia e che oggi sostiene ingenti costi per la cybersicurezza. “Ci sentiamo abbandonati – ha dichiarato – e assistiamo a perdite drammatiche per l’azienda e per l’intero comparto”.
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