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                      La Cina apre la “via artica”: container verso l’Europa (senza Suez)

                      Portacontainer
                      Lo scorso 20 settembre in Cina è stato inaugurato il China-Europe Arctic Express: il primo servizio regolare di trasporto container tra l’Asia e l’Europa attraverso la Northern Sea Route, la cosiddetta rotta marittima artica. Rispetto alla rotta che passa attraverso il Canale di Suez, il nuovo corridoio permetterà di ridurre notevolmente i tempi di percorrenza: dagli attuali 35 a soli 18 giorni. Il nuovo servizio, che collegherà la Cina con Regno Unito, Paesi Bassi, Germania e Polonia, è operato dalla Haijie Shipping Company su base stagionale. Non è la prima volta che la Cina sperimenta la “via artica” ma questa volta le intenzioni pare siano serie: si tratta infatti di un servizio di linea strutturato, con l’obiettivo di introdurre navi specializzate che già entro il 2030 permetteranno di operare tutto l’anno

                      di Massimiliano Lollis

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                      Collegare l’Asia con l’Europa passando dall’Artico invece che da Suez, riducendo i tempi di percorrenza da 35 a 18 giorni, anche se questo comporta sfidare i ghiacci artici, per quanto meno temibili di un tempo a causa del cambiamento climatico. È questo l’obiettivo dell’iniziativa lanciata lo scorso 20 settembre dall’operatore cinese Haijie Shipping Company e che prende il nome evocativo di China-Europe Arctic Express.

                      Come si legge sul sito specializzato norvegese High North News, non è certo la prima volta che operatori orientali decidono di intraprendere la via dell’Artico per collegare località cinesi e russe all’Europa: numerosi sono infatti gli esperimenti lanciati negli ultimi anni – 17 nel solo 2024 – che hanno previsto itinerari point-to-point, ovvero direttamente dal porto di partenza a quello di arrivo, senza tappe intermedie. 

                      L’operazione lanciata in questi giorni dalla Haijie Shipping Company si configura però come un servizio di linea strutturato che collegherà il porto di Ningbo-Zhoushan – che gestisce quasi 40 milioni di TEU unità container annue – con uno tra i maggiori porti per trasporto containerizzato del Regno Unito, Felixstowe, con successive partenze per Rotterdam nei Paesi Bassi, Amburgo in Germania e Danzica in Polonia. Il tutto bypassando completamente i porti russi. 

                      Il servizio – una vera novità nel suo genere, che stando a quanto annunciato dalla compagnia stessa sarebbe già sold-out in quanto a carico container – è partito da Qingdao il 22 settembre e ha previsto una sosta a Shanghai, dopodiché si prevede che saranno necessari circa 18 giorni per raggiungere Felixstowe, circa il 40% di tempo di percorrenza in meno rispetto alla navigazione tradizionale attraverso il Canale di Suez. 

                      Per il momento il servizio opererà su base stagionale a causa del ghiaccio artico, ma l’operatore cinese Haijie Shipping Company – una realtà che ha debuttato solamente nel 2023 con i primi sette viaggi intercontinentali, poi passati a 13 nel 2024, per un trasporto totale di circa 20 mila TEU unità container – punta a estendere la finestra di navigazione all’inverno e alla primavera grazie all’introduzione di navi portacontainer specializzate entro il 2030. 

                      A compiere la traversata sarà la nave portacontainer Istanbul Bridge, di classe ghiaccio bassa e battente bandiera liberiana, con una capacità di 4.890 TEU unità container: piccola rispetto agli standard odierni per i canali di Suez e Panama, ma di dimensioni significative per le condizioni artiche con i suoi 294 metri di lunghezza e 32,2 metri di larghezza. Su portali come Marine Traffic è possibile seguire l’itinerario quasi in tempo reale: l’arrivo a Felixstowe è previsto per l’11 ottobre 2025. 

                      La rotta artica: dalla Cina in Europa in 18 giorni (Grafica di High North News).

                      Come osserva High North News, grazie alla partenza di settembre, l’operatore cinese potrà servire appieno la stagione natalizia in Europa con il vantaggio – grazie alla durata di viaggio più breve – di evitare il consueto congestionamento durante lo scarico nei principali terminal europei durante l’alta stagione.

                      Tra i vantaggi della durata ridotta c’è anche il fatto di consentire ai fornitori di consegnare i propri prodotti più rapidamente, riducendo i costi di magazzino e accelerando il volume di fatturato. Per velocizzare ulteriormente l’intero viaggio, sarebbero state selezionate le destinazioni portuali europee note per i tempi di scarico rapidi.

                      Il traffico marittimo attraverso l’Artico potrebbe espandersi ulteriormente nel 2026. Da parte sua, la Corea del Sud ha annunciato l’intenzione di entrare nel settore con operazioni pilota già a partire dalla prossima estate, mentre il governo ha dichiarato che istituirà una divisione speciale per la Northern Sea Route presso il Ministero degli Oceani e della Pesca coreano.

                      Detto ciò, al momento pare escluso che la rotta artica – seppure in uno scenario di progressivo scioglimento dei ghiacci – possa diventare in tempi brevi la nuova rotta preferita per il trasporto Asia-Europa, arrivando perfino a minare il primato di Suez. Che la sua rilevanza possa crescere giorno dopo giorno è però una possibilità difficile da ignorare.

                      Intervistato dalla testata Politico.eu, Malte Humpert, senior fellow e fondatore dell’Arctic Institute, un think tank con sede a Washington che studia la sicurezza nell’Artico, ha sottolineato che per il momento la quantità di trasporto containerizzato attraverso l’Artico è certamente minuscola. Ma la prospettiva diventa decisamente interessante se considerata nel medio e lungo periodo: “Il Canale di Suez – osserva – vede transitare circa 10 mila navi all’anno, quindi quella che transita attraverso l’Artico è una quantità davvero minima. Ma se si guarda ai prossimi 30 o 40 anni e si considera che il ghiaccio si scioglierà di un altro 30, 40, 50% – sottolinea – improvvisamente si avranno sei mesi senza ghiaccio e a quel punto l’Artico diventerà un’opzione molto interessante. L’Artico non sostituirà di certo il Canale di Suez e il Canale di Panama domani, ma diventerà una valida alternativa in più”.

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