Migros, via 80 marche proprie dagli scaffali. Müller: “Vogliamo semplificare”
Rémy Müller | Portrait für Migros Magazin fotografiert am Monday, 22.09.2025.(Julius Hatt für Migros Magazin)
Migros avvia una profonda razionalizzazione dell’assortimento e riduce la private label: 80 marche proprie, pari a quasi un terzo del totale, spariranno dagli scaffali. Tra queste M-Classic e la linea proteica Oh!, i cui prodotti confluiranno nel marchio unico Migros. Coinvolto anche M-Budget, marchio storico low-cost. “Così semplifichiamo la spesa dei clienti”, spiega il nuovo responsabile marketing di Migros, Rémy Müller
Dalla Redazione
La notizia era già nell’aria da fine giugno 2025, ora ufficiale: Migros, colosso svizzero della grande distribuzione, eliminerà 80 delle sue 250 marche proprie, pari a quasi un terzo della private label. La decisione, comunicata attraverso il settimanale del gruppo, Migros Magazine, è motivata da esigenze economiche e dalla volontà di semplificare l’assortimento.
Marchi destinati a sparire
Secondo il nuovo responsabile marketing di Migros Rémy Müller, non tutte le marche rispettano in egual misura la promessa di offrire qualità a prezzi inferiori. Inoltre, la molteplicità di brand genera confusione: “Sono convinto che nemmeno i nostri clienti più fedeli saprebbero citare 50 delle nostre marche”, dichiara il manager in un’intervista ripresa anche sul sito corporate, citando esempi noti come Frey, Farmer e Blévita accanto a linee meno riconoscibili come Oh! o M-Classic.
Tra le linee coinvolte ci sono infatti M-Classic e la gamma proteica Oh!, i cui prodotti confluiranno sotto l’etichetta unica Migros. Anche numerosi articoli M-Budget, marchio storico low-cost, cambieranno veste: resteranno invariati contenuto e prezzo, ma saranno venduti come prodotti Migros. Müller ha citato esempi concreti come il sapone liquido M-Budget, la maionese e le chips, che in futuro appariranno con il logo principale.
Una transizione graduale
Il processo riguarderà migliaia di prodotti e richiederà circa due anni, tempo necessario per smaltire i packaging esistenti e introdurre le nuove confezioni. Alcuni articoli sono già stati convertiti, come le chips di lenticchie e ceci, mentre bevande e conserve seguiranno a breve. “Quest’anno stiamo convertendo migliaia di prodotti – spiega Müller -. Soprattutto per gli articoli a lunga conservazione, l’imballaggio esistente rimarrà visibile per un po’ di tempo, poiché non vogliamo generare rifiuti inutili. Un cambiamento di questo tipo è molto complesso e richiede tempo”.
Per agevolare i clienti, i prodotti più popolari con confezioni molto diverse avranno un adesivo esplicativo. “Siamo ben consapevoli che ogni cambiamento comporta anche un periodo di adattamento e quindi inizialmente complica l’esperienza d’acquisto – continua Müller -. Ecco perché supportiamo attentamente i nostri clienti durante questa transizione. I prodotti acquistati di frequente riceveranno un’etichetta che chiarirà: si tratta solo di un cambiamento di imballaggio; il contenuto rimane invariato, così come il prezzo. In alcuni casi stiamo persino migliorando la qualità, ad esempio riducendo il contenuto di zucchero”.
Razionalizzazione e focus sulla qualità
Müller ha sottolineato che ogni marca comporta costi di gestione, promozione e aggiornamento. Con la ristrutturazione, Migros punta a ridurre queste spese e a investire maggiormente nella qualità.
Cosa guadagnerà il cliente da questa riprogettazione? “Vogliamo semplificare le cose – conclude Müller nell’intervista sul magazine aziendale -. Per Migros e soprattutto per i nostri clienti, migliorando l’orientamento sugli scaffali e rendendo più chiaro il packaging. Allo stesso tempo stiamo rivedendo l’assortimento ed eliminando numerosi doppioni. Nel complesso, la panoramica durante la spesa migliorerà notevolmente: un vantaggio per tutti, viste le decine di migliaia di prodotti”.
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