Verso la riforma dei mercati all’ingrosso: polo strategico per ortofrutta, logistica e digitalizzazione
Il rapporto Italmercati-Ismea 2025 segna l’avvio di una riforma del sistema dei mercati all’ingrosso italiani: l’obiettivo è trasformare le 22 strutture partecipanti in poli nazionali strategici, più grandi, digitali e sostenibili. Il comparto ortofrutticolo, che genera l’80% del valore della rete, viene indicato come la leva centrale per la rigenerazione della filiera fresh
Dalla Redazione
I mercati all’ingrosso italiani sono una realtà in trasformazione, che muove oltre 11 miliardi di euro di fatturato e coinvolge più di 26mila addetti in 22 strutture distribuite su tutto il territorio nazionale. È quanto fotografa il Rapporto Italmercati-Ismea 2025, presentato il 23 ottobre al CNEL, seconda edizione dello studio dedicato all’evoluzione del sistema dei mercati all’ingrosso italiani e al loro ruolo nella filiera agroalimentare. Promosso da Italmercati – Rete d’Imprese dei Mercati Agroalimentari Italiani, in collaborazione con Ismea e Censis, il Rapporto è stato presentato alla presenza delle principali organizzazioni agricole e della distribuzione del sistema agroalimentare.
Mercati: un giro d’affari di 11 miliardi, l’80% da ortofrutta
Dalla ricerca emerge una fotografia aggiornata e inedita del sistema dei mercati italiani, che si confermano un’infrastruttura economica e logistica di rilievo nazionale. Le 22 strutture aderenti alla Rete Italmercati si estendono su 9,6 milioni di metri quadrati complessivi, di cui 2,5 milioni coperti, pari a circa 1.000 ettari di superficie, e accolgono ogni anno oltre 7 milioni di veicoli e 9 milioni di visitatori. All’interno operano 4 mila imprese tra grossisti, aziende agricole, operatori della logistica, servizi e ristorazione, per un giro d’affari stimato in 11 miliardi di euro, di cui l’80% concentrato nel comparto ortofrutticolo, seguito da ittico, florovivaismo e carni. Il Rapporto mette in evidenza un sistema diffuso e capillare – oltre 130 strutture attive in Italia, sei volte più che in Francia o Spagna – ma ancora frammentato. Questa frammentazione, pur rappresentando una ricchezza in termini di prossimità territoriale e di valorizzazione delle produzioni locali, limita la competitività complessiva del comparto.
“Più grandi, connessi e digitali”: la riforma proposta da Italmercati
Alla luce di questi dati, Italmercati propone una riforma complessiva del sistema, con l’obiettivo di individuare un numero di mercati strategici nazionali, più grandi, sostenibili e digitalizzati, che possano agire come poli di riferimento per l’intera filiera. “Con questa seconda edizione del Rapporto vogliamo guardare avanti, proponendo un piano concreto per la riforma del sistema dei mercati. – dichiara Fabio Massimo Pallottini, presidente di Italmercati -. È il momento di riconoscere il loro ruolo strategico come infrastrutture pubbliche al servizio della filiera e dei cittadini. Vogliamo mercati più grandi, connessi e digitali, in grado di garantire tracciabilità, qualità e sostenibilità. Siamo pronti a collaborare con il Governo, con le Regioni e con Ismea per definire un nuovo modello nazionale, in cui pochi poli forti rappresentino un sistema moderno, competitivo e coerente con le sfide della transizione verde”.
Le linee d’azione prioritarie
Tra le proposte operative emerse dal Rapporto, Italmercati individua alcune linee d’azione prioritarie:
- la costruzione di una rete nazionale dei mercati strategici, con un piano di investimenti pubblico-privato coordinato a livello nazionale;
- la creazione di un tavolo tecnico permanente sulla logistica e sulla transizione digitale, per favorire l’interconnessione dei flussi e la tracciabilità dei prodotti;
- il rafforzamento del legame con la grande distribuzione organizzata e le organizzazioni di produttori;
- il rilancio del comparto ittico, oggi penalizzato da infrastrutture obsolete e dalla mancanza di centri di lavorazione moderni;
- l’apertura a nuove forme di partenariato con il mondo della ristorazione collettiva per valorizzare il prodotto fresco e locale nelle mense pubbliche.
Il ruolo dei mercati nel rilancio dei consumi di frutta e verdura
Il Rapporto Italmercati–Ismea 2025 dedica ampio spazio al comparto ortofrutticolo, che rappresenta appunto la componente principale del giro d’affari dei mercati all’ingrosso e il primo settore dell’agricoltura italiana, con un valore alla produzione di 18,9 miliardi di euro, pari al 28% del totale agricolo nazionale, e oltre 258 mila aziende coinvolte. Secondo il Rapporto, il consumo di frutta e verdura mostra segnali di stagnazione, nonostante un incremento della spesa complessiva negli ultimi cinque anni (+25%) dovuto all’aumento dei prezzi. A fronte di volumi ancora inferiori ai livelli pre-inflazione e di un progressivo spostamento verso il canale discount (che oggi copre circa il 25% delle vendite retail di ortofrutta), Italmercati individua nei mercati all’ingrosso un presidio strategico per invertire la tendenza, garantendo accesso a prodotti freschi, locali e tracciabili a prezzi competitivi. Il documento sottolinea inoltre l’importanza di rafforzare i legami con la grande distribuzione, le organizzazioni di produttori e la ristorazione collettiva, per promuovere un consumo più diffuso e consapevole di frutta e verdura di stagione. La rete dei mercati, grazie alla propria funzione logistica e alla capacità di aggregare domanda e offerta, si propone così come leva concreta per rilanciare i consumi di ortofrutta, sostenendo al tempo stesso la redditività dei produttori e la salute dei cittadini.
Hub strategici per la logistica dei freschi
Tra i punti di forza analizzati nel Rapporto, spicca la connessione logistica: oltre l’80% dei mercati sorge in prossimità di uno svincolo autostradale, la metà è collegata a scali ferroviari, un terzo a porti o aeroporti. Un posizionamento strategico che li rende hub fondamentali per la distribuzione dei prodotti freschi in tutta la penisola e per l’export europeo.
Il valore dei prodotti movimentati complessivamente nei mercati italiani supera i 7 milioni di tonnellate l’anno, con punte di eccellenza nelle produzioni ortofrutticole (18,9 miliardi di euro alla produzione), florovivaistiche (3,2 miliardi alla produzione, con oltre il 70% della produzione destinata ai mercati esteri), delle carni (12,6 miliardi alla produzione) e dell’ittico (oltre 700 milioni di valore aggiunto).
Il Rapporto sottolinea inoltre il contributo crescente dei mercati alla transizione ecologica: oltre la metà delle strutture ha già investito in impianti fotovoltaici o sistemi di efficienza energetica, con una quota media di energia autoprodotta prossima al 50% entro il 2026, mentre quasi tutti hanno adottato iniziative per la riduzione degli sprechi alimentari, come il recupero dei prodotti invenduti o la donazione a enti caritativi.
“Il Rapporto Italmercati-Ismea 2025 ci offre una fotografia aggiornata e strategica di un segmento fondamentale della filiera agroalimentare nazionale – ha dichiarato il presidente di Ismea, Livio Proietti -. I mercati all’ingrosso rappresentano un punto di incontro essenziale tra produzione e distribuzione, e la loro evoluzione verso modelli più moderni, sostenibili e digitali è una condizione necessaria per rendere l’intero sistema agroalimentare più efficiente e competitivo. Il lavoro congiunto con Italmercati e Censis conferma l’importanza di una visione integrata e di politiche coordinate per valorizzare le produzioni locali, sostenere la transizione verde e digitale e rafforzare il legame tra territorio e cittadini”. “In questa prospettiva – ha aggiunto il presidente Proietti – il programma comunitario Frutta e Verdura nelle Scuole, promosso dal Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste e attuato da Ismea, contribuisce a incoraggiare presso le nuove generazioni sane abitudini alimentari, con la distribuzione tra i banchi di scuola di merende a base di frutta e verdura, fresche e di stagione. Inoltre, si ricordano i 250 milioni del fondo PNRR messi a disposizione per la logistica dei mercati, grazie all’attività del Governo Meloni, del Ministro per gli Affari Europei, delle Politiche di Coesione e PNRR Tommaso Foti e del Masaf guidato dal Ministro Francesco Lollobrigida”.
Un consumatore su due sceglie mercati rionali e punti vendita specializzati
A completare il quadro, la ricerca curata dal Censis fotografa una trasformazione profonda nei comportamenti di consumo degli italiani. Negli ultimi tre anni, il 73% dei cittadini dichiara di prestare maggiore attenzione all’origine e alla tracciabilità dei prodotti, mentre il 68% afferma di privilegiare alimenti locali e di stagione. Il 56% sceglie con più frequenza mercati rionali e punti vendita specializzati, spinto dal desiderio di sicurezza e fiducia, e il 49% considera il prezzo un fattore decisivo nella scelta dei prodotti freschi.
Il Rapporto Italmercati-ISMEA 2025 rappresenta dunque un passo avanti nella costruzione di una visione unitaria del sistema dei mercati italiani, capace di integrare dati economici, proposte operative e analisi sociali in un’unica piattaforma di riflessione e indirizzo strategico per le politiche agroalimentari nazionali.
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