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                      In autunno esplode la “pumpkin fever”: la filiera italiana della zucca gialla vale più di 30 milioni

                      In prossimità di Halloween, Coldiretti ha diramato i numeri della ‘Zucca economy’, il business mosso dall’ortaggio simbolo della festa: tra ricette dedicate, menù a tema nella ristorazione, promozioni speciali nella grande distribuzione e visite ai “pumpkin patch” sparsi in tutta Italia, si superano abbondantemente i 30 milioni di euro. Il raccolto sfiora quest’anno le 40mila tonnellate, ma le rese sono ancora in calo a causa del cambiamento climatico

                      di Maddalena De Franchis

                      zucca di Halloween

                      È una vera e propria star dei social network, tanto da colorare letteralmente di arancione, in questo periodo dell’anno, i “feed” degli utenti: parliamo della zucca gialla, uno degli ortaggi simbolo dell’autunno, divenuta, ormai da qualche tempo, un’ossessione collettiva. Su TikTok, ad esempio, sembra non si parli d’altro che di “Pumpkin Spice Latte”, bevanda lanciata dalla catena statunitense Starbucks nell’autunno 2003 e tuttora tra le più richieste in questa stagione. Grazie alla semplicità di preparazione e all’estetica accattivante, l’iconico mix di purea di zucca, spezie, latte caldo, caffè e panna montata ha sfondato il milione di video dedicati (solo su TikTok) e risulta saldamente in cima ai contenuti più cliccati. A proposito di social, un altro trend cavalcato da creator e celebrities in queste settimane è certamente il “pumpkin patch”, la visita a un campo di zucche in prossimità di Halloween: sono sempre più numerosi, da un capo all’altro del Paese, i campi aperti al pubblico, con tanto di ticket d’ingresso e prenotazione obbligatoria, specialmente nei weekend. Offrono ai visitatori la possibilità di frequentare laboratori a tema (per grandi e piccini), scegliere una zucca da intagliare e scattare foto “instagrammabili” in un paesaggio da fiaba.

                      La “Zucca economy”

                      Non è un caso se gli esperti parlino ormai apertamente di “Zucca economy”, riferendosi proprio al giro d’affari mosso dal prodigioso ortaggio, specialmente in relazione alla solennità di Halloween. Tradizione tipicamente anglosassone, la festa di Halloween si celebra da tempo anche alle nostre latitudini: se, inizialmente, era vista essenzialmente come un rito da bambini (grazie alla famigerata formula “dolcetto o scherzetto?”), ora ha contagiato anche gli adulti. Secondo un’indagine di Coldiretti, resa nota nei giorni scorsi, la filiera agricola della zucca gialla vale più di 30 milioni di euro e poggia su un raccolto che sfiora le 40mila tonnellate: il dato ben racconta l’impatto dal campo alla tavola, dall’ortofrutta alla ristorazione, fino alle innumerevoli iniziative dei brand di ortofrutta sugli scaffali della grande distribuzione.

                      zucca di Halloween

                      Campagna zucca gialla 2025/2026: i numeri diffusi da Coldiretti

                      “Rispetto allo scorso anno – si legge nella nota diramata da Coldiretti – la stagione delle zucche ha avuto un andamento produttivo migliore, con un raccolto che dovrebbe aggirarsi sulle 40mila tonnellate, anche se le rese si sono mantenute basse a causa degli effetti del cambiamento climatico. Nelle principali regioni produttrici – Emilia-Romagna e Lombardia – si registrano quantità in linea con le aspettative e qualità alta. Situazione buona anche in Puglia, con l’aumento del 20% della produzione rispetto allo scorso anno, soprattutto nelle aree irrigate, e una qualità molto buona. Produzione irrigua determinante anche in Umbria. Andamento buono pure in Sicilia, dove si registra un aumento del raccolto e in Campania, così come in Sardegna”. Complessivamente, in Italia sono circa 2.000 gli ettari coltivati, divisi soprattutto tra Lombardia (con circa il 25% della superficie nazionale), Emilia-Romagna e Veneto, seguiti da Campania, Lazio, Liguria, Sicilia e Toscana.

                      Consumi in aumento

                      Sono stimati in crescita anche i consumi, spinti dalla diffusione – amplificata, ancora una volta, dai social network – di centinaia di ricette, molte delle quali ispirate alla tradizione contadina o alle usanze culinarie di altri Paesi. Il prezzo medio al dettaglio sul territorio nazionale, quest’anno, si aggira sui 2 euro al chilo, ma può arrivare anche a raddoppiare o triplicare se sbucciata e tagliata (dati Coldiretti).
                      Sono prodotti destinati quasi sempre al consumo alimentare, anche se cresce la coltivazione di varietà di zucche a scopi ornamentali o da “competizione”, con esemplari che possono arrivare anche oltre i mille chili di peso. A questo proposito, nei giorni scorsi l’associazione Altroconsumo ha invitato i consumatori a fare attenzione alle zucche ornamentali: essendo non commestibili, possono causare – se mangiate – problemi gastro-intestinali come vomito e diarrea, causati dalla presenza di molecole chiamate cucurbitacine, sostanze tossiche dal sapore amaro. Se le dimensioni, le forme e il colore delle zucche ornamentali possono trarre in inganno, per la loro somiglianza con le zucche commestibili, le zucche non edibili si riconoscono, una volta aperte, non solo per il sapore amaro, ma anche per il fatto che hanno poca polpa, o molto fibrosa, o molto dura o molto acquosa. Non sono state selezionate per il gusto, in effetti, ma per l’aspetto estetico dell’ortaggio.

                      Le varietà edibili più diffuse

                      Accanto a varietà internazionali come l’Americana, la Butternut, l’Asterix, molti imprenditori agricoli in Italia sono impegnati nella conservazione di quelle tradizionali, come la zucca Cappello del prete, la Berretta piacentina, la Mini Moscata, la Violina, la Moscata di Provenza, la Trombetta e la Delica: di quest’ultima, in particolare, si utilizza tutto, dalla deliziosa polpa ai fiori, dalla buccia fino ai semi.

                      Da sinistra Villaggio delle Zucche di Nonno Andrea e Casa delle Zucche di Longastrino

                      Mappa dei “pumpkin patch” più noti in Italia

                      C’è ancora qualche giorno per visitare i campi di zucca più frequentati nel nostro Paese e immergersi in un’esperienza piacevole e tipicamente autunnale, perfetta per famiglie, coppie e – perché no? – fotografi amatoriali.

                       Giardino delle Zucche, Caserta – Pignataro Maggiore, in provincia di Caserta, c’è il Giardino delle Zucche, il primo pumpkin patch d’Italia e tra i più grandi d’Europa. Offre un’esperienza pensata per tutti, con laboratori creativi per i più piccoli, percorsi tematici e punti fotografici dai quali immortalare i filari di zucche. Vale la pena fermarsi anche a gustare qualche specialità locale nei dintorni, prolungando così l’esperienza autunnale con il sapore genuino della Campania.

                      Cascina Savino, a Foggia, in autunno si trasforma in un microcosmo arancione e rosso: fra campi di zucche e melograni, i visitatori hanno l’opportunità di selezionare il loro frutto, partecipare a laboratori di intaglio e scoprire installazioni artistiche ispirate al Día de los Muertos. Musica dal vivo e un menù contadino a base di zucca rappresentano un ulteriore valore aggiunto.

                      Fattoria della Zucca, Parco di Veio – A poca distanza dalla Capitale, vale la pena visitare la Fattoria della Zucca, che si sviluppa tra i filari del Parco di Veio. Allestito in stile statunitense, il campo consente di prendere la propria zucca, partecipare a laboratori creativi, scoprire animali della fattoria e divertirsi con percorsi interattivi, mini trattori e giri a cavallo. A disposizione dei visitatori ci sono anche spettacoli, street food a tema e mercatini artigianali.

                      Casa delle zucche di Longastrino – Tra Ferrarese e Ravennate (aree vocate alla coltivazione di zucca gialla), a Longastrino – frazione di Argenta (Fe) e Alfonsine (Ra) – c’è un’azienda agricola che si è fatta conoscere solo grazie al passaparola, spontaneo, sui social network. È la Casa delle zucche di Claudio, affascinante tenuta nella quale è possibile acquistare zucche decorative e ortaggi per la consumazione. Si può rintracciare digitando ‘Casa delle zucche’ su Google maps. Attenzione: trattandosi di un’abitazione privata – ‘Claudio’, il proprietario, è appunto un rivenditore di frutta e verdura che, da qualche anno, crea qui fantasiosi allestimenti con zucche di ogni forma e colore – si consiglia di avere rispetto per il luogo e per il suo lavoro. Non c’è un ticket d’ingresso.

                      Villaggio delle zucche di Nonno Andrea – Villorba (Tv) – Resterà aperto fino al 2 novembre il Villaggio delle zucche di Nonno Andrea, nel Trevigiano: annoverato fra i ‘pumpkin patch’ più grandi e frequentati di tutta Europa, il campo ospita oltre 30mila zucche, di almeno 60 varietà differenti. Durante il periodo di apertura al pubblico – compreso fra la fine di settembre e l’inizio di novembre – sono previsti laboratori e momenti di intrattenimento tutti i giorni, con spettacoli dal vivo, workshop diretti alle scuole e show cooking con alcuni famosi chef del territorio.

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