Crisi Realco, un anno di cassa integrazione e composizione negoziata
Dal 1° novembre è scattata la cassa integrazione straordinaria per 94 dipendenti delle sedi di Reggio Emilia del gruppo della Gdo, che ora avvia un piano di risanamento per far fronte alla crisi e ridurre i costi. La rete distributiva di Realco conta oggi circa 130 supermercati in Emilia-Romagna e altri 5 fuori regione, con le insegne Sigma, Ecu ed Economy. Il 12 novembre Realco ha avvisato i fornitori di aver chiesto la composizione negoziata della crisi, che blocca le pretese dei creditori. Nominato Bruno Bartoli come esperto per affiancare la società nelle trattative con i fornitori
Dalla Redazione (articolo aggiornato il 28 novembre 2025)
C’è preoccupazione tra i lavoratori di Realco, storica cooperativa della grande distribuzione con sede a Reggio Emilia. Dal 1° novembre è scattato un anno di cassa integrazione straordinaria per 94 dipendenti delle sedi di via Pertini e via Rosmini, come stabilito nell’accordo siglato il 24 ottobre in Regione Emilia-Romagna tra azienda, sindacati e Agenzia regionale del lavoro. Si tratta di personale amministrativo impegnato nella gestione dei rapporti con fornitori e banche. La cassa integrazione, come riporta Il Resto del Carlino di Reggio Emilia, sarà a rotazione, per consentire la continuità delle funzioni operative e garantire a ogni lavoratore almeno il 25% delle ore lavorate nel trimestre. La misura, per ora, non riguarda il personale dei punti vendita.
“Siamo soddisfatti dell’accordo – ha dichiarato il presidente di Realco Andrea Artoni al Resto del Carlino -. Ci sarà una cassa integrazione straordinaria per i 94 dipendenti della sede di via Pertini e via Rosmini per superare le difficoltà in cui ci troviamo, dovute al mercato e all’uscita l’anno scorso di un socio importante. La cassa integrazione sarà a rotazione, interessando le varie funzioni aziendali, per garantire continuità nei supermercati. A ogni lavoratore dovrà essere garantito il 25% delle ore lavorate nel trimestre. Questo anche per rassicurare i fornitori sulla continuità del servizio”.
Calo del fatturato e indebitamento in crescita
La crisi del gruppo, secondo quanto riportato da Reggionline, è di natura strutturale, con una riduzione dei volumi di vendita e del fatturato stimata attorno al -25% rispetto al 2024, anno chiuso con circa 300 milioni di euro di ricavi. A incidere anche l’uscita dalla compagine societaria di Donatella Prampolini, ex presidente della cooperativa, che nel febbraio 2024 ha lasciato Realco fondando la società Mpt e avviando una collaborazione con Pam.
La fuoriuscita ha comportato la perdita dei punti vendita di sua proprietà e ha contribuito alla riduzione della rete distributiva, oggi composta da circa 130 supermercati in Emilia-Romagna e altri 5 fuori regione, con le insegne Sigma, Ecu ed Economy.
Un piano di risanamento per ridurre i costi e generare liquidità
Nel corso dell’incontro con i sindacati, la direzione aziendale ha illustrato nel dettaglio il piano di risanamento predisposto per far fronte agli squilibri finanziari e gestionali. Il programma, come riporta sempre reggionline, prevede: un ridimensionamento dei costi della rete di distribuzione, anche tramite la rivisitazione di società controllate e rami d’azienda; la vendita di 17 negozi di proprietà; la dismissione di immobili e magazzini per creare nuova liquidità, in un contesto in cui i ricavi calano, i costi fissi restano elevati e l’indebitamento è aumentato.
Per attenuare l’impatto sociale della crisi, le parti hanno concordato la possibilità di avviare, solo se necessario, un piano di gestione degli esuberi basato su licenziamenti collettivi volontari incentivati. Durante il periodo di cassa integrazione, azienda e sindacati si incontreranno periodicamente per verificare l’attuazione del piano di risanamento e l’evoluzione della situazione economica.
Composizione negoziata della crisi
Realco, in una comunicazione ai fornitori del 12 novembre firmata dal presidente e amministratore delegato Andrea Artoni, ha scelto la strada della composizione negoziata della crisi per tentare di superare le difficoltà: l’azienda, in questa fase, non è in grado di far fronte ai debiti e questa procedura la mette temporaneamente al riparo dalle iniziative legali dei creditori. “Ci sono convincenti indicazioni che Realco – si legge nella comunicazione – sarà in grado di formulare una apprezzabile e onorevole proposta per il soddisfacimento dei vostri crediti”.
La Camera di Commercio dell’Emilia ha nominato come esperto il professionista Bruno Bartoli, che il 18 novembre ha accettato l’incarico. Le misure protettive del patrimonio sono scattate il 19 novembre. La prima mossa dei vertici di Realco è stata la sospensione del pagamento delle fatture pregresse. Da quella data in avanti la cooperativa pagherà ai fornitori solo gli approvvigionamenti correnti, quelli che servono per far sì che i prodotti continuino ad arrivare sugli scaffali. La composizione negoziale è una procedura già sperimentata recentemente da altre società reggiane, come Landi Renzo e Meta System, in quest’ultimo caso senza successo.
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