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                      Alimentari: prezzi su del 25% in 4 anni, ma nei campi le quotazioni crollano

                      Rapporto Coop Winter Edition
                      Secondo l’Istat, dal 2021 al 2025 i prezzi alimentari in Italia sono aumentati del 24,9%, spinti dallo shock energetico e dal caro costi di produzione. Ma nei campi la situazione è opposta: Coldiretti denuncia crolli fino al -56% per l’uva da tavola, -40% per i pomodori e -33% per la lattuga, penalizzati dalle importazioni estere e dai margini sempre più ridotti

                      Dalla Redazione

                      alimentari prezziL’inflazione non allenta la presa sulla spesa alimentare. In quattro anni, da ottobre 2021 a ottobre 2025, i prezzi dei beni alimentari in Italia sono cresciuti del 24,9%, quasi otto punti in più rispetto all’indice generale dei prezzi al consumo (+17,3%). A certificarlo è l’Istat, che nella sua ultima nota sull’economia italiana evidenzia come lo shock energetico del biennio 2022-2023 abbia avuto un impatto deflagrante sul comparto food, facendo impennare i costi di produzione e i listini al dettaglio. Negli ultimi due anni, la crescita si è attenuata ma resta sostenuta dal recupero dei margini lungo la filiera agricola.

                      Nei campi prezzi in caduta libera

                      Mentre sugli scaffali i prezzi restano elevati, nei campi italiani le quotazioni pagate agli agricoltori crollano, con molte aziende che lavorano ormai in perdita. È l’allarme lanciato da Coldiretti, che commentando la nota Istat parla di “caduta libera” dei prezzi alla produzione, aggravata da costi ancora alti e da una concorrenza sleale delle importazioni straniere.

                      Tra i cereali, i ribassi sono consistenti: -13% per il grano duro e -17% per il riso, con varietà come l’Arborio che hanno perso fino al 35% del valore in un anno. Una situazione che ha spinto migliaia di agricoltori alla mobilitazione e portato all’adozione di prime misure governative per contrastare le speculazioni.

                      Ortofrutta in crisi: uva, pomodori e lattuga ai minimi storici

                      Ancora più grave la situazione dell’ortofrutta: secondo Coldiretti, i prezzi riconosciuti ai produttori segnano cali del -40% per i pomodori, -33% per la lattuga e addirittura -56% per l’uva da tavola. Un crollo che non si traduce in benefici per i consumatori ma mette in ginocchio migliaia di imprese agricole, schiacciate tra margini ridotti e flussi di prodotto estero a basso costo.

                      Import e regole diseguali

                      A pesare sulle quotazioni italiane è l’aumento delle importazioni da Paesi extra Ue, spesso favorito da accordi commerciali e dalla mancanza dell’obbligo di indicare in etichetta l’origine dei prodotti. Una concorrenza “sleale” – denuncia Coldiretti – perché consente ad esempio l’ingresso di alimenti ottenuti con “prodotti, come pesticidi o antibiotici, che nell’Unione europea sono vietati da anni”, in assenza del principio di reciprocità delle regole.

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