Meloni inaugura la Funivia delle Mele: il primato mondiale firmato Melinda
La premier Giorgia Meloni ha inaugurato oggi a Segno di Predaia la Funivia delle Mele, primo impianto al mondo a fune dedicato al trasporto di frutta. L’opera collega lo stabilimento di Melinda alle celle ipogee nella miniera di Rio Maggiore, riducendo migliaia di viaggi su gomma. Un’innovazione sospesa tra Dolomiti e ipogeo, che abbiamo potuto vedere in anteprima una settimana prima dell’inaugurazione
di Carlotta Benini

La Funivia delle Mele di Melinda visitata in anteprima il 12 novembre durante il Simposio di SAF (copyright: Fm)
Non trasporta persone, ma frutta: nello specifico mele, quelle dolci e profumate della Val di Non, che viaggiano sospese tra le Dolomiti e il cuore della montagna, all’interno di un’opera tecnologica senza precedenti. La Funivia delle Mele di Melinda è ufficialmente realtà: l’impianto ha inaugurato oggi – martedì 18 novembre – alle 13 alla presenza della premier Giorgia Meloni, del ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida e delle autorità locali, in un momento dal forte valore simbolico non solo per il comparto agricolo trentino, ma per tutto il made in Italy. Nato a Segno di Predaia, in provincia di Trento, è il primo impianto al mondo a fune dedicato al trasporto di frutta. Un’opera che unisce ingegneria, montagna e frutticoltura in un sistema unico nel panorama internazionale, frutto di una visione che ha trasformato un’esigenza logistica in un progetto pionieristico di sostenibilità ed economia circolare.
Il messaggio della premier: “Qui l’agricoltura diventa futuro”
Nel suo intervento, la presidente del consiglio Giorgia Meloni ha definito la Funivia delle Mele molto più di un’opera innovativa: un esempio di come l’agricoltura italiana sappia coniugare radici e futuro, trasformando un territorio apparentemente periferico in un centro di eccellenza riconosciuto. “Si è periferia quando ci si comporta da periferia – ha detto -. Qui, invece, si costruisce identità e sviluppo”. Meloni ha ricordato quindi come la Funivia delle Mele sia il primo impianto al mondo dedicato alla logistica agroalimentare, realizzato al 100% da maestranze italiane e alimentato a energia rinnovabile. Un’infrastruttura che dialoga con un’altra unicità, le celle ipogee scavate nella roccia dolomitica: un “frigorifero naturale” che riduce consumi energetici, preserva la qualità delle mele e non consuma suolo. La premier ha sottolineato come queste due opere dimostrino che produzione e tutela ambientale possono procedere insieme: “Ambiente e uomo non sono nemici, ma alleati. Gli agricoltori sono i primi custodi della natura”.
Infine ha ricordato il contributo del governo e del Ministero dell’Agricoltura alla realizzazione della funivia, sostenuta con 4,1 milioni di euro di fondi PNRR, e ha sottolineato come la scelta di investire in Val di Non non sia casuale: un territorio vocato, dove si concentra una delle realtà più solide dell’ortofrutta italiana. Il Consorzio Melinda riunisce 4.000 produttori, 16 cooperative, quasi 7.000 ettari coltivati e oltre 400.000 tonnellate di mele raccolte a mano ogni anno. Numeri che, ha detto, rappresentano non solo produzione, ma cultura del lavoro e cura del territorio.
“Visione, cooperazione e orgoglio territoriale”
Sul palco inaugurale è intervenuto anche il presidente di Melinda, Ernesto Seppi, che ha ribadito come la Funivia delle Mele rappresenti “un esempio tangibile di una visione complessiva fatta di innovazione e sostenibilità, nel segno di un modello cooperativo vincente per il Trentino e per l’Italia”. Davanti ai soci e ai molti volontari presenti, Seppi ha ricordato il valore delle tradizioni agricole della valle: «Abbiamo riportato nella quotidianità le tradizioni dei nostri nonni, quando non esisteva la frigoconservazione. Le abbiamo applicate alla tecnologia, ma ci serviva un ulteriore passo per trasportare nella montagna le nostre mele”. Quel passo è stato proprio l’impianto inaugurato il 18 novembre, nato per superare i limiti del trasporto su gomma: “Usavamo più di 5 mila camion, con ovvi problemi per la viabilità di montagna. E allora abbiamo veramente osato, con quel pizzico di follia e di genialità italiana che ci ha sempre contraddistinto”, ha aggiunto il presidente di Melinda.
Il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida, presente all’inaugurazione insieme alle autorità locali, ha definito la funivia “un’opera strategica e unica al mondo, che impatta meno sull’ambiente e sul territorio, garantisce risparmio energetico e permette uno sguardo al futuro, unendo ambiente e lavoro“. Il ministro ha sottolineato come l’impianto rappresenti l’incontro virtuoso tra sostenibilità ambientale e sostenibilità produttiva: “Garantisce ricchezza, economia e lavoro”. E ha rimarcato il ruolo di Melinda nel panorama europeo: “Ha dimostrato di essere all’avanguardia per innovazione e qualità. L’impianto sarà da esempio anche per altre nazioni e altri produttori”.
A portare il saluto dell’Unione europea è stato Raffaele Fitto, vicepresidente esecutivo della Commissione europea, con un videomessaggio rivolto ai soci del Consorzio: “L’inaugurazione di un progetto che diventa realtà è sempre emozionante. La Funivia delle Mele è esempio di innovazione e di visione strategica”. Fitto ha evidenziato come l’opera rappresenti un modello replicabile, capace di mostrare “come la tecnologia e l’innovazione migliorano i processi produttivi in modo sostenibile”.
Celle ipogee: “Una risposta a un’esigenza concreta e alla visione di lungo periodo”
Noi abbiamo avuto l’opportunità di visitare la Funivia delle Mele in anteprima il 12 novembre scorso, durante la due giorni del Simposio di Spettacoli alla Frutta che si è svolto nella provincia trentina, tra Segno, Taio e Predaia, ospiti proprio di Melinda. A guidare il gruppo in visita è stato Fabrizio Conforti, direttore degli stabilimenti Cobo, Scaf e delle celle ipogee di Melinda, che ha ripercorso le origini del progetto. “Le celle ipogee nascono nel 2014, quando Melinda si trovò di fronte all’esigenza di ampliare la capacità di frigoconservazione per gestire un previsto incremento produttivo – ha esordito Conforti -. L’aumento non derivava da un’espansione delle superfici coltivate, ma dai reimpianti resi necessari dallo scopazzo del melo, che aveva colpito il territorio alla fine degli anni Duemila”. I nuovi sesti d’impianto, più fitti e moderni, avrebbero portato a un aumento significativo dei volumi, ha spiegato: da qui la ricerca di una soluzione.

Fabrizio Conforti, direttore degli stabilimenti Cobo, Scaf e celle ipogee di Melinda (foto: SAF-Spettacoli alla Frutta)
“Potevamo fare ciò che avevamo sempre fatto, costruire l’ennesimo stabilimento tradizionale – ha proseguito -, ma sarebbe stata la scelta più banale. È arrivata invece una proposta inaspettata: utilizzare le gallerie della miniera di Rio Maggiore, il complesso sotterraneo di dolomia che si sviluppa sotto Predaia e che, grazie allo strato superiore di argilla, offre un ambiente naturalmente stabile, asciutto e perfetto per la frigoconservazione”. Una sfida, accolta con quello “spirito pionieristico” che caratterizza Melinda. Dopo una fase sperimentale in cui le mele conservate in ipogeo mostravano parametri uguali – e in alcuni casi migliori – rispetto alle celle tradizionali, si è passati alla progettazione industriale: dapprima 10 mila tonnellate, poi via via un’espansione fino alle attuali 40 mila tonnellate di mele stoccate, con predisposizione per arrivare a 60 mila se necessario.
Il nodo logistico e la svolta green
Con l’aumento dei volumi conservati in ipogeo, la viabilità interna alla cava è diventata un limite. Le gallerie erano state scavate per il trasporto di materiale estratto, non per la movimentazione di frutta. Ciò richiedeva camion “corti”, con oltre 5 mila viaggi annui tra ingresso e uscita.
“Quando abbiamo raggiunto la massima capienza, la situazione non era più sostenibile né dal punto di vista ambientale né da quello della sicurezza – ha raccontato Conforti. – La funivia è stata la risposta a questo problema strutturale: un sistema in grado di eliminare quasi completamente quel traffico e di migliorare la logistica dell’intera valle”.
Il nuovo impianto – 1,3 km di lunghezza, quasi 90 metri di dislivello – trasporta ogni ora 460 contenitori da 300 kg ciascuno, viaggiando a 5 metri al secondo. Oltre a togliere dalle strade gli ultimi chilometri di camion diretti alle celle ipogee, consente alle cooperative periferiche di caricare mezzi più grandi, dimezzando la movimentazione complessiva.
Un luogo geologicamente unico
La visita nelle gallerie ha permesso di comprendere il valore del contesto geologico in cui si trovano le celle ipogee. Lo strato dolomitico è ricoperto da una formazione ricca di argilla, che funge da “ombrello naturale” e rende il sito completamente auto-protetto da infiltrazioni d’acqua e fenomeni atmosferici estremi. “È un ambiente naturalmente isolato – ha spiegato durante la visita riservata alle aziende dell’ATI SAF e ai giornalisti di settore Andrea Fedrizzi, responsabile marketing e comunicazione di Melinda – e questo lo rende un luogo raro. A soli due chilometri, nella stessa area geologica, una galleria irrigua priva dello strato argilloso è soggetta a piogge continue. Qui, invece, abbiamo condizioni perfette per la frigoconservazione naturale”.

Una cella ipogea, nella quale è stato allestito un breve spettacolo emozionale per i visitatori (copyright: Fm)
“È un modello replicabile altrove? Ce lo chiedono spesso – ha continuato -. La risposta è sì, in teoria. Ma occorrerebbe la stessa fortuna che abbiamo avuto noi: trovare una miniera di dolomia coperta da uno strato argilloso così uniforme e protettivo da garantire un ambiente naturalmente stabile e asciutto”.
La miniera continua oggi la sua attività, integrando l’estrazione alla creazione di nuovi spazi. Tra i progetti futuri, ha rivelato Fedrizzi, anche l’allestimento di un data center all’interno di una porzione delle gallerie.
Efficienza, sostenibilità e innovazione Made in Italy
La Funivia delle Mele è alimentata da fonti rinnovabili – fotovoltaico e idroelettrico – e sfrutta il peso delle mele in discesa per contribuire alla produzione di energia. L’utilizzo delle celle ipogee permette un risparmio energetico del 30% rispetto ai magazzini tradizionali, mentre l’eliminazione dei viaggi in camion rappresenta un vantaggio rilevante in termini di emissioni e sicurezza stradale.
L’inaugurazione ufficiale della Funivia segue di alcune settimane l’accensione dei motori avvenuta a fine estate con il completamento del primo viaggio. Da allora, Melinda ha già trasportato in questo modo più di 30mila tonnellate di mele che corrispondono ad oltre 100 mila bins, seguendo un percorso caratterizzato da un dislivello di quasi 90 metri, l’impianto può condurre a destinazione ogni ora 460 contenitori da 300 chili ciascuno alla velocità di 5 metri al secondo.
Il nuovo MondoMelinda
Nella stessa giornata è stato inaugurato anche il nuovo MondoMelinda, il centro dedicato all’accoglienza e alla valorizzazione della filiera. Una struttura completamente rinnovata, con negozio, bistrot e una terrazza panoramica affacciata sulla Val di Non, pensata per ospitare eventi ed esperienze immersive. Una location suggestiva che accompagna il visitatore dentro l’universo Melinda, permettendo di conoscere da vicino non solo la storia e i prodotti del Consorzio, ma anche gli stabilimenti in cui le mele vengono lavorate e confezionate.
Copyright: Fruitbook Magazine













