Anema, le borse cruelty free nate dagli scarti di mela e arancia conquistano la moda
Anema, brand napoletano di borse in ecopelle, porta in passerella la sostenibilità trasformando gli scarti vegetali – dalle bucce di mela alle scorze di arancia, fino a cactus, mais e canapa – in creazioni cruelty free dal design contemporaneo. Un progetto che unisce artigianalità, materiali innovativi e visione circolare, attirando l’interesse della London Fashion Week e degli operatori della moda etica
Dalla Redazione
Una collezione di borse cruelty free, giovani e di stile, nate anche dalle bucce di mela e dalle scorze di arancia? È la proposta di Anema, brand italiano che ha scelto di trasformare gli scarti vegetali dell’agroalimentare in materiali innovativi per la pelletteria, unendo sostenibilità, design contemporaneo e manifattura artigianale. In un momento in cui il dialogo tra ortofrutta e moda si fa sempre più concreto – basti pensare al debutto di envy in passerella e alla nuova capsule collection ispirata alla mela club di VOG e VIP- il progetto rappresenta un esempio di come gli scarti vegetali e agroalimentari possano generare nuove applicazioni industriali, trasformandosi da materiali marginali a componenti utili e valorizzabili anche in filiere esclusive come quella della moda.
Un marchio nato per integrare stile e responsabilità
Fondato nel 2021 dal designer Francesco Esposito, Anema realizza borse e piccoli accessori interamente prodotti in Italia, nel cuore della tradizione pellettiera napoletana. Nessun materiale di origine animale, solo ecopelli innovative ricavate da scarti vegetali come mela, arancia, cactus e mais. Una scelta chiara che punta a unire qualità artigianale, estetica pulita e attenzione per l’ambiente.
Materiali che nascono da risorse e scarti vegetali
La forza del progetto risiede nella selezione di materiali di nuova generazione, tutti sviluppati per ridurre l’impatto ambientale e valorizzare sottoprodotti dell’agroalimentare.
- Apple – Uppeal è il nome del materiale, che si realizza con le bucce di mela, recuperando un prodotto di scarto che altrimenti verrebbe sprecato, e trasformandolo nel materiale finale che utilizziamo per realizzare gli accessori. È un materiale vegano e cruelty free.
- Orange – Ohoskin è l’azienda siciliana, di Catania, che ha creato un innovativo materiale grazie al recupero dei prodotti di scarto alimentare. Attraverso un percorso di lavorazione specifica questi ultimi vengono miscelati con biopolimeri e resine naturali per creare un materiale sostenibile e di ottima qualità.
- Mais e rPET: materiali derivati da basi organiche unite a Pet riciclato, prodotti da realtà italiane impegnate nella ricerca e nell’uso di energia rinnovabile.
- Canapa biologica: fibra naturalmente resistente, antibatterica e stabile ai raggi UV.
- Cactus Desserto: coltivato in Messico senza irrigazione aggiuntiva, viene trasformato in una pelle vegetale resistente
Una filiera costruita sulla sostenibilità
Il team di Anema proviene dal settore moda e conosce bene la complessità di questa industria. Da qui la scelta di posizionare la sostenibilità al centro del processo produttivo: selezione dei materiali, collaborazione solo con partner che condividono gli stessi valori, realizzazioni in quantità limitate e attenzione al “zero waste”.
“Negli ultimi anni, il mondo del lusso e della moda ha iniziato a interrogarsi su cosa significhi davvero innovare. L’estetica e la qualità artigianale restano centrali, ma oggi il valore di un prodotto è sempre più legato alla sua origine, al suo impatto e alla sua storia”, scrive Francesco Pinci, marketing manager di Gibson Watts, che ci ha segnalato la notizia di Anema inviando un suo contributo sul tema. “Anema ha costruito la propria identità su un modello produttivo circolare, convertendo materie prime naturali di origine agricola in accessori d’eccellenza – continua -. La pelle ottenuta dagli scarti della mela è un materiale innovativo: oltre il 70% della sua composizione deriva da componenti vegetali, riducendo fino al 50% l’impatto ambientale rispetto ai pellami tradizionali. L’aspetto sorprendente è che, pur essendo un materiale rigenerato, mantiene morbidezza, resistenza e qualità tattile comparabili a quelle della pelle animale. È la prova che la sostenibilità può convivere con la raffinatezza, trasformando un elemento residuale in una dichiarazione di valore”.
Nel suo articolo, Pinci cita inoltre l’attenzione internazionale già attirata da Anema: le borse del brand sono apparse sulle passerelle della London Fashion Week, grazie al lavoro di Serena Lena, founder di Serena Relations Ltd, che ha scelto di includere le creazioni di Francesco Esposito nella sfilata di un brand presente nel calendario ufficiale della kermesse di moda londinese. Una vetrina che ha ampliato il confronto con buyer, stampa e stakeholder tra Londra, Dubai e Italia, confermando l’interesse crescente per materiali alternativi di origine vegetale e filiere più sostenibili.
Artigianalità e qualità come elementi distintivi
Tutte le creazioni Anema nascono da una manifattura che valorizza le tecniche tradizionali napoletane. Ogni borsa è realizzata con un controllo accurato dei dettagli, in quantità limitate e con la massima attenzione all’utilizzo del materiale disponibile. Una lavorazione che unisce memoria artigianale e innovazione, trasformando gli scarti vegetali dell’ortofrutta in un accessorio di stile.
“In un mercato in cui la moda tende spesso a consumare se stessa, Anema dimostra che è possibile innovare partendo da ciò che resta: le materie naturali recuperate, la memoria artigianale, la cultura del bello. In un mondo saturo di prodotti, il vero lusso è dare valore alle risorse dimenticate e restituirle, attraverso la forma, al loro significato più profondo”, sottolinea in conclusione Francesco Pinci.
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