Agricoltura europea senza eredi: il servizio di Internazionale
Un servizio di Arte Europa diffuso da Internazionale racconta la difficoltà del ricambio generazionale in agricoltura: aziende che chiudono, agricoltori sempre più anziani e pochi eredi pronti a subentrare
Dalla Redazione
L’agricoltura europea invecchia e fatica a trovare eredi pronti a subentrare. A puntare i riflettori sul problema del ricambio generazionale nel settore primario è Internazionale, che divulga un video-servizio di Arte Europa dedicato alle difficoltà delle famiglie agricole nel trasmettere la propria attività alle nuove generazioni. Il reportage raccoglie dati e testimonianze da diversi Paesi, mostrando come la mancanza di successione stia accelerando la scomparsa di molte aziende e mettendo in discussione la tenuta stessa di interi sistemi rurali.
In Vallonia, tra aziende che chiudono e nuove resistenze
In Belgio, e in particolare in Vallonia, il problema è particolarmente evidente. Nell’area francofona del paese si produce ancora formaggio a latte crudo secondo pratiche tradizionali, ma il numero delle aziende in attività continua a ridursi. Negli ultimi trent’anni più della metà delle fattorie belghe è scomparsa, spesso per l’assenza di un successore.
In questo contesto si inserisce la storia di Valentina, 34 anni, che non immaginava un futuro in agricoltura. Solo quando la fattoria del padre ha rischiato la chiusura ha scelto di subentrare – racconta il reportage -, sostenuta dalla cooperativa Tarran Viw, che ha acquisito i terreni su cui oggi lavora. Un supporto prezioso, non sempre disponibile per gli altri agricoltori della regione.
Un settore che invecchia e non trova successori
I dati riportati dal servizio parlano chiaro: in Vallonia sono attive circa 12.500 aziende agricole, e il 67% degli agricoltori ha più di 55 anni. Tra questi, l’80% non ha un erede identificato. La trasmissione della fattoria non è solo una questione economica: intervengono dinamiche sociali, giuridiche, territoriali ed emotive. In molte famiglie la fattoria è vissuta come patrimonio da preservare, più che come impresa da affidare a una nuova generazione con visioni diverse.
Una crisi diffusa in tutta Europa
Il quadro belga si inserisce in un fenomeno più ampio: in molti paesi europei, anche dove l’agricoltura ha un ruolo di primo piano come Spagna, Italia e Romania, la quota di agricoltori over 55 resta molto elevata. La Romania, in particolare, registra il tasso più alto d’Europa di occupati in agricoltura, più di uno su cinque, ma per i giovani immaginare una vita in campagna rimane complesso a causa di salari bassi, condizioni di lavoro difficili e di un passato industriale che ha favorito l’esodo verso le città.
Il ruolo crescente delle filiere corte
Nonostante le difficoltà, alcune tendenze aprono spiragli di fiducia. Le filiere corte stanno guadagnando terreno tra i consumatori europei, creando nuove opportunità per chi sceglie di restare o di tornare alla terra. Valentina, la giovane imprenditrice agricola belga, punta proprio su questo interesse crescente per il prodotto locale come leva per sostenere la sua azienda familiare.
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