Pam e il “test del carrello”: l’azienda difende la legittimità dei controlli interni
Pam Panorama è finita al centro delle polemiche per il “test del carrello”, ovvero la simulazione di furto effettuata da un finto cliente, procedura definita vessatoria dai sindacati sul piede di guerra. L’azienda replica sostenendo la piena legittimità dei controlli e chiarisce che non ci sarebbe stata alcuna riduzione di organico nel punto vendita
Dalla Redazione
Nell’ultima settimana Pam Panorama è finita sotto i riflettori dopo due licenziamenti avvenuti a Livorno e contestati dalla Filcams-Cgil, che ha denunciato l’utilizzo del cosiddetto “test del carrello”, ovvero una simulazione di furto effettuata da un finto cliente, come base per provvedimenti disciplinari.
Secondo i sindacati, il meccanismo sarebbe “inammissibile” e “non conforme alle regole”, come riporta La Stampa, perché attribuirebbe al personale di cassa funzioni assimilabili alla vigilanza, generando pressioni sui dipendenti più anziani e un clima ritenuto “intimidatorio”. A Roma, anche la Uiltucs ha confermato il contenzioso, sostenendo che il test non sarebbe mai stato concordato con le organizzazioni sindacali e che starebbe causando “disagi, contestazioni e licenziamenti”.
Nel confronto tenutosi nei giorni scorsi, l’azienda non ha aperto al ritiro dei provvedimenti già notificati, irrigidendo il fronte sindacale e rimandando la discussione a ulteriori incontri.
La replica di Pam Panorama: “Controlli legittimi e necessari”
A seguito della crescente attenzione mediatica, Pam Panorama e poi però intervenuta oggi con una nota ufficiale in cui “ribadisce con fermezza non solo la piena legittimità, ma anche l’assoluta necessità” dei controlli interni, definiti strumenti indispensabili per garantire integrità operativa, sicurezza e contenimento dei furti.
L’azienda sottolinea come il contesto in cui operano oggi i punti vendita sia caratterizzato da un forte aumento di furti, rapine e fenomeni di microcriminalità. “Le differenze inventariali derivate da ammanchi – si legge nella nota – hanno raggiunto i 30 milioni di euro, un dato in crescita costante. Episodi che coinvolgono bande organizzate, gruppi di minori e individui che rubano sistematicamente”.
In questo scenario, Pam Panorama dichiara di investire ingenti risorse in vigilanza e sistemi antitaccheggio, ma precisa che la tutela del patrimonio aziendale richiede “la massima diligenza anche da parte del personale del punto vendita”, in particolare dei cassieri, chiamati a verificare che tutta la merce presente nel carrello venga regolarmente passata allo scanner.
Formazione, procedure e “trasparenza”
Nel comunicato, Pam Panorama chiarisce che le attività di verifica rientrano nella normale operatività dei punti vendita e che il personale viene formato in modo regolare sulle procedure da seguire. I controlli interni, finalizzati sia alla riduzione dei furti sia al miglioramento del servizio al cliente. sono svolti esclusivamente da personale aziendale appositamente incaricato, che si identifica sempre prima di procedere e informa il dipendente dell’attività in corso. L’azienda sottolinea inoltre che ogni eventuale non conformità viene gestita nel rispetto delle procedure interne e delle tutele previste dalla normativa vigente.
La catena rivendica inoltre di avere sempre mantenuto un rapporto di trasparenza con le organizzazioni sindacali, ricordando di aver già fornito chiarimenti in diverse occasioni, “tra cui la nota del 14 ottobre e l’incontro del 20 novembre”. Secondo l’azienda, le procedure sono ben note ai rappresentanti interni delle organizzazioni sindacali e riguardano attività ordinarie finalizzate al miglioramento del servizio e alla riduzione dei furti.
“Nessuna riduzione di organico” e disponibilità al confronto
Non da ultimo, Pam Panorama “contesta fermamente la strumentalizzazione” dei fatti riportati dai media e precisa che gli episodi recenti “non hanno portato ad alcuna riduzione di organico” nel punto vendita.
L’azienda si dice disponibile a proseguire il confronto con i sindacati, purché “costruttivo” e nelle sedi previste dalla legge. In chiusura, la nota sottolinea come il mantenimento e la creazione di posti di lavoro dipendano dalla capacità dell’azienda e dei suoi collaboratori di operare con attenzione, tutelare il patrimonio aziendale e garantire la massima cura nel servizio al cliente: “principi che devono guidare l’azione di tutti”.
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