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                      Packaging, cresce l’etichettatura ambientale: l’ortofrutta tra luci e ombre

                      L’ottava edizione dell’Osservatorio IdentiPack di Conai e GS1 Italy evidenzia una crescita dell’etichettatura ambientale sugli imballaggi del largo consumo, estendendo l’analisi anche al canale del libero servizio. Nel quadro generale, l’ortofrutta mostra progressi su codifica dei materiali, raccolta differenziata e informazioni aggiuntive, ma resta indietro su marchi volontari, digitale e compostabilità del packaging

                      Dalla Redazione

                      etichettatura ambientale ©FM

                      Alcune confezioni di prodotti ortofrutticoli a marchio Coop con l’etichettatura ambientale (copyright Fm)

                      L’etichettatura ambientale sugli imballaggi dei prodotti di largo consumo continua a rafforzarsi sugli scaffali italiani, ma con velocità diverse a seconda del tipo di informazione. È quanto emerge dall’ottava edizione dell’Osservatorio IdentiPack, promosso da Conai e GS1 Italy, che per la prima volta affianca alla fotografia annuale una lettura storica dell’evoluzione semestrale e amplia il perimetro di analisi includendo, oltre a ipermercati e supermercati, anche il canale del libero servizio, pari a circa 9.615 punti vendita.

                      L’analisi si basa sui dati del servizio Immagino di GS1 Italy Servizi, incrociati con i dati di venduto NielsenIQ, su un paniere che varia a ogni edizione in funzione delle referenze digitalizzate e che consente di cogliere trend e direzioni di sviluppo più che confronti puntuali tra singoli periodi.

                      Codifica dei materiali: oltre il 55% delle referenze è “parlante”

                      Nel periodo luglio 2024-giugno 2025, il 55,2% delle referenze grocery in vendita in ipermercati, supermercati e libero servizio riporta in etichetta la codifica identificativa del materiale di composizione del packaging, come previsto dalla Decisione 129/97/CE. Si tratta di 82.306 prodotti, in crescita di 3,1 punti percentuali rispetto all’anno precedente.

                      In termini di volumi, oltre 21,5 miliardi di confezioni acquistate dagli italiani riportano questa informazione, pari al 78,6% delle unità vendute, con un incremento di 1,8 punti percentuali su base annua. Il comparto del freddo si conferma il più virtuoso, seguito da carni, fresco e drogheria alimentare, mentre bevande, petcare e cura persona restano sotto la media.

                      Raccolta differenziata: indicazioni diffuse su oltre l’83% delle confezioni vendute

                      Ancora più diffusa è la presenza in etichetta delle indicazioni sulla tipologia di imballaggio e sul corretto conferimento in raccolta differenziata. Queste informazioni sono presenti sul 62,1% dei prodotti a scaffale, pari a 92.474 referenze, e su oltre 22,8 miliardi di confezioni vendute, l’83,6% del totale grocery. Rispetto all’anno precedente, l’incidenza cresce di 2,2 punti percentuali per numero di prodotti e di 1,2 punti per confezioni vendute. I reparti più avanzati sono freddo, fresco e carni, mentre cura persona, petcare e bevande restano ancora distanti dalla media.

                      Marchi volontari, compostabilità e digitale: crescita contenuta

                      Più limitata, ma in lieve crescita, la presenza di marchi e dichiarazioni ambientali volontarie, riportate dall’8,9% delle referenze e dall’11,5% delle confezioni vendute, pari a oltre 3,1 miliardi di unità. Ancora marginale la comunicazione sulla certificazione di compostabilità del packaging: lo 0,2% dei prodotti a scaffale e delle confezioni vendute riporta questa informazione, senza variazioni rispetto all’anno precedente.

                      Ortofrutta: segnali di crescita sull’etichettatura, ma non su tutti i fronti

                      Nel comparto ortofrutta l’Osservatorio IdentiPack rileva un andamento complessivamente dinamico, con progressi significativi su alcune tipologie di informazione ambientale e livelli ancora contenuti su altre. Nel periodo luglio 2024–giugno 2025, la quota di confezioni di ortofrutta vendute che riportano in etichetta la codifica identificativa del materiale di composizione del packaging sale al 73,2%, in crescita di 3,8 punti percentuali rispetto all’anno precedente, uno degli incrementi più elevati tra le categorie analizzate, pur mantenendo il comparto nelle posizioni basse della classifica grocery.

                      Più favorevole il posizionamento dell’ortofrutta per quanto riguarda le indicazioni sulla tipologia di imballaggio e sul corretto conferimento in raccolta differenziata. Queste informazioni sono presenti sul 73,4% delle confezioni vendute, valore superiore alla media del largo consumo confezionato, e in aumento di 1,6 punti percentuali su base annua. Anche sul fronte delle informazioni aggiuntive per migliorare la qualità della raccolta differenziata domestica, l’ortofrutta si colloca tra i comparti più attivi: il 13% delle referenze a scaffale riporta questo tipo di indicazioni, con una crescita di 0,6 punti percentuali, il progresso più consistente tra le categorie monitorate.

                      Resta invece limitata la presenza di marchi o dichiarazioni ambientali volontarie, che nel comparto ortofrutta si collocano al di sotto della media grocery. Ancora marginale anche la comunicazione digitale delle informazioni ambientali: nel reparto risultano assenti o sporadiche le indicazioni che rimandano a canali online per approfondimenti sul packaging.

                      Per quanto riguarda la certificazione di compostabilità del packaging, l’ortofrutta mostra una presenza contenuta ma superiore a quella di molti altri reparti: tali indicazioni compaiono sullo 0,7% dei prodotti a scaffale e sull’1,2% delle confezioni vendute, valori sostanzialmente stabili rispetto all’anno precedente.

                      Trasparenza come leva strategica

                      «La comunicazione ambientale sugli imballaggi sta diventando sempre più concreta e utile per i consumatori», commenta Simona Fontana, direttrice generale Conai, sottolineando come l’indicazione dei materiali e delle modalità di raccolta differenziata sia ormai diffusa e destinata a diventare sempre più centrale anche alla luce delle future norme europee sui green claim.

                      Per Bruno Aceto, Ceo di GS1 Italy, l’analisi di IdentiPack conferma il ruolo degli imballaggi come veicolo di tracciabilità, trasparenza e fiducia tra imprese e consumatori, anche sui temi ambientali, grazie alla capillarità e alla diffusione delle informazioni on pack.

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