Ciclone Harry, allarme agrumi siciliani: oltre il 50% del raccolto perso
Il passaggio del ciclone Harry aggrava una campagna agrumicola siciliana già in difficoltà. Secondo Fruitimprese Sicilia, le aziende registrano perdite superiori al 50%, con agrumeti allagati e prodotto non utilizzabile nemmeno per la trasformazione
Dalla Redazione
In un quadro già complesso per la campagna agrumicola siciliana, segnato da costi di produzione sempre più difficili da sostenere e da prezzi di mercato giudicati insostenibili dagli operatori, il passaggio del ciclone Harry ha aggravato una situazione fragile, colpendo duramente uno dei comparti simbolo dell’isola. Piogge intense e persistenti hanno trasformato gli agrumeti in bacini d’acqua, rendendo impraticabili i campi e compromettendo una stagione che, in molte aree, era entrata nel vivo della raccolta.
È l’allarme lanciato da Fruitimprese Sicilia, che segnala danni gravissimi alle produzioni: le aziende associate comunicano una perdita del raccolto superiore al 50%, con agrumeti completamente allagati e prodotto finito a terra, non più utilizzabile nemmeno per la trasformazione dopo giorni a diretto contatto con acqua e fango. In molte zone si sta ancora lavorando alla conta dei danni, mentre il tentativo è quello di salvare il salvabile di una stagione ormai pesantemente compromessa.
“Si farà il possibile per portare il prodotto sugli scaffali”
Il presidente di Fruitimprese Sicilia, Placido Manganaro, sottolinea la volontà delle imprese di non fermarsi: “Si farà tutto il possibile per mantenere fede agli impegni e far trovare agli italiani il prodotto siciliano sugli scaffali, in particolare le arance, da sempre fiore all’occhiello della nostra regione”.
Ma l’emergenza va oltre il solo danno produttivo. “Il Governo ha annunciato misure straordinarie – conclude Manganaro – e c’è davvero bisogno di fare presto per salvaguardare il lavoro e il sostentamento dei produttori e delle loro famiglie”, spesso alle prese anche con conseguenze pesanti sul territorio, tra abitazioni danneggiate e infrastrutture ancora allagate o difficilmente percorribili.
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