Sardegna, OP Campidanese: “Il ciclone ha danneggiato il 50% dei carciofi”
Il ciclone Harry ha colpito duramente l’agricoltura sarda. Secondo Op Agricola Campidanese, i danni ai carciofi raggiungono il 50% della produzione, con punte dell’80% in alcune aree. Marco Lotta: “Se il clima non si rimette sono a rischio anche la produzioni precoci di meloni e angurie”
Dalla Redazione
Il ciclone Harry tra il 19 e il 20 gennaio ha colpito pesantemente Sicilia, Sardegna e Calabria. Ne hanno parlato a lungo i telegiornali, con le immagini del mare in burrasca e delle inondazioni che hanno fatto il giro del mondo. In particolare in Sardegna sono stati ingenti i danni nel sud e nelle aree costiere dell’isola, con mareggiate che hanno cancellato spiagge celebri come Cala Luna – ma gli arenili, dicono, dovrebbero riformarsi naturalmente – e fino a 200 millimetri d’acqua caduti in poche ore in diverse zone.
Se in Sicilia a essere compromessa maggiormente è stata la produzione di arance, tra cui la celebre arancia rossa coltivata alle pendici dell’Etna, in Sardegna i danni maggiori si contano sui carciofi, una specialità regionale che può fregiarsi anche della DOP con il Carciofo Spinoso di Sardegna. La ingente quantità d’acqua ha allagato i campi compromettendo la raccolta e la qualità stessa dei carciofi. Più limitato invece l’impatto sui prodotti coltivati in serra, come i pomodori.
“Il ciclone Harry ha inferto un colpo grave a una campagna già piuttosto complicata per il carciofo sardo”, ha commentato Marco Lotta, responsabile commerciale di OP Agricola Campidanese, la più importante Organizzazione di Produttori della Sardegna. “Il clima si sta tropicalizzando, da dicembre piove, praticamente tutti i giorni, e per altre due settimane è prevista pioggia. Sono già scesi 400 millilitri d’acqua, non è normale. Inoltre le temperature sono miti, manca il vero freddo, e questo aumenta l’incidenza di fitopatie”.
“Più del vento, il ciclone Harry ha portato tanta acqua. Con i campi allagati diventa complicata la raccolta e vanno sotto stress le piante. Stimiamo danni sul 50% circa della produzione di carciofi, in alcune zone anche dell’80%. Già era una campagna difficile, con la concorrenza del prodotto nordafricano e la domanda debole, questa calamità naturale non ci voleva, ma con gli eventi estremi dovremo sempre più fare i conti. Se il clima non si rimette – conclude Marco Lotta – sono a rischio anche le produzioni precoci di meloni e angurie”.
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